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Perché nessuno parla di Asad Shah, il musulmano ucciso per aver augurato “buona Pasqua” ai cristiani?

marzo 31, 2016 Redazione

Quando si è scoperto che il principale sospettato del suo assassinio è un altro musulmano, i media hanno smesso di parlarne: «Così vanno le cose nel moderno Regno Unito»

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Un uomo è stato ucciso a Glasgow, in Scozia, poco prima di Pasqua e il modo in cui i giornali britannici ne hanno parlato è una notizia in sé, secondo lo Spectator. La vittima è Asad Shah, 40 anni, sposato e proprietario di un piccolo negozio.
La notizia è emersa il giorno stesso dell’omicidio, giovedì 26 marzo, e quando la stampa ha appreso che l’uomo era un musulmano proveniente dal Pakistan, come il nome suggerisce, si è scatenata parlando di «islamofobia» e di un omicidio frutto di discriminazione religiosa. Molto inchiostro è stato sprecato per ricamare sulla tesi dell’odio nei confronti dell’islam alimentato dagli attentati di Bruxelles.

«BUONA PASQUA AMATI CRISTIANI». Due giorni dopo, però, la notizia era già quasi scomparsa dai siti inglesi. Come mai? Perché la polizia ritiene che il signor Shah sia stato sì vittima di odio religioso, ma islamico. L’uomo infatti è un Ahmadi, setta di minoranza interna al mondo musulmano perseguitata quasi in tutto il mondo islamico, soprattutto in Pakistan.
Non solo. Il negoziante aveva appena scritto su Facebook (foto in basso): «Buona Pasqua specialmente alla mia amata nazione cristiana… seguiamo le orme dell’amato Gesù Cristo e portiamole al successo in entrambi i mondi». Ma il dettaglio che ha davvero ridotto al lumicino le notizie su Shah è questo: il principale sospettato, detenuto in via precauzionale per l’omicidio, è Tanveer Ahmed, musulmano sunnita di 32 anni proveniente da Bradford, che avrebbe percorso oltre 300 chilometri per accoltellarlo e calpestarlo. L’uomo finora non ha né confessato, né parlato in sua difesa.

BRADFORDISTAN. Bradford non è un posto qualunque, è la città inglese dove i musulmani, praticamente tutti sunniti, costituiscono oltre il 25 per cento della popolazione con circa 132 mila fedeli provenienti dal Pakistan. Non a caso la città è soprannominata Bradfordistan ed è il luogo dove si è svolta l’incredibile epopea della famiglia di Nissar Hussain, cristiano pakistano convertitosi dall’islam e per questo perseguitato da 15 anni e quasi ucciso nel 2015 dai suoi ex amici musulmani.

POLITICA E ISLAM. La famiglia di Shah ha ricevuto una solidarietà incredibile dalla comunità britannica, che in poche ore ha raccolto su internet per la vedova oltre 100 mila sterline. Alla funzione in ricordo di Shah, che si è tenuta nella moschea frequentata dagli ahmadi Baitur Rahman, ha partecipato anche il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon. La politica l’anno scorso, dopo gli attacchi di Parigi, si era recata alla Moschea centrale di Glasgow per osservare un minuto di silenzio contro il terrorismo, condannare ogni associazione tra terrorismo e islam e promettere che qualunque crimine “islamofobo” sarebbe stato punito prontamente.

ELOGI INQUIETANTI. Sturgeon aveva parlato di fianco all’imam Habib Ur Rehman, che a marzo su WhatsApp ha esaltato Mumtaz Qadri, la guardia del corpo impiccata in Pakistan per aver assassinato nel 2011 il governatore musulmano del Punjab Salman Taseer, colpevole di aver difeso Asia Bibi e criticato la legge sulla blasfemia rendendosi così blasfemo a sua volta. L’assassino è stato salutato in Pakistan dagli estremisti islamici come «eroe dell’islam», mentre l’imam in Scozia ha scritto di lui, come verificato dalla Bbc: «Non posso nascondere oggi il mio dolore. Un vero musulmano è stato punito per aver compiuto ciò che la volontà collettiva della nazione non è riuscita a fare». Ha scritto poi «rahmatullahi alai», benedizione religiosa che si impartisce ai musulmani devoti.

«FRATELLO QADRI». L’imam ha anche definito Qadri un «fratello» che «ha adempiuto alla responsabilità di tutta l’Umma», l’intera comunità dei musulmani, uccidendo Taseer. Addirittura l’ha paragonato a coloro che si sono opposti al nazismo: «Quando la Francia è stata occupata dai nazisti, i francesi hanno fatto tutto ciò che era in loro potere per proteggere la nazione. Loro sono stati degli eroi nazionali. Impiccare Mumtaz Qadri solleva gravi domande sull’indipendenza del Pakistan. È un problema di identità nazionale e spirito islamico». Intervistato dalla Bbc, l’imam si è difeso affermando che i messaggi erano stati estrapolati dal contesto. A febbraio la Moschea centrale di Glasgow era finita in un altro polverone mediatico, dopo che alcuni membri del comitato esecutivo si erano dimessi perché «minacciati» da altri membri «conservatori».

LA PROTESTA DEGLI AHMADI. Oggi i familiari di Shah sono «terrorizzati» e la polizia ha consigliato loro di non rivelare ai giornalisti né come si chiamano né dove abitano per timore di nuove «vendette» contro di loro. Questa volta, l’appello al governo perché combatta l’estremismo islamico è arrivato da una moschea, quella degli ahmadi: «È il governo che ha il compito di sradicare ogni forma di estremismo. Sono anni che la comunità musulmana degli ahmadi spiega quanto è importante. Aspettiamo i risultati delle indagini della polizia prima di commentare i motivi dell’attacco».

«NESSUNO FARÀ DOMANDE». L’appello secondo lo Spectator potrebbe ancora una volta cadere nel vuoto: «Nessuno farà domande su questo caso, perché quasi nessuno sa o si preoccupa di sapere o si preoccupa di ascoltare le risposte. Se l’uomo arrestato per l’omicidio del signor Shah fosse un non musulmano allora ci si preoccuperebbe a fondo. Ma ora che sembra essere un musulmano resta poco da domandare. Così vanno le cose nella moderno Regno Unito ed è per questo, in sintesi, che le cose andranno sempre peggio nel futuro prossimo».


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7 Commenti

  1. Sebastiano scrive:

    Avvisate la Boldrini che ora può invitare anche l’imam Habib Ur Rehman a tenere lezione in Parlamento su “Islam religione di pace”. Visto che con l’imam Ahmed al Tayeb (quello che teorizzava le botte alle mogli) le è andata male, magari questa è la volta buona…

  2. Rolli Susanna scrive:

    Prevedo guerra civile…abbiamo visto le reazioni in Belgio di parte della popolazione.

  3. Menelik scrive:

    Pensate che un mio studente non so di dove, Tunisia o Algeria, non ancora diciottenne, ripetente e spinellato, un paio di giorni fa, parlando genericamente, mi disse che comprendeva le ragioni dell’isis e disse che tutto sommato non hanno ragione, ma nemmeno torto, perché in Siria hanno ammazzato centinaia di persone prima (qui non ho capito il soggetto, se Assad o i Cristiani), dunque adesso i musulmani si sarebbero ribellati con l’isis e, praticamente, avrebbero ragione, secondo loro.
    Lui in precedenza aveva affermato di essere musulmano ma non praticante e (ve lo posso affermare con sicurezza – ho l’occhio clinico su questo – ) usa abbondantemente cannabis.
    Comunque l’isis ha ragione – secondo lui – capito?
    Questo in una cittadina italiana senza grosse tensioni sociali, vita tranquilla e, tutto sommato, poca crisi e si lavora ancora, non come vent’anni fa, ma pochi disoccupati rispetto ad altre parti.
    Se lì è così, pensate nelle scuole superiori di Milano o Roma cosa ci può essere.
    Il multiculturalismo come lo intende la sinistra non esisterà mai, neanche tra cent’anni.
    In compenso, se loro continueranno su questa strada, sarà difficile in futuro evitare una tensione tale da rischiare una guerra civile.

    • Sebastiano scrive:

      Caro Menelik, secondo la sinistra il futuro fallimento dell’integrazione sarà dovuto a:
      a) mancanza di lavoro per gli extracomunitari (come se per gli italiani non fosse già un problema ciclopico);
      b) mancato adeguamento alle loro usanze (già Massimino d’Alema si è messo in moto per garantirgli più moschee grazie all’ 8×1000, mica per fargli capire – e firmare – la Costituzione Italiana, soprattutto per quanto attiene al diritto alla libertà religiosa e ai diritti delle donne). In Germania e nel resto d’Europa hanno già cominciato con:
      1) l’ingresso alle piscine riservato a maschi oppure a donne (ma non ho sentito lamentarsi alcuna organizzazione di femministe);
      2) i “consigli” alla limitazione nell’uso delle minigonne da parte di alcune aziende (idem c.s.)
      e altri vaneggiamenti simili.

      Dopodiché, casomai queste due strade fallissero (come falliranno), si darà la colpa alle crociate, noto coperchio buono per tutte le pentole.

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