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Matrimonio gay, Hollande: i sindaci hanno diritto all’obiezione di coscienza. Reazioni: «Scandaloso»

novembre 21, 2012 Leone Grotti

Ieri il presidente al 95mo Congresso dei sindaci francesi ha riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza per tutti quei sindaci che non vorranno celebrare matrimoni omosessuali. I suoi alleati lo subissano di critiche: «Passo indietro».

Il presidente socialista francese Francois Hollande è a favore del matrimonio omosessuale, delle stanze del buco e della contraccezione e aborto gratis per le ragazze al di sotto dei 16 anni. Per questi motivi molti lo considerano, a seconda dei punti di vista, all’avanguardia nel campo dei “nuovi diritti” o un pericoloso esempio di progressismo. In realtà, le persone che l’hanno votato e che circondano Hollande sono molto più progressiste di lui.

MATRIMONIO OMOSESSUALE. Ieri il presidente al 95mo Congresso dei sindaci francesi ha riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza per tutti quei sindaci che non vorranno celebrare matrimoni omosessuali. Il Consiglio dei ministri francese ha di recente varato un disegno di legge sul “matrimonio per tutti”, che ha lo scopo di legalizzare il matrimonio omosessuale e l’adozione di bambini da parte di una coppia gay. La proposta sarà discussa in Parlamento a partire da gennaio.

RISPETTO DELL’OBIEZIONE DI COSCIENZA. Ieri Hollande ha dichiarato: «I dibattiti che il nostro progetto di legge suscitano sono legittimi in una società come la nostra. I sindaci sono rappresentanti dello Stato e saranno loro, se la legge viene approvata, a farla applicare. Ma i sindaci potranno delegare [la celebrazione di matrimoni omosessuali] ai loro funzionari perché la libertà di coscienza in Francia continuerà ad esistere. La legge infatti deve essere applicata nel rispetto della libertà di coscienza». Non tutti hanno apprezzato il discorso di Hollande.

«LIBERTÀ DI COSCIENZA SCANDALOSA». Noël Mamère, primo sindaco in Francia a celebrare simbolicamente un matrimonio omosessuale, parla del riconoscimento della libertà di coscienza come di una «capitolazione, un passo indietro, una sottomissione, un inganno»: «Questo ci fa capire che ha vinto l’ideologia della destra. La campagna di Hollande crolla, la debolezza del presidente francese è inspiegabile». Per il partito comunista francese la clausola che garantisce la libertà di coscienza è «scandalosa. È umiliante per le coppie omosessuali che aspirano alla legalità. Ma più di tutto, questa clausola rappresenta un passo indietro del presidente della Repubblica davanti alle lobby reazionarie».

«RISCHIOSO PER LO STATO DI DIRITTO». Non è chiaro se i delegati potranno anch’essi fare obiezione di coscienza. Le lobby omosessuali francesi si sono infuriate: «Non capiamo perché una legge come le altre non debba essere applicata su tutto il territorio francese, laddove un sindaco faccia obiezione. È stupefacente, è un brutto segnale». Per la senatrice Chantal Jouanno, centrista ma favorevole al disegno di legge, «si tratta di un precedente rischioso per lo Stato di diritto. Non ci può essere libertà di coscienza nell’applicazione della legge».

«SERVE UN DIBATTITO VERO». Se la sinistra bersaglia Hollande e la «scandalosa» obiezione di coscienza, la destra lo attacca perché, come spiega il deputato del Ump Laurent Wauqiez «se questo progetto non presenta alcun problema, allora perché dovremmo parlare di libertà di coscienza?». Molti criticano alla sinistra francese di volere approvare un cambiamento così importante e per la società francese a colpi di maggioranza senza un reale dibattito. «I sindaci vogliono discuterne – continua Wauqiez – Se questo disegno di legge pone problemi così gravi da dare ai sindaci il diritto all’obiezione di coscienza forse dovremmo rimetterci attorno a un tavolo e ridiscutere il disegno di legge».

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