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Mantenere la dote scuola in Lombardia è stata una scelta «coraggiosa e lungimirante»

novembre 19, 2013 Redazione

In un comunicato congiunto, le associazioni di scuole paritarie e genitori della Lombardia lodano la decisione della giunta Maroni. «Favorisce la libertà di scelta e il pluralismo educativo»

Le Linee di indirizzo sul bilancio discusse dalla VII Commissione Cultura e Istruzione e dalla Giunta Regionale della Lombardia in tema di dote scuola, formazione professionale per l’anno 2014/15 e di scuole dell’infanzia per il periodo 2013/18 confermano e rilanciano scelte strategiche che hanno già dimostrato la loro validità ed efficacia a favore della prosecuzione degli studi e dell’inserimento lavorativo dei giovani con limitate possibilità economiche, da un lato, e del pluralismo istituzionale e della libertà di educazione delle famiglie, dall’altro.

Il sistema della IeFP è un canale strategico per combattere gli abbandoni scolastici, elevare la preparazione culturale e professionale dei giovani, favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro a beneficio di importanti settori del sistema manifatturiero e terziario dell’economia lombarda. Allo stesso modo, le scuole dell’infanzia autonome svolgono un compito formativo ed educativo insostituibile per i bambini e le bambine e un servizio alle famiglie, favorendo la conciliazione dei tempi di cura e di lavoro a vantaggio delle madri e dei padri.

Con questi orientamenti la Regione contribuisce alla riduzione delle disparità di trattamento economico tra cittadini che scelgono canali educativi e formativi autonomi rispetto allo Stato ma pienamente inseriti, con pari dignità e valore, nel sistema pubblico.

A chi non condivide queste decisioni le nostre associazioni desiderano ricordare che:

a) le scuole paritarie, ai sensi della Legge 62/2000, come i CFP regionali, svolgono un servizio pubblico e fanno parte a tutti gli effetti del sistema nazionale di istruzione, definirle strumentalmente come scuole “private” per escluderle dagli investimenti pubblici risulta pertanto fuorviante e discriminante;

b) la crisi economica e finanziaria ha spinto lo Stato a tagliare i trasferimenti, spingendo la Regione a intervenire con mezzi propri su ciò che è di sua diretta competenza;

c) la dote scuola introdotta dalla Regione Lombardia nelle scorse legislature è stata valutata positivamente a livello europeo e considerata una misura all’avanguardia. Non è un provvedimento assistenzialistico ma un’azione che favorisce la libertà di scelta e il pluralismo educativo e formativo e dunque la realizzazione di un’alleanza educativa nella società, di cui la scuola è matrice, sostegno, possibilità di vero sviluppo;

d) la scelta politica del Presidente Maroni e della sua giunta di mantenere i contributi per la dote scuola (nelle sue componenti libertà di scelta e disabilità) a un livello analogo a quello degli anni precedenti va salutata come una scelta coraggiosa e lungimirante che, vogliamo sperare, non precluda ulteriori passi avanti verso una reale e compiuta applicazione della parità scolastica, ovvero la realizzazione effettiva dell’unico sistema educativo nazionale formato dalle scuole statali e dalle scuole paritarie, facenti entrambe parte di un servizio pubblico nell’interesse del bene comune.

I rappresentanti delle associazioni:

Pres. Agesc Lombardia, Giampiera Castiglioni

Pres. Age Lombardia, Paolo Ferrentino

Pres. Aimc Lombardia Disma Vezzosi

Pres. Aninsei Lombardia, Giulio Massa

Pres. Cdo – Foe Lombardia, Gian Mario Bandera

Pres. Comitato Politico Scolastico, Roberto Pasolini

Pres. Confap Lombardia, padre Francesco Ferrari

Pres. Diesse Lombardia, Mariella Ferrante

Pres. Faes Lombardia, Claudio Marcellino

Pres. Fidae Lombardia, sr Anna Monia Alfieri

Pres. Filins Lombardia, Michelino Germanetto

Pres. Fism Lombardia, Casimiro Corna

Pres. Uciim Lombardia, Stefano Pierantoni

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4 Commenti

  1. francesco taddei scrive:

    con la dote-scuola si può pagare per intero la retta o bisogna aggiungere altri soldi?

    • bvzpao scrive:

      la dote scuola è una parte della retta. Anzi è un contributo che spetta anche a chi frequenta la scuola statale. Per chi manda i figli alle paritarie (ed ha un ISEE sufficientemente basso) è un aiuto, ma non è decisivo.
      Questo per dire che la strada per la vera libertà di educazione così come chiaramente espressa dalla costituzione è ancora lunga. E accidentata. E piena di cecchini.

      • beppe scrive:

        come tutte le cose all’italiana per dare un contributo a chi non usufruisce dell’ECCELENTE OFFERTA STATALE , ma paga ugualmente le tasse, bisogna dare un contentino ulteriore all’elefantiaco sistema statale-sindacale-parassitario.

    • Francesco scrive:

      Tanto per fare un esempio, prendo la dote scuola anche per mia figlia che frequenta una scuola comunale (scuola ha una retta di iscrizione al contrario delle scuole statali che chiedono un contributo volontario obbligatorio !!!)
      Vorrei anche aggiungere che le tabelle ISEE in questo caso sono ragionevoli, per cui beneficiano del buono scuola anche famiglie non poverissime (oltre ai soliti evasori che girano in SUV, s’intende, ma per quelli non c’e’ speranza).

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