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La Carta della laicità voluta da Hollande è tale e quale a quella della massoneria. Sicuramente una coincidenza

ottobre 9, 2013 Leone Grotti

Da quest’anno in tutte le scuole francesi è stata fatta affiggere l’antireligiosa Carta della laicità. Ma la proposta era stata fatta nel 2012 dall’ex Gran Maestro del Grande Oriente di Francia

Vi abbiamo già parlato dell’iniziativa del ministro dell’Educazione francese Vincent Peillon, che a partire da quest’anno ha fatto affiggere in tutte le scuole la “Carta della laicità“. Sempre Peillon ha proposto di inserire nel programma scolastico l’insegnamento della morale laica. Ma da chi ha ripreso Peillon queste iniziative per promuovere una nuova «religione repubblicana»?

L’IDEA È MASSONICA. Non è tutta farina del suo sacco. Con un articolo pubblicato sul suo blog personale il 5 settembre 2012, Jean-Michel Quillardet, ex Gran maestro del Grande Oriente di Francia, proponeva di «scrivere una Carta della laicità in seno alla scuola della Repubblica (…) da inserire nel regolamento interno degli istituti e da affiggere nei locali scolastici». La proposta prevedeva anche «la lettura e il commento [della Carta] con gli alunni all’inizio di ogni anno scolastico da parte dei professori».

CONTENUTO IDENTICO/1. Il leader massonico aveva anche proposto un testo, che è quasi identico a quello che Peillon ha fatto affiggere quest’anno nelle scuole. Se nella Carta di Peillon si legge che «il personale [scolastico] ha un dovere di stretta neutralità: non deve manifestare convinzioni politiche o religiose nell’esercizio delle proprie funzioni», in quella proposta un anno prima Quillardet scriveva che «nella scuola pubblica tutto il personale ha il dovere di rispettare una stretta neutralità e (…) manifestare le proprie convinzioni religiose durante l’esercizio delle proprie funzioni significa venir meno ai propri obblighi».

CONTENUTO IDENTICO/2. Non solo. La Carta del Gran Maestro prevedeva che «gli studenti non possano mostrare simboli della loro appartenenza religiosa e non possano rifiutare programmi scolastici in nome della loro cultura o delle loro credenze religiose». Nella Carta di Peillon oggi chiunque può leggere: «Nessuno potrà evidenziare la propria appartenenza religiosa per rifiutare di conformarsi alle regole applicabili nella Scuola della Repubblica, negli istituti scolastici pubblici è vietato esibire simboli o divise tramite i quali gli studenti ostentino palesemente un’appartenenza religiosa».

MORALE LAICA. Come se non bastasse, il leader massonico proponeva nello stesso articolo del 2012 di «inserire nei programmi l’insegnamento della laicità», «che si inscrive perfettamente nel quadro dell’insegnamento della morale laica». Oggi questa proposta è diventata realtà in Francia grazie all’iniziativa di Peillon, il cui mantra è che «non si potrà mai costruire un paese libero con la religione cattolica».

MASSONI SCRIVONO A HOLLANDE. Non è la prima volta che il governo socialista di Francois Hollande si rivela in contatto con la massoneria francese. Lo scorso luglio l’attuale Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, José Gulino, aveva scritto al presidente della Repubblica per denunciare la Manif pour tous e in particolare «le manifestazioni dei Printemps francais e dei Veilleurs Debout (…). Queste violenze rimettono in questione la laicità, che permette la libertà di coscienza e la concordia universale».

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12 Commenti

  1. Cisco says:

    Non so come si faccia a essere sorpresi del fatto che in Francia governa la massoneria: e’ dalla Rivoluzione che lo fa.

  2. TtoTM says:

    Marthe Robin lo aveva detto chiaramente già quaranta anni fa.

    Predisse pure che non sarebbe durato molto….

  3. Mario Carotenuto says:

    Il progetto di republicanizzare la Francia e l’Europa intera, di scristianizzarla e renderla “laica”, nacque dalla massoneria francese una quarantina d’anni prima delle Rivoluzione francese del 1789, che preparò in sordina e diresse (il motto “Libertè-Egalitè-Fraternitè” apparve nelle logge massoniche già nel 1746, ben quarantatré anni prima degli eventi che portarono alla Rivoluzione). Da allora, i governi e i parlamenti francesi che si sono susseguiti hanno avuto esponenti della massoneria nelle loro compagini.

  4. mike says:

    davide bertoni sei troppo buono. non bisogna vergognarsi di quella cosa. cioè se anche fosse vero ci sarebbe poco da vergognarsi. la faccenda in questione fu l’eccidio dei catari. è facile dire che la chiesa perseguitava gli eretici. bisognerebbe chiedersi cosa dicevano gli eretici e, soprattutto, quali sarebbero state le conseguenze pratiche del diffondersi delle loro idee. in quel caso, per quanto brutto, valse il principio a mali estremi estremi rimedi. si dovrebbero vergognare coloro che ancora per quella cosa criticano, acriticamente, la chiesa.

  5. Mario Carotenuto says:

    Riallacciandomi a quanto scritto da Alberto Dalla Villa, c’é da precisare che, diversamente che negli altri Paesi (Gran Bretagna, Germania, Belgio), dove la militanza massonica privilegiava la dimensione rituale ed esoterica, nell‟Europa mediterranea (principalmente in Francia e in Italia) la libera muratoria ebbe un processo di crescente politicizzazione e un deciso orientamento anticlericale, che vide il suo apice tra il XIX e XX secolo. In tale periodo influì sulle contese elettorali, sulle vicende governative e amministrative, sulla politica educativa e sulle scelte economico-sociali.

    • Cisco says:

      La dimensione rituale ed esoterica della massoneria in Gran Bretagna e Belgio è andata a farsi benedire da un pezzo, basta osservare la violenza della secolarizzazione imposta per legge.

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