Intervista a don Simon Zakerian, superiore dei salesiani in Medio Oriente: «I morti nella chiesa greco-ortodossa di Mar Elias sono dei martiri. Dopo 15 anni di guerra siamo stanchi. Siamo scettici verso il governo»
I cristiani chiedono protezione in Siria dopo l'attentato nella chiesa greco-ortodossa di Mar Elias che ha provocato 26 morti e oltre 60 feriti (foto Ansa)
«Dopo l'attentato in Siria la gente è tornata ad avere paura», spiega a Tempi don Simon Zakerian, superiore dei salesiani del Medio Oriente. Domenica 22 giugno un terrorista islamico ha fatto irruzione nella chiesa greco-ortodossa di Mar Elias durante una celebrazione, aprendo il fuoco con un mitra sui fedeli e poi facendosi saltare in aria azionando una cintura esplosiva. Il bilancio è di 26 morti e oltre 60 feriti, tra cui diversi bambini.
Don Zakerian conosce in profondità la condizione di sofferenza di questa terra. È nato da una famiglia armena del nord della Siria, scappata dalla Turchia per sfuggire al genocidio del 1915. Oggi gran parte dei suoi parenti sono fuggiti anche dalla Siria, rifugiandosi in Europa. Lui invece è rimasto. Sacerdote dal 2010, ha vissuto i primi anni di ministero ad Aleppo, per essere trasferito in seguito prima a Damasco e poi in Egitto, infine in Libano, dove assisteva i rifugiati siriani e iracheni che fuggivano dalle rispettive guerre interne. Oggi vi...
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