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Italia-Olanda: quella volta che Toldo divenne San Francesco protettore d’Italia

maggio 22, 2012 Emmanuele Michela

Era la semifinale del 2000. Di fronte agli Azzurri l’Olanda di Kluivert e Bergkamp, strafavoriti. 120′ di sofferenza totale per la squadra di Zoff, dove la barca pareva dover affondare da un momento all’altro. Ma il finale dal dischetto fu dolce. Quanto il folle cucchiaio di Totti.

L’inizio del Campionato Europeo è alle porte: -18 giorni. L’8 giugno saranno Polonia e Grecia a dare il via alla quattordicesima edizione della massima competizione continentale per squadre nazionali. Aspettando il fischio iniziale di quella partita, tempi.it vuole ripercorrere la storia di questo trofeo tramite alcune grandi partite indimenticabili. Si parte con una data: 29 giugno 2000. Italia-Olanda. La consacrazione di un grande portiere: Francesco Toldo.

La gioia di Toldo per il rigore parato a De Boer è una delle cartoline più belle che dall’Olanda siano mai arrivate in Italia: lo sguardo verso i tifosi azzurri ospiti, le braccia tese al cielo, il salto di gioia di fianco al palo. E pensare che quel giorno il numero 1 della Fiorentina non ne ha spedita solo una, ma ben 3. 3 come i rigori che ha parato in questa incredibile semifinale degli Europei 2000, in cui gli Azzurri sono riusciti ad eliminare i padroni di casa olandesi.

Un match surreale quello dell’Amsterdam Arena, paradigma e consacrazione ufficiale del catenaccio zoffiano: 90 minuti di sofferenza allo stato puro, dove il temibile attacco Oranje Kluivert-Bergkamp fa quello che vuole, ci schiaccia nella nostra meta campo, senza farci prendere fiato neanche un secondo, in un bollente pomeriggio di fine giugno. L’impressione è che da un momento all’altro la baracca possa cedere, e Cannavaro, Nesta, Maldini e Iuliano debbano assistere impotenti all’inondazione arancione. Invece la zattera non vuole affondare. Imbarca acqua a continuazione, ma un miracolosamente non cede: alla prima incursione in area Bergkamp centra il palo, alla mezz’ora viene espulso Zambrotta, poco dopo Nesta atterra Kluivert e Toldo diventa San Francesco protettore d’Italia. È un forcing continuo, una sofferenza che non accenna a diminuire, nemmeno nella ripresa: l’attacco italiano si vede poco, e quando l’arbitro Merk concede un secondo rigore all’Olanda per l’atterramento di Iuliano su Davids, stavolta è il palo alla destra di Toldo a tenere in vita le speranze di Maldini e compagni. E dire che l’Olanda è una delle squadre favorite per la vittoria finale: ha tutto lo stadio dalla sua, segna in continuazione (nelle prime 4 partite han fatto 13 reti!) e gioca che è una meraviglia. Eppure ogni tentativo di superare il muro azzurro diventa vanamente disperato, e lo 0-0 obbliga le due squadre ai tempi supplementari.

 Sguardi distrutti a bordocampo, maglie fradice di sudore che accomunano chi sta giocando a chi da casa soffre con loro, assistendo impotenti sotto l’afa estiva a quella che si appresta a diventare una fucilazione. Sono minuti concitati quelli degli extra-time. A scrivere il suo nome nei libri di storia potrebbe essere un grande attaccante fin troppo sottovalutato come Marco Delvecchio: l’Italia parte in contropiede, e tra il giocatore della Roma e la gioia del gol c’è il 47 di piede di Edwin Van der Sar, che riesce a deviare il pallone in corner.

Peccato per SuperMarco, ma evidentemente la dea Eupalla vuole premiare l’Italia in altra maniera, nel modo che più le aveva voltato le spalle nella sua storia: la lotteria dei rigori. Quante volte gli Azzurri hanno dovuto capitolare in match importanti da quei maledetti tiri dagli undici metri? Francia ’98, Usa ’94, Italia ’90… Ma ad Amsterdam per una volta la storia s’inverte: Gigi Di Biagio calcia il primo penalty e non sbaglia, liberandosi dallo spauracchio dell’errore Mondiale di due anni prima contro i Transalpini. Poi torna in cattedra ancora Toldo, che ne intercetta due. Stam sceglie la potenza e manda il pallone alle stelle, al contrario di Totti, che azzecca un cucchiaio leggero da far venire un infarto, regalando uno dei rigori più belli della storia del calcio. Peccato per la finale, che tutti purtroppo ricordano come andò, ma quel match contro l’Olanda rimane uno degli incontri più emozionanti ed incredibili che il calcio europeo abbia conosciuto.

 

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