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Iraq. «Lo Stato islamico usa due chiese di Qaraqosh come camere di tortura. Dentro cristiani trattati come schiavi»

dicembre 16, 2014 Leone Grotti

Le rivelazioni di due sacerdoti rifugiati a Baghdad. Padre Abu Aasi: «Conosco alcuni dei prigionieri. Tre sono morti perché si sono rifiutati di curarli»

chiesa-resurrezione-qaraqosh-croce-stato-islamicoDue chiese di Qaraqosh vengono usate come carceri e camere di tortura. Lo hanno riferito due sacerdoti iracheni rifugiatisi a Baghdad al The Sunday Times, parlando della città irachena della Piana di Ninive occupata il 6 agosto dai terroristi dello Stato islamico. La maggior parte dei circa 50 mila cristiani che la abitavano sono scappati ma alcuni sono rimasti in città alla mercé degli islamisti.

«CAMERE DI TORTURA». «Le chiese di Bahnam Wa Sara e Al Kiama sono state trasformate in prigioni e camere di tortura», rivela padre Abu Aasi. «Sono rinchiusi soprattutto cristiani, costretti a convertirsi all’islam. Tutte le croci e le statue di Maria delle due chiese erano già state distrutte».

chiesa-resurrezione-qaraqosh-croce«CRISTIANI COME SCHIAVI». Aasi ha affermato di conoscere personalmente alcuni dei prigionieri: «Li trattano come schiavi, li costringono a lavare i vestiti dei miliziani. Tre prigionieri cristiani sono morti perché erano malati ma i terroristi si sono rifiutati di curarli».

ALTRE TESTIMONIANZE. Come riferito in precedenza da Fides, i terroristi islamici avrebbero cominciato ad usare anche alcune chiese di Mosul come carceri. Testimoni hanno riferito di aver visto miliziani portare alcuni detenuti bendati e ammanettati all’interno della chiesa caldea dell’Immacolata, nella parte orientale della città. Il bisogno di carceri sarebbe dovuto alla recente distruzione del carcere di Badush, nella provincia di Ninive.

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