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Il registro delle unioni civili di Bologna? «Un flop» (basta con questo spreco di tempo e soldi)

gennaio 29, 2014 Redazione

Sarebbe ora che questo vessillo della sinistra fosse finalmente riposto nel cassetto. Un tormentone ideologico che si è ormai rivelato del tutto inutile alla prova dei fatti

sondaggio-riforme«Un flop». La definizione tra virgolette è di Repubblica Bologna che così sotterra il registro delle unioni civili della città. «In circa un quindicennio – scrive il quotidiano – l’albo nato sul finire dell’era Vitali come vessillo delle coppie di fatto è stato in realtà “sfruttato” da pochissimi conviventi. Dal 2012, quando fu sollevato il caso del registro ancora praticamente immacolato, si sono iscritte otto coppie, di cui appena quattro dove i partner sono dello stesso sesso».
Insomma, forse sarebbe ora che questo vessillo della sinistra fosse finalmente riposto nel cassetto e i cittadini (ma, soprattutto, i mass media) la smettessero con il tormentone della “modernità”, de “le città più all’avanguardia in Europa”, de “il riconoscimento dei diritti civili” eccetera eccetera. Alla fin della fiera, dopo tante e inutili polemiche parlano i numeri: pochissimi iscritti. A Bologna lo ha ribadito anche la consigliera Valentina Castaldini (Ncd) che ha giustamente sottolineato: «È solo un lavoro in più che si dà all’ufficio anagrafe. È evidente che l’elettorato a cui si intendeva accarezzare il pelo con questa iniziativa non si è dimostrato interessato. Spero che anche gli altri comuni che stanno perdendo tempo e soldi nell’istituzione di questi registri, che non funzionano, nonostante Bologna sia la capitale dell’associazionismo gay».

NON URGENTE. D’altronde, il caso di Bologna non è l’unico. Come vi abbiamo raccontato, anche nella Firenze del sindaco Matteo Renzi (che ha aperto all’idea delle civil partnership), il registro si è dimostrato semplicemente inutile. A maggior conferma anche un recente sondaggio di Ballarò, secondo cui solo il 2 per cento degli italiani ritiene «urgente» la riforma delle unioni civili.

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73 Commenti

  1. Francesco says:

    A Milano invece grande successo… ben 1600 persone. Se incrociamo i dati saranno quelli iscritti ai gruppi lgbt piu’ qualcuno che si e’ fatto convincere dall’enorme pubblicita’

  2. Massimo says:

    Mah, siamo sicuri che il motivo sia proprio che non servono a niente, nessuno le vuole, e’ una macchinazione della lobby gay, adesso non e’ il momento, ci sono altri problemi, in Italia tutti sono liberi eccetera? In Inghilterra, le civil-partnership (e presto i matrimoni, marriages, saranno realta’) che hanno effettivo valore legale (e non sono un contentivo che tutela una parte dei diritti a seconda della volonta’ della amministrazione del posto in cui si vive) erano niente popo’ di meno che 53.417. Dite niente? O forse le minoranze non contano, e la civilta’ di una societa’ non si misura dal modo in cui tutela le minoranze?

    • Francesco says:

      Massimo, fammi capire.
      Qualcuno dice che gli omosessuali in italia sono tanti
      Qualcuno dice che gli etero che aspirano alle unioni di fatto in Italia sono tanti
      Qualche brillante politico allora pensa che i registri siano una priorita’, e ci puo’ stare
      Allora si aprono i registri. E quasi nessuno si iscrive.

      Conclusione:
      o i registri non servono allo scopo delle due categorie
      o non e’ vero che le due categorie hanno questo bisogno impellente

      O forse per minoranza intendi quella sotto-categoria del numeroso insieme di omosessuali (o
      di etero che non vuole il matrimonio) che desidera l’unione civile?

      O mi sfugge qualcosa?

      La civilta’ di una societa’ si misura ANCHE dal modo in cui tutela le minoranze, sono d’accordo.
      Non mi risulta pero’ che i registri prevedano doveri per chi si iscrive… e nonostante questo sono vuoti?

      • mike says:

        ti posso rispondere io, che comunque ho molte riserve verso i gay, e le lesbiche. che le unioni civili servano a poco come dice francesco può essere vero. ma la verità credo sia un’altra. alle ultime elezioni il m5s ha preso il 25%, e col tempo si è capito che quel partito ha preso molti voti degli omosessuali, se non tutti, assieme a voti di chi comunque vota a sx o è arrabbiato con la classe politica. considerando che mi pare a novembre si sono baciati alla camera (tra uomini e tra donne) non è assurdo dire che il m5s ha tra le sue file gente gay, e così chi li ha eletti. in pratica hanno preso i voti di tutti gli omosessuali italiani. resta solo da capire quanti sono appunto gli omosessuali italiani, ma a prima impressioni non certo 1, 2 o 5%. ma di più (bisogna arrivare al 25%, e non credo che a ciò basti gli arrabbiati con la politica o chi vota comunque a sx). in pratica ora è dura far credere che gli omosessuali siano una minoranza. cioè se sono il 10% sono minoranza ma bella consistente, e spesso è gente che conta. se molti italiani capiscono ciò non amerebbero farsi governare da una minoranza consistente e potente anche oltre la politica, e di cui comunque non condividono appieno le richieste. se poi si considera lo sbarramento dell’8% proposto da renzi, e che il m5s agli arrabbiati ha deluso, se il m5s prenderà in futuro oltre l’8% sarà chiaro che saranno solo o quasi voti degli omosessuali. e pre me prenderà oltre l’8%.

        • mike says:

          era per dire che gli italiani stanno giocando a nascondino. hanno puntato sul far credere di essere molto pochi, ma così non è (come mostrato dal 25% del m5s). ora tale tattica capiscono essere obsoleta. per cui temporeggiano. e di certo non si iscrivono alle unioni civili, che se lo facessero ne sarebbero parecchi. come in francia: i matrimoni gay sono ormai 7000 in 8 mesi. all’inizio erano 200 al mese, poi sono cresciuti molto. rispettando quella che è la realtà ossia che gli omosessuali sono ben più dell’1/2%. e forse anche qualcun altro non ha interesse a farlo capire, sennò la gente si sveglia: tanto di tal passo ci domineranno i musulmani.

          • mike says:

            prima riga: per “italiani” intendevo “omosessuali”. senza doppio senso o simili. volevo scrivere omosessuali ma ho scritto italiani.

            • Francesco says:

              Mike, teoria interessante, ma fa acqua da tutte le parti.
              Presuppone che ci sia una fortissima lobby gay in giro, che e’ vero in termini finanziari ma non di partecipazione. Altrimenti si sarebbero gia’ mossi, che aspettano???

  3. Massimo says:

    Per completezza, il dato era del 2011, l’ultimo censimento, adesso saranno anche molte di piu’.

    • Francesco says:

      A bologna nel 2012 erano in 2.

      • luca says:

        hai ragione!
        eliminiamo gli scivoli per le sedie a rotelle dai marciapiedi. costano tantissimo e non servono praticamente a nessuno. quanti sono i paraplegici in sedia a ruote in Italia? e di questi quanti passeranno per quel dato marciapiede? 2-3 l’anno? non vale la pena spender tutti quei soldi. poi il paese ha problemi più urgenti, quando l’italia avrà risolto i suoi problemi ci occuperemo della questione paraplegici. i paraplegici non sono ne una priorità e ne sono tanti.

        ho tanti amici sulla sedia a rotelle e anche loro sono d’accordo con me, loro preferiscono stare a casa al calduccio e guardare la tv da soli piuttosto che uscire in mezzo alla gente. anche loro dicono che gli scivoli non servono a nulla e sono chiesti e voluti dalla lobby dei paraplegici cattivi che voglio impadronirsi del mondo attraverso i loro scivoli.

        poi trovo che chiedere uno scivolo su un lato del marciapiede sia un attacco diretto al mio diritto di camminare, la società italiana si fonda sul sacrosanto diritto di farsi una passeggiata e ora se anche i paraplegici si fanno delle “passeggiate” questo sminuisce il concetto stesso di passeggiata!!!

        parliamoci, chiaro in che modo questi paraplegici contribuiscono alla società, chiedono solo dei diritti ma non parlano mai di doveri. alla società come interezza cosa serve uno scivolo per i paraplegici. cosa fanno loro per la società, nulla.

        poi che razza di pretesa di privilegio è avere una discesa per il marciapiede, a me l’altro giorno faceva male una gamba mica ho chiesto di essere potato in braccio.

        questo è il vostro modo di ragionare quando parlate di questioni gay!

  4. Massimo says:

    Direi, come ho detto, che questi registri locali siano di limitata utilita’, innanzitutto, perche’ non sono riconosciuti come legge nazionale. Oltretutto, da un punto di vista sociale, essere apertamente omosessuale in Italia (e lo so perche lo sono stato e me ne sono andato anche per la dilagante omofobia, a cominciare da quella presente nella mia famiglia) e’ assai meno semplice che in paesi dove lo stato provvede con tutele, ad esempio con una legge decente contro l’omofobia (che non e’ una legge contro la liberta’ di opinione, perche non c’e’ nessuno in carcere qui da noi perche’ ha espresso un’opinione, anche omofobica) e quindi le persone omosessuali tendono a nascondersi, a non dire, a non pubblicare il loro orientamento. Che ‘non sia vero che ci sia questo bisogno impellente’ vorrebbe dire che gli omosessuali inglesi, spagnoli, francesi, tedeschi, americani sono diversi da quelli italiani, che non vanno ad iscriversi ad un registro che non conta niente. Mi sembra che questo sia indimostrato, e, francamente, assurdo. O forse gli omosessuali in Italia, come a Sochi, non ci sono…

    • riequilibrio says:

      massimo, dai retta, tu argomenti troppo e troppo efficacemente – qui non otterrai risposta.

      l’alternativa è che argomenti meno, limitandoti all’ovvio, e in quel caso verrai sommerso di insulti omofobici.

      a quel punto ti verrà istintivo mandare tutti a quel paese, e passerai per “cristianofobo”, categoria inventata da questi quattro cialtroni (ops) per chiudere il discorso.

      in alternativa, cercheranno di convincerti che loro lo fanno per il bene del mondo, e che se talvolta qualche ragazzetto si suicida lo fa perchè proprio non tollerava i brufoli.

      insomma, divertiti o – se hai il palato forte e la coscienza debole, convertiti.

      • michele says:

        Che ammasso di banalità, di insulsaggini, di offese vaghe e inconsistenti, senza mezzo riscontro nell’articolo e nei commenti, così , tanto per sfogare la propria rabbia.
        Non è che se uno è gay, per forza di cose può pretendere che qualsiasi stupidaggine esca dalla sua tastiera venga applaudita, altrimenti si è omofobi !
        Un livello umano deprimente, che gentaccia, non perché omosessuali, ma perché l’ideologia gay spegne l’intelligenza, a quanto pare.
        E quel rivolgersi tra comparucci…che pena.

        • Francesco says:

          Michele,
          adesso quello che si firma “Riequilibrio” verra’ a dirci “vedete, avevo ragione, non avete la compassione cristiana.
          Ma noi sappiamo che non e’ quello vero

          • michele says:

            Ma la carità cristiana non è stupida condiscendenza, anche se a questi tizi rabbiosi piacerebbe così: potrebbero spadroneggiare a loro piacimento.
            Carità cristiana è dire pane al pane e vino al vino e uno che si presenta in questo modo infantile , ridicolo e piagnone , come è ridicolo uno che offende a destra e a manca e poi piagnucola sulle reazioni che ha provocato,come questo riequilibrio, non è certo un’aquila, gay o non gay.
            O per carità cristiana uno si dovrebbe stare zitto e subire qualsiasi cosa? Il primo a rimetterci, umanamente, sarebbe lo stesso riequilibrio, che perderebbe un’occasione, occasione che pare non voglia perdere.

            • luca says:

              offende a destra e manca e poi piagnucola per le reazioni provocate: i cattolici verso i gay che hanno provocato la legge anti-omofobia!!!!!

              certo che la carità cristiana è quello che dici tu, il bello del cristianesimo è che ogni cristiano può fargli dire tutto e il contrario di tutto. per me la carità cristiana è andare a cortina…

              • Francesco says:

                Luca, rileggi i post; qui quello che ha provocato a destra e a manca e’ quello che si firma Riequilibrio (ottima scelta di nome)

                • luca says:

                  dentro qui e fuori di qui, la chiesa ha provocato e perseguitato i gay da secoli, ora vi beccate la legge contro l’omofobia, e basta piagnucolare sembrate femminucce

                  • Francesco says:

                    ti son saltati i nervi eh?

                    • luca says:

                      lol non proprio è che alcune volte godo a usare contro di voi le cose che dite a noi… quanto è infantile dire a uno che si lamenta di un ingiustizia che sta “piagnucolando”? poi come ho detto questa legge aniomofobia fa schifo, non devono esserci dispense (posti dove non vale) ma serve anche una definizione chiara e ragionevole di omofobia.
                      se uno dice che è contrario ai matrimoni gay certo che è un po omofobo, ma non da passare guai legali, non può e non deve essere quella l’omofobia punita, ma quella veramente violenta

                    • Francesco says:

                      Prova a darci una definizione scentifica di omofobo.

                    • luca says:

                      non dire sciocchezze, diamo una definizione razionale di ciò che non dovrebbe essere permesso fare o dire

                    • Francesco says:

                      Visto che stai parlando di omofobia, e che mi accusi di questo, ti chiedo cortesemente di farmi sapere cosa intendi per omofobia, tanto per sapere di cosa mi accusi. Perche’ io non mi sento omofobo (come lo intendo io)

                    • luca says:

                      ovviamente tu sei un omofobo, ma non credo tu sia un omofobo da querela, nel senso, non avere simpatia per i gay non può costituire reato, ed essere contrari ai matrimoni gay per me è una boiata, ma le boiate non devono essere illegali (altrimenti io sono il primo a finire in galera ha ha ha).
                      vedi una definizione di comportamento omofobico da perseguire per legge è sicuramente aggredire fisicamente una persona per via del suo orientamento sessuali, so che è già illegale ma un inasprimento delle pene scoraggerebbe ulteriormente queste pratiche, inoltre trovo che dovrebbe anche essere illegale qualunque forma di incitamento alla violenza contro i gay (vedi alcuni siti di stampo neo-nazista). ti sta bene questo? per me è più o meno questo che una legge anti-omofobia dovrebbe garantire, non certo che io non posso starti sullo stomaco.

                    • Francesco says:

                      Non mi hai risposto.
                      Rispondo io per te, tu scrivi solo si o no.

                      L’omofobo e’ chi gli sta antipatico un lgbt.

                    • luca says:

                      si, certo, un omofobo è chi gli sta antipatico un glbt, ma non è questa la definizione da adottare nel contesto giuridico.
                      come un misogino è chi non sopporta le donne e un razzista chi non sopporta i neri.

                      ma come ho detto, non è questa la definizione che si dovrebbe usare nella legge!

        • riequilibrio says:

          CVD

    • giovanna says:

      Caro Massimo, i tuoi ragionamento danno un pochino, ma pochino, di arrampicata sugli specchi, dai , ammettilo.Si capisce che non sai dove parare rispetto alla tesi dell’articolo: i registri comunali sono totalmente inutili e evidentemente disprezzati proprio da coloro a cui si rivolgono.Sembri abbastanza intelligente da ammettere che l’istituzione di questi registri si è dimostrata pura propaganda: carta canta.
      E dimmi, secondo te una legge decente contro l’omofobia, cosa comporterebbe, dato che ritieni che non debba essere una legge contro la libertà d’opinione? E secondo te, dire che il matrimonio lo si ritiene possibile solo tra uomo e donna, è una frase omofoba? Ma in fondo le mie sono domande retoriche, dato che in lungo e in largo è stato detto dai sostenitori di “decenti leggi contro l’omofobia” che affermare che il matrimonio è solo tra uomo e donna è omofobo .
      Magari ne riparliamo sotto un altro articolo di Tempi che evidenzierà ,per l’ennesima volta , interventi ufficiali con nomi e cognomi che gongolano al solo pensiero di azzittire chi dice che un bambino nasce da un uomo e una donna e comprarlo è una schifezza assoluta, parallelamente alle cifre inesistenti dell’emergenza omofobia.

      • luca says:

        giovanna/viviana/moderatrice e chissà quante altre identità è tornata.
        bene,
        uno i registri non servono a nulla, sono d’accordo con te. togliamoli e facciamo il matrimonio gay, istituzione che in tutti i paesi in cui è stata introdotta ha avuto in proporzione lo stesso se non maggiore successo in termini di aderenza del matrimonio tra uomo e donna.
        due, già abbiamo capito che la legge sull’omofobia così com’è fa schifo a noi e fa schifo a voi, se non si definisce cos’è l’omofobia può essere tutto e niente, voi avete paura di “tutto” e noi di “niente”.
        a cosa può servire? rendere più gravi aggressioni ai danni dei gay se fatte per motivi omofobici e rendere illegale il bullismo nei confronti dei gay, riuniamoci decidiamo assieme ciò che è lecito e siamo tutti felici. le aggressioni ai danni dei gay sono preoccupantemente tante quindi serve una legge più severa che le scoraggi. dire che sei contraria al matrimoni gay non dovrebbe essere omofobia ma insultare e intimidire un gay ad un certo punto dovrebbe esserlo, scommetto che ci riusciamo ad accordare si quali sono i limi.

        ho un amico ammazzato a Roma da alcuni omofobi, guarda Paolo Seganti, per favore non mi raccontare a me che l’omofobia violenta e pericolosa non esiste.

        comprare è un bambino è una schifezza (i bambini, qualcuno pensi ai bambini), è vero ma perchè ne parli sono in relazione dei gay? quello non è un discorso che c’entra con i gay… comprare un bambino è una schifezza a prescindere e visto che a farlo sono non solo assolutamente ma anche proporzionalmente in larga maggioranza coppie etero, per favore smetti di mettere quel discorso in relazione ai gay.

        I BAMBINI QUALCUNO PENSI AI BAMBINI

      • Massimo says:

        Giovanna,
        La Sua risposta mi pare un tantinello accondiscendente. Io non risponderei mai cosi, e’ inutile e non molto simpatico, a mio parere, ma sorvolo. La questione della propaganda dell’omosessualita’ e’ come quella della propaganda della pioggia. Non si puo’ rendere piu’ popolare un fenomeno che e’ naturale, perche’ esiste in natura da sempre ed attraverso tutte le culture e tempi, quindi la parola propaganda non c’entra affatto. Semplicemente, vista la completa mancanza di volonta’ del parlamento italiano, che non a caso si trova a Roma, come il Vaticano, per altro casa di molti omosessuali (a quanto si legge nelle recenti interviste a guardie svizzere, per esempio, ma forse Lei non lo sa) i cittadini ed i comuni si sono mossi unilateralmente per dare almeno una risposta simbolica a questo bisogno. Non c’e’ nessuna utilita’ pratica, ma manda un messaggio chiaro ai legislatori che il bisogno c’e’. ed e’ condiviso. Quanto al perche’ queste iniziative siano state relativamente poco abbracciate, la rimando alle statistiche di sopra ed al semplice fatto che i bisogni delle persone LGBT in Italia non sono dissimili da quelli in altre parti d’Europa, dove questi bisogni sono piu’ visibili perche’ c’e’ meno discriminazione, a tutti i livelli. Prenda atto, La prego, che il disagio c’e’ altrimenti le persone non arriverebbero ad atti estremi.

        • Massimo says:

          Aggiungo soltanto che quello che per Lei (e per Putin) e’ propaganda, per me e’ l’agire di una societa’ civile che riconosce i bisogni, i legami, gli affetti e la vita morale e sentimentale delle persone e che, tramite l’azione anche del legislatore, cerca di combattere la discriminazione, il disagio e di rendere le persone piu’ serene, felici, libere (liberta’ e’ partecipazione e, checche’ se ne dica, gli omosessuali sono parte della societa’ che deve tutelare loro e le loro relazioni, proteggendoli quando sono oggetto di soprusi) ed accolte. Questo non e’ propaganda, e’ creare una societa’ migliore.

          • Francesco says:

            Massimo,
            il tuo discorso fa un po’ di acqua.
            Intanto Giovanna con “propaganda” intendeva quella sui registri, non sull’omosessualita’.
            Poi fammi capire, qualcuno (politici locali, associazioni lgbt?) ha spinto per i registri, per dare un messaggio ai legislatori, ma la base non ha appoggiato?
            Se era solo un messaggio, a parte Milano, avete toppato alla grande.

            • Massimo says:

              Francesco,
              Io me ne sono andato dall’Italia a causa dell’omofobia. L’ho vissuta e la vivo sulla mia pelle. Al mio paese, per quanto mi riguarda, c’e’ stata una completa damnatio memoriae nei miei confronti. Non una sola persona dei circoli cattolici che frequentavo da sempre (oratorio eccetera) e che ritenevo amici si e’ mai in vent’anni premurata di sapere che cosa e’ successo a me e perche’ me ne sono andato. Capisco personalmente quanto sia difficile esporsi. Le persone LGBT vedono bene quello che succede a quelli che fanno pubblico coming out, ed evitano, se possono, particolarmente in relazione ad un registro che non ha utilita’ pratica, ma solo simbolica. Quando ci saranno vantaggi veri e quando la diffusione dell’informazione e la maggiore visibilita’ delle persone LGBT fara’ capire che il fatto che noi abbiamo diritti e partecipiamo a tutti gli effetti come cittadini dello stato che sono fieri dei propri affetti, allora le cose saranno piu’ semplici e meno eclatanti, come succede nel resto d’Europa. Fino a quando le persone, si vedranno tagliate fuori, emarginate ed abbandonate dai propri cari, e discriminate anche sul lavoro ed in ogni aspetto della loro vita, allora non usciranno allo scoperto, per paura di rappresaglie. Ma cambiera’, ne sono convinto, ed il vento d’umanita’ ed accettazione spazzera’ via la piccolezza di chi vuole opprimere. Ne sono convinto.

              • Massimo says:

                Noto oltretutto, che spesso quando persone avverse al riconoscimento di diritti alle persone LGBT parlano, si riferiscono ad una agguerrita minoranza, ad un fatto mediatico, ad una macchinazione di parte, ad una cosiddetta lobby gay. Io vorrei citare un solo esempio. Quando usci’ la questione Barilla, avete notato o no la risposta corale, le migliaia di persone che singolarmente si sono sentite ribollire il sangue in rete a quelle dichiarazioni, che poi hanno prodotto il cambiamento di idea? Pensate che questi siano pochi membri sobillati da una non meglio specificata lobby gay o persone che si sentono individualmente ferite nella dignita’ da atteggiamenti ed opinioni del genere? Non vedete o fate finta di non vedere?

                • Francesco says:

                  Il sig. Barilla ha sbagliato, sencondo me, un paio di volte.
                  Primo a partecipare a quella trasmissione demenziale
                  Secondo a farsi trascinare dal conduttore a dire quello che non voleva.
                  Terzo a camiare idea a seguito delle pressioni della lobby gay.
                  Cosa ha detto di male Barilla (intendo, che voleva dire)? Che la sua pubblicita’ la fa con le famiglie etero. L’Ikea no. E allora?

                  • Massimo says:

                    Il punto non e’ se Barilla abbia fatto bene o no. Qullo che notavo e’ che la risposta a Barilla non e’ stato un coordinato intervento di una fantomatica lobby gay orchestrato per chissa’ quali subdoli motivi da loschi individui in angoli nascosti della rete e del mondo. E’ stato un corale, individuale, personalizzato, specifico moto di disapprovazione spontaneamente nato da individui che, come me, si sono sentiti oltraggiati. Questo per dire che l’idea di una lobby gay sotterranea che voglia imporre il suo volere e’ una fantasia. Ci sono milioni di persone LGBT nel mondo che si sono sentite offese, e, siccome la rete permette la disseminazione ampia di opinioni personali e la disseminazione di notizie in tempo reale, queste persone hanno reagito e si sono fatte sentire. Non e’ stato un movimento diretto e coreografato nell’ombra. Sono persone con nomi, cognomi, profili su vari siti, video personali, blogs eccetera. Sono persone reali. Quindi l’idea di una macchinazione di persone LGBT che vogliono stravolgere con pretese pretestuose la societa’ e’ una fantasia.

                    • Francesco says:

                      Barilla si e’ convertito perche’ e’ stato tampinato da Grillini e co.
                      Oltraggiato da cosa? Hai letto quello che ha detto realmente o hai letto quello che han pubblicato radio24 / Repubblica etc?
                      Dopodiche’, liberissimi di commentare e scrivere lettere di protesta, ma non aveva detto niente di male!

                    • Massimo says:

                      Rispondo qui, perche’ non ho modo di rispondere sotto al commento seguente. Ho sentito le parole di Barilla direttamente a ‘La zanzara’. Migliaia di persone in tutto il mondo si sono sentite offese, come si e’ visto dal traffico in rete, dalle dichiarazioni, blog, video su youtube, articoli, servizi televisivi in tutto il mondo eccetera. Si vede che tanti hanno una sensibilita’ diversa e trovano offensivo dire che due persone dello stesso sesso in una relazione non sono una famiglia, ed io, naturalmente, sono fiero di essere tra quelli. Ma non ripeto a sfinimento il punto di cui sopra, che, mi sembra e’ incontrovertibile. Non si tratta di macchinazione o lobby. Si tratta delle prese di posizione di centinaia di migliaia di persone.

                    • Francesco says:

                      Massimo, offese di cosa?
                      Forse delle porcate che diceva Cruciani, sicuramente non del fatto che un industriale ha una sua idea della famiglia…
                      Perche’ non ve la prendete con Cruciani? Hai sentito cosa ha detto?

                    • Francesco says:

                      Barilla: «Diciamo che noi abbiamo una cultura vagamente differente. Per noi…»
                      Cruciani: «In che senso, scusi?»
                      Barilla: «Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane uno dei fondamentali valori dell’azienda… eh la salute, la famiglia, il concetto di famiglia…»
                      Cruciani: «Cioè non fareste mai uno spot…»
                      Barilla: «No, non lo faremmo perché la nostra è una famiglia tradizionale.»
                      Altro ospite: «Eh ma la pasta la mangiano anche i gay pero!»
                      Barilla: «E va bene, se gli piace la nostra pasta e la nostra comunicazione la mangiano, se non gli piace e non ci piace quello che diciamo faranno a meno di mangiarla e ne mangeranno un’altra, ma uno non può piacere sempre a tutti per…»

                      Non ha nemmeno detto “che ne mangino un’altra” ma “se non piace quello che diciamo faranno a meno di mangiarla”.

                      Di cosa vi indignate?

  5. Massimo says:

    Se argomento, forse lo faccio per abitudine e perche’ credo che la presentazione di argomenti ben fondati avanzi il discorso, magari anche per quelli che non vogliono vedere, e, forse, sentendosi rivolgere parole da chi ha sofferto veramente ed ha pagato la propria coerenza in prima persona, si sentiranno ispirati al confronto. Ed anche per la memoria di chi ho conosciuto ed ha scelto una via d’uscita estrema alla mancanza di accoglienza. Mi rimarra’ sempre il rimpianto che se avessi potuto in qualche modo offrire un contributo razionale, forse, il peso di questa omofobia, che, apparentemente nel paese modello di liberta’ che l’Italia e’, dove non sono necessarie tutele per i piu; deboli, non l’avrebbe schiacciato.

    • riequilibrio says:

      ok, chiaro, ribadisco il concetto: sei proprio nel posto sbagliato, questi non vedranno l’ora di farti a fettine, altro che confronto. provare per credere.
      mi spiace molto per “chi hai conosciuto” – ma questa è la casa dei suoi aguzzini.

      quindi, auguri.

    • Riequilibrio says:

      Ma ti assicuro che se li dessero a me questi cattolici omofobi non ne resterebbe in giro nemmeno uno, altro che storie!

      • riequilibrio says:

        ah, massimo, dimenticavo: hanno il simpatico vezzo di usare il nick altrui per diffondere messaggi che ti fanno passare per quello che non sei.
        sempre cristianamente, ovvio.

        • michele says:

          ah, massimo, dimenticavo, se hai senso dell’umorismo, non puoi scrivere qui in quanto gay.
          Non sei autorizzato !

    • Francesco says:

      Massimo,
      finalmente una persona che non ha le mie idee e che non e’ prevenuto.
      Almeno non mi hai dato dell’omofobo, che mi da’ fastidio perche’ non e’ vero (io non ho paura degli omosessuali, non li combatto anche se non ‘li capisco’)
      Mi puoi dare i riferimenti della legge del tuo paese? Qui in Italia stanno facendo una porcata, come avrai letto, e nessuno e’ d’accordo, da una parte la legge non dice niente, dall’altra lascia aperta la galera se parli…
      Sarebbe interessante proporre ai nostri politicanti di sinistra (che a quanto pare non conoscono gli omosessuali, visto quanto ci tengono a questi registri inutili) un’idea sensata…
      Quanto a Riequilibrio, o chi si finge lui, i suoi interventi sono veramente violenti, direi cristianofobi se me lo consenti. Come si fa a dialogare in quel modo?

      • Massimo says:

        Francesco,

        Io vivo in Inghilterra. La legge contro l’omofobia e’ affine alla legge contro la discriminazione razziale. L’istigazione all’odio omofobo e l’ingiuria di carattere omofobico e’ punita dalla legge. Avere opinioni personali sulla natura del matrimonio e sull’omosessualita’ non e’ illegale, ma e’ illegale discriminare sulla base di queste opinioni o istigare all’odio o commettere un delitto che sia in parte od in tutto motivato da motivi di odio o avversione contro le persone omosessuali. Alcune denominazioni religiose, come i metodisti, per esempio, estendono i loro riti e sacramenti alle persone omosessuali, altre no, come gli anglicani o i cattolici, anche se tra gli anglicani c’e’ molto movimento in proposito.

        • Francesco says:

          Cioe’ istigare all’odio e’ punito se e’ omofobico ma non se e’ chessoio verso i paraplegici?
          Ma c’e’ nella legge una definizione di omofobia?
          E’ la stessa legge per cui e’ stato arrestao il predicatore o in Scozia questa non vale?

    • giovanna says:

      Vedi, Massimo, il fatto è che non è bello usare della sofferenza delle persone per imporre una visione ideologica della realtà. In Italia è un tentativo che si è fatto e si farà, senza un minimo di rispetto per le vittime, senza un minimo di compassione per persone con tutt’altri problemi rispetto all’omofobia, ma con problemi psichici o di alcool: vengono asfaltate le famiglie, gli amici, purché si affermi contro ogni evidenza che quella persona non si sarebbe uccisa se una legge l’ avesse tutelata.
      E nonostante tutte le leggi del mondo, nel mondo il numero di suicidi tra le persone omosessuali non diminuisce.Poi, scusa se sono così diretta, magari l’aiuto a queste persone sofferenti, che telefonano al telefono gay, che hanno tutti questi amici gay, che vivono in un mondo gay,e nonostante tutto non ce la fanno, non è magari sufficiente ,può essere che non sia nella direzione giusta ? Può essere che magari un giovane omosessuale abbia bisogno della verità e non di un cumulo di menzogne gay?

  6. Luca says:

    Comunque il matrimonio si dà soltanto tra un uomo e una donna.

  7. Giannino Stoppani says:

    Insomma signori, secondo i supercazzolatori di turno i registri delle coppie di fatto sono vuoti perché non servono a nulla non avendo conseguenze giuridiche (ma è proprio vera ‘sta cosa? Probabilmente no, ma questo non conta!).
    Ma allora, se tali registri non servono a nulla, per quale motivo i nostri solerti amministratori hanno promosso e pubblicizzato con gran pompa l’istituzione di tali registri?
    Ovvio, per questioni di propaganda politica!
    Diamine, ma allora perché tutti coloro che teoricamente sarebbero potenzialmente interessati ad una maggior tutela giuridica delle coppie di fatto non corrono a iscriversi a tali registri in modo da appoggiare anche solo simbolicamente l’iniziativa dei suddetti politici anche solo da un punto di vista propagandistico (che sarebbe pur sempre meglio che starsene a frignare sul web!)?
    Ovvio (secondo il supercazzolatori di turno!), perché i registri non servono a nulla!
    Io non sono un esperto, ma da questo loop infinito non ci esce fuori neanche Alan Turing!
    Ah, ah, ah!

  8. Luca says:

    Ah, Massimo, dimenticavo di dirti quanto sono spassosi i Simpson e quanto sono buoni i donuts.

  9. luca says:

    sono d’accordo con voi in entrambe le affermazioni i registri civili sono una presa in giro e non servono a nulla e i matrimoni gay non sono una priorità e mai lo saranno, come mai sarà una priorità un milione di altre cose, che fa lo stato ? le fa con calma ma le fa, bene il primo gay pride in Italia si tenne nel 93 sono passati 20 anni, forse un minutino per i nostri diritti si può trovare no?
    uno stato non può vivere di sole urgenze.
    certo il registro non serve a nulla, ma il matrimonio sarebbe differente, d’altronde non si capisce altrimenti l’esperienza olandese, spagnola, inglese, tedesca, francese, danese, fillandese, messicana, etc etc dove i matrimoni sono stati introdotti e sono stati usati moltissimo.

    ultimo appuntino, se giochiamo a chiederci “a quante persone serve questo?”, smettiamo di fare gli scivoli ai marciapiedi per le sedie a ruote perchè sono veramente pochissime… a me questo ragionamento non piace ma è il vostro modo di ragionare

    • Francesco says:

      Luca,
      la motivazione per cui siamo contrari ai registri (prima) e i matrimoni (poi) ai gay non e’ perche’ i gay sono pochi, ma perche’ i registri parlano sono di diritti (e doveri verso l’altro finche’ lo decidi tu), e perche’ il matrimonio e’ un’istituzione nata per altro.
      Mi domando la societa’ olandese, spagnola, inglese, tedesca, francese, danese, fillandese, messicana, etc etc cosa ne ha guadagnato.
      Noi siamo convinti che il benessere di una nazione nasca anche dalla stabilita’ della famiglia, e di questi tempi i segnali contro sono tanti… lo vedo nel mio quartiere…

      • Bifocale says:

        Davvero rivelatore il pensiero di Francesco: allora ci spiegate che voi (parte del mondo cattolico, non tutto per fortuna) vi siete opposti ai registri in quanto parlano solo di diritti. Quando però la minoranza LGBT ha cominciato a chiedere un riconoscimento giuridico che parli sia di diritti che di doveri vi siete opposti anche a quello. Traduzione: per voi le coppie dello stesso sesso devono rimanere assolutamente senza nessun riconoscimento giuridico e senza alcuna tutela legislativa. In altre parole: le persone omosessuali sono un po’ meno umane delle altre, un po’ meno cittadini italiani degli altri e le loro unioni (anche quelle che magari durano decine di anni) non sono e devono continuare a non essere niente. Grazie per la spiegazione. Per quanto riguarda i due punti finali. 1) Cosa ci hanno guadagnato le società di quelle nazioni nelle quali le coppie dello stesso sesso sono riconosciute e tutelate? La società non è composta di soli eterosessuali, è composta ANCHE da quel diciamo 5% – 10% di persone omosessuali, per cui – senza togliere niente e senza toccare in alcun modo i diritti e la vita delle coppie etero – in quelle nazioni sono state eliminate ingiuste discrimnazioni che penalizzavano tra il 5% e il 10% della popolazione. Dunque ne ha beneficiato la società tutta, comprese quelle famiglie tradizionali nelle quali nasceranno dei figli che poi, crescendo, scopriranno di essere non eterosessuali. 2) la “stabilità della famiglia” non si difende negando a parte della popolazione diritti e un pari trattamento da parte del proprio Stato basandosi sull’orientamento sessuale delle persone.

        • Francesco says:

          Quando mai gli lgbt hanno chiesto doveri (verso la societa’)?

          Allora confermi che a guadagnarci sarebbero gli individui (presenti e futuri) non lo societa’. E nemmeno gli individui deboli, a meno che non aboliamo il divorzio.

          • Bifocale says:

            Francesco, la tua risposta ovviamente bypassa tutte quelle cose che ho scritto prima e alle quali non hai argomenti per controbattere. Per quanto riguarda i doveri le coppie dello stesso sesso richiedono nè più nè meno gli stessi diritti & doveri che si applicano alle coppie di sesso diverso. Tanti Paesi lo hanno fatto, tanti altri si stanno preparando a farlo, perchè è una cosa giusta per la società, che non è un monolite calato dall’alto, ma è variegata e molteplice in quanto composta da persone diverse, con idee diverse, stili di vita diversi, interssi diversi, amori diversi, religione diverse (o nessuna), idee politiche diverse, eccetera. Tutti diversi, ma tutti uguali e con gli stessi diritti/doveri quando due persone decidono di prendersi precisi impegni l’una con l’altra, senza imporre niente a nessuno ma senza neanche accettare quei VETI dei quali leggiamo invece quotidianamente da queste parti.

            • Giannino Stoppani says:

              Se il matrimonio consiste nella mera assunzione di diritti e doveri reciproci tra i coniugi allora una tale istituzione non serve a nulla, salvo che a fornire una specie di contratto standard da perfezionare in comune risparmiando i quattrini del notaio.
              Alla società interessa il matrimonio in nella misura in cui serve a tutelare la prole, la quale costituisce il soggetto debole meritevole di tutela in quanto tale.
              Siccome è quanto meno opinabile che un figlio possa essere allevato, educato e tutelato al meglio da una coppia omosessuale, visto che i figli hanno necessità di avere un babbo e una mamma, non due mamme o due babbi, ecco che il matrimonio omosessuale non serve a un fico secco, se non a fornire un penoso surrogato di famiglia a gente oramai pervertita dal peccato.

              • Francesco says:

                Senza contare che e’ abbastanza difficile per una coppia omosessuale “generare” cioe’ essere genitori.
                E qui arriveranno i commenti tipo “e allora le adozioni, chi e’ sterile, bla bla bla”

      • luca says:

        ne hanno sicuramente guadagnato i gay olandesi, spagnoli, inglesi, francesi, danesi, fillandesi, messicani etc etc e facendo parte loro della società ne ha guadagnato la società nel suo totale.
        una legge che migliora la condizione di alcuni senza peggiorare quella degli altri è solo che auspicabile e sicuramente migliora tutta la società nel complesso…

        • luca says:

          mi pare che i gay come singoli hanno verso la società gli stessi doveri degli altri(tasse, lavoro, etc).

          come coppia che doveri hai? fare figli? non mi pare che il matrimonio dica che è un DOVERE della coppia fare figli(mai vista una coppia arrestata o multata per non aver fatto figli). tanto meno questi sono protetti dal matrimonio, infatti come continuo a ripetere, un figlio di una coppia sposata ha gli stessi identici diritti di un figlio di una coppia non sposata, perchè non è il matrimonio a definire i diritti dei figli, i diritti dei figli sono stabiliti e tutelati a prescindere del matrimonio.

          dunque avendo assodato che non è un DOVERE della coppia etero sposata fare figli, quali DOVERI se non gli stessi reciproci che si prende una coppia gay avrebbe una coppia etero?

          • Francesco says:

            Direi che il figlio di una coppia non sposata avra’ anche gli stessi diritti, ma a parte la tutela economica (che di questi tempi non e’ una garanzia) sara’ mica tutelato nella sua crescita…
            Ma secondo te due perche’ si sposano, solo per avere lo stesso cognome? Se e’ cosi’ meglio che lascino perdere, siamo d’accordo, anche perche’ con i progressisiti che ci sono in giro verra’ abolito anche il cognome comune…

            • luca says:

              francesco due si sposano per 1000 motivi ma una cosa è sicura i diritti dei figli fuori dal matrimonio non riguardano solo diritti economici. se fai un figlio fuori dal matrimonio hai difronte alle legge Italiana le stesse responsabilità nell’educazione e nell’allevare tuo figlio che avresti se tu fossi sposato.

              ti ridico ancora cosa protegge il tuo matrimoni:
              quota legittima sulla successione.
              reversibilità della pensione
              reversibilità del contratto di affitto
              diritto di cittadinanza per il coniuge straniero
              diritto di assistenza medica (sia di essere presente in ospedale, che di avere giorni di permesso dal lavoro per prestare tale assistenza, che di poter decidere nel caso il tuo coniuge non fosse in grado)
              diritto sul corpo del coniuge defunto e conseguente stato civile di vedovanza
              diritto di presentare un unica dichiarazione dei redditi con conseguente sgravo fiscale
              diritto di accedere a graduatorie più alte per le assegnazioni delle case
              e ancora tantissimi altri
              tra i doveri c’è il mutuo soccorso, l’essersi fedele, il condividere il tetto coniugale, il diritto ad essere assistito anche in caso di divorzio dal coniuge più “forte economicamente”.

              queste sono solo alcune delle ragioni per cui la gente si sposa. i figli? quelli sono tutelati al 100% dentro, fuori e di lato al matrimoni

  10. luca says:

    avete ragione!
    eliminiamo gli scivoli per le sedie a rotelle dai marciapiedi. costano tantissimo e non servono praticamente a nessuno. quanti sono i paraplegici in sedia a ruote in Italia? e di questi quanti passeranno per quel dato marciapiede? 2-3 l’anno? non vale la pena spender tutti quei soldi. poi il paese ha problemi più urgenti, quando l’italia avrà risolto i suoi problemi ci occuperemo della questione paraplegici. i paraplegici non sono ne una priorità e ne sono tanti.

    ho tanti amici sulla sedia a rotelle e anche loro sono d’accordo con me, loro preferiscono stare a casa al calduccio e guardare la tv da soli piuttosto che uscire in mezzo alla gente. anche loro dicono che gli scivoli non servono a nulla e sono chiesti e voluti dalla lobby dei paraplegici cattivi che voglio impadronirsi del mondo attraverso i loro scivoli.

    poi trovo che chiedere uno scivolo su un lato del marciapiede sia un attacco diretto al mio diritto di camminare, la società italiana si fonda sul sacrosanto diritto di farsi una passeggiata e ora se anche i paraplegici si fanno delle “passeggiate” questo sminuisce il concetto stesso di passeggiata!!!

    parliamoci, chiaro in che modo questi paraplegici contribuiscono alla società, chiedono solo dei diritti ma non parlano mai di doveri. alla società come interezza cosa serve uno scivolo per i paraplegici. cosa fanno loro per la società, nulla.

    poi che razza di pretesa di privilegio è avere una discesa per il marciapiede, a me l’altro giorno faceva male una gamba mica ho chiesto di essere potato in braccio.

    questo è il vostro modo di ragionare quando parlate di questioni gay!

    • Francesco says:

      Dai, Luca, facciamo finta che non hai scritto questo post. Conta fino a 100 e poi rileggilo

      • luca says:

        hai letto l’ultima frase? sono tutti i discorsi che fate verso i gay, riletti pari pari per una qualsiasi altra minoranza.
        i discorsi sulla priorità, sulla necessità, sul numero di aderenze, sul ritenere certe richieste dei privilegi, sul ritenere certe richieste un attacco a qualcosa, sul avere tanti amici come voi che la pensano come noi, etc

        leggi tutto il commento e vedi se non sono le cose che scrivete voi riguardo ai gay, rilette per un altra minoranza

        • Francesco says:

          Se vogliamo parlare dell’argomento dell’articolo (registro delle unioni) allora
          se vogliamo parlare delle unioni etero allora
          perche’ non sposarsi?
          altrimenti
          i diritti ce li avete gia’
          end

          • luca says:

            anche io non capisco a cosa servano le unioni per gli etero e per quanto riguarda i gay credo si parli di unioni sono per “rispetto” a voi che ci tenete tanto e siete tanto “sensibili” alla parola matrimonio allora facciamo una cosa che è in tutto o quasi uguale al matrimonio ma la chiamiamo unione così non “feriamo” la vostra “sensibilità”

  11. filomena says:

    Luca, finalmente si incontra una persona intelligente che ha anche buon senso.
    Condivido tutto quello che hai argomentato Preciso soltanto una cosa che vale anche per gli etero: più che una legge per le coppie di fatto andrebbe “aggiornata” l’istituzione matrimonio sul modello europeo, aperto a tutti e con la possibilità di divorziare rapidamente. E’ per questo che all’estero si sposano molto più che da noi.

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