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I 100 miliardi alle banche spagnole? Gli speculatori non hanno tutti i torti

giugno 12, 2012 Leone Grotti

Le banche spagnole riceveranno un prestito di 100 miliardi ma non si sa di quanto la Spagna abbia davvero bisogno, quali saranno i tassi di interesse, chi darà i soldi e quando la Spagna li dovrà restituire.

Prestare 100 miliardi di euro alla Spagna per «ristrutturare» il suo sistema bancario è il riconoscimento della «credibilità del paese», secondo il premier Rajoy, «un’azione decisiva», per il commissario europeo agli affari economici Olli Rehn. Sarà, ma se è tutto così perfetto non si capisce perché i mercati abbiano snobbato la soluzione europea e siano tornati a picchiare duro, con lo spread di tutti i paesi che ha subito un’impennata. L’euforia trasmessa dai 100 miliardi hanno portato Piazza Affari a perdere il 3,7%. Perché?

Non è colpa del solito «attacco» e se gli speculatori ci hanno messo lo zampino, qualcuno gli ha offerto il destro. «Restano ancora molte incognite sugli aiuti alla Spagna – scrive su Avvenire Giovanni Maria del Re – Probabilmente solo all’Eurogruppo del 21 luglio saranno resi noti i risultati del lavoro dei due superperiti del governo spagnolo sulle reali necessità finanziarie del settore bancario. Circolano già però le prime indicazioni almeno sugli interessi. Ieri la Commissione ha definito “ragionevole” un tasso del 3-4%. Un punto è già chiaro, e preoccupa: il prestito alla Spagna, ha ammesso Altafaj, portavoce di Rehn, “naturalmente avrà un impatto sul debito”».

Non finisce qui: «L’altro aspetto delicato è chi fornirà materialmente i soldi alla Spagna. Sembra delinearsi ormai la soluzione del Fondo salva Stati provvisorio (Efsf). “L’Efsf c’è già, è in funzione e ha la capacità di ricapitalizzare le banche spagnole”, riferiscono fonti comunitarie. C’è soprattutto un vantaggio: i prestiti dell’Efsf, a differenza del futuro fondo permanente (Esm), non hanno lo statuto prioritario: e cioè l’obbligo per chi li riceve di rimborsare anzitutto quelli, che potrebbe mettere in fuga gli investitori privati». Una pacchia per Madrid, un po’ meno per Roma e gli altri prestatori: «Lo svantaggio è che ogni nuovo prestito del Efsf crea debito per gli Stati che lo garantiscono, tra cui l’Italia. Per questo Monti insiste per l’Esm».

Ricapitolando: 100 miliardi di euro verranno prestati alla Spagna. Ma non si sa di quanto la Spagna abbia davvero bisogno, non si conosce il tasso di interesse, l’azione avrà un impatto sul debito, chi fornirà materialmente i soldi è un mistero, quando la Spagna dovrà restituirli un’incognita. Se gli speculatori hanno davvero affondato le Borse, non hanno tutti i torti.

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