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La Francia rieduca i bambini con la nuova Carta della laicità (antireligiosa). «Rischio autoritario»

settembre 10, 2013 Leone Grotti

Il ministro dell’Educazione francese Peillon ha fatto affiggere in ogni scuola la Carta della laicità, pensando che «la religione è incompatibile con la libertà umana»

Il ministro dell’educazione francese Vincent Peillon fa passi avanti nella costruzione di quella che secondo lui dovrebbe essere la nuova religione francese: la «religione repubblicana». Ieri ha presentato in un liceo della banlieue parigina la «Carta della laicità a scuola», che verrà affissa in tutti gli istituti scolastici della Francia.

«NUOVA NASCITA DEI BAMBINI». L’obiettivo dichiarato di Peillon, secondo cui «non si potrà mai costruire un paese libero con la religione cattolica», è quello di «strappare il bambino da tutti i suoi legami pre-repubblicani per insegnargli a diventare un cittadino. È come una nuova nascita». Il primo strumento, oltre all’insegnamento obbligatorio di “morale laica“, è proprio la Carta della laicità.

«STRETTA NEUTRALITÀ». Nel documento si sottolinea che «nessuno potrà evidenziare la propria appartenenza religiosa per rifiutare di conformarsi alle regole applicabili nella Scuola della Repubblica» e che «il personale [scolastico] ha un dovere di stretta neutralità: non deve manifestare convinzioni politiche o religiose nell’esercizio delle proprie funzioni».

«LAICITÀ ANTIRELIGIOSA». Come scrive oggi Giovanni Belardelli sul Corriere della Sera, «a dire il vero, la “filosofia” che ispira il ministro sembra poco laica e poco liberale. Poco laica, almeno per chi ritenga che la laicità non implica l’assenza o il divieto di manifestare la propria fede religiosa (…), ma si accompagna al libero manifestarsi di tutte le credenze su un piano di eguaglianza». «La laicità del ministro francese – continua il Corriere – è invece fondata su un principio di esclusione, giustificato dall’idea che la religione sia incompatibile con la libertà umana. (…) Si tratta dunque di una concezione attivamente antireligiosa della laicità, che ha profonde radici nella storia francese degli ultimi due secoli e mezzo».

«INNEGABILE RISCHIO AUTORITARIO». E non è solo l’editoriale di Belardelli a dirlo, se è vero che quest’anno perfino gli Stati Uniti hanno per la prima volta inserito la Francia di Francois Hollande, orami famosa per i suoi tanti attacchi contro la Chiesa, tra i paesi che violano la libertà religiosa. L’idea di educazione di Peillon «si afferma soprattutto con la Rivoluzione francese, che vedeva tra i suoi compiti principali quello di “rigenerare” i cittadini, di rieducarli politicamente e soprattutto di renderli eticamente migliori». Come nota ancora Belardelli, «è un’idea che è stata anche ripresa dalle dittature di massa del Novecento» e, fatte salve le ovvie differenze, «che ci sia dietro, anche nel caso del ministro socialista, un rischio autoritario pare innegabile».

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27 Commenti

  1. Bifocale scrive:

    Quella del governo francese mi sembra un’ottima iniziativa. In ogni scuola vi sono studenti sia di varie religioni che di nessuna religione, tutti ugualmente degni di rispetto, tutti devono essere messi sullo stesso piano, dunque la cosa migliore da fare è di non ‘schierarsi’ con nessuno. Poi ognuno a casa propria può fare quello che vuole e invocare la divinità che più gli aggrada, ma la religione deve stare fuori dalle aule scolastiche, altrimenti diventa indottrinamento.

    • Tommasodaquino scrive:

      l’indottrinamento sulla laicità invece va bene…. che ci frega se va contro la volontà e libertà dell’individuo no?

      • Bifocale scrive:

        Tommaso, le varie chiese e religioni hanno tutta la liberta’ che vogliono di operare nei luoghi idonei, le aule delle scuole (pubbliche) non mi pare rientrino in questa categoria.

    • Piero scrive:

      Il laicismo è la religione di chi non ha religione, quindi è sullo stesso piano di tutte le altre, e non ha di conseguenza alcun diritto ad imporre agli altri i suoi dogmi indottrinando nelle scuole.

      • Paolo scrive:

        Peccato per lei che la laicità, quella vera che lei chiama laicismo, di dogmi non ne abbia…ma semplici verità oggettivi e principi di civilità che valgono per tutti. Gli assunti ideologici a cui credere a priori quelle sono cosine che si lasciano volentieri all’ideologia religiosa. Fuori dai luoghi pubblici si intende e di istruzione.

        • Piero scrive:

          1° dogma : il laicismo ha semplici verità oggettive e principi di civiltà che valgono per tutti
          2° dogma : la religione fuori dai luoghi pubblici e dalla scuola

          E per carità cristiana non approfondisco il tema degli assunti ideologici a cui credere a priori…….

    • Edo scrive:

      Bifocale, “Ama il prossimo tuo come te stesso” è indottrinamento?

    • Andrea Pirola scrive:

      Dato che secondo Bifocale dovremmo essere tutti uguali e tutti messi sullo stesso piano ed io sono una schiappa a giocare a calcio. seguendo il tuo principio, domani prederó la tube, andró a Chelsea e pretenderó (in nome dell’uguaglianza) di giocare titolare fisso. John Terry mi dispiace trovati una nuova squadra …

  2. andrea scrive:

    Purtroppo non conosco il francese: sarebbe stato bello avere una traduzione del testo per farsi una idea con la propria testolina.

    riporto il testo in francese per chi conosce quella lingua e quello tradotto in italiano con gli strumenti di google. Tenete conto che i traduttori automatici (ho usato quello di google) non potranno mai colgliere l’accezzione più corrispondente e rendere il senso perfettamente nella lingua in cui traducono. In ogni caso è per chi vuole farsi una idea grossolana della “carta della laicità nella scuola”

    tradotta:

    La Repubblica è laica . La Nazione dice la missione della scuola per condividere con gli studenti i valori della Repubblica .

    1 . La Francia è uno indivisibile , laica , democratica e sociale . Garantisce l’uguaglianza di fronte alla legge , su tutto il territorio di tutti i cittadini . Essa rispetta tutte le credenze .

    2 . La Repubblica laica organizza la separazione tra religione e stato . Lo Stato è neutrale per quanto riguarda la religione o credenze spirituali . Non vi è religione di Stato .

    3 . Laicità garantisce la libertà di coscienza per tutti . Ognuno è libero di credere o non credere . Esso consente la libera espressione delle sue convinzioni , rispettando quelle degli altri nei limiti di ordine pubblico .

    4 . Laicità consente l’esercizio della cittadinanza , conciliare la libertà di tutti di uguaglianza e fratellanza di tutti nell’interesse di interesse generale.

    5 . La Repubblica fornisce alle scuole nei confronti di ciascuno di questi principi .

    6 . La scuola laica offre agli studenti le condizioni per la formazione della loro personalità , esercitare la propria volontà e di rendere l’apprendimento della cittadinanza . E li protegge dal proselitismo e di pressione che impedirebbe loro di fare le proprie scelte .

    7 . Laicità fornisce agli studenti l’accesso a una cultura comune e condivisa .

    8 . Laicità consente l’esercizio della libertà di espressione degli studenti all’interno del buon funzionamento della Scuola , come il rispetto per i valori repubblicani e il pluralismo delle credenze .

    9 . La laicità implica il rifiuto di ogni violenza e di ogni forma di discriminazione , garantisce parità tra ragazzi e ragazze e si basa su una cultura del rispetto e della comprensione reciproca .

    10 . Appartiene a tutto il personale di fornire agli studenti il significato e il valore della laicità , così come gli altri principi fondamentali della Repubblica . Assicurano la loro applicazione in classe. E ‘loro la responsabilità di portare la questione all’attenzione dei genitori charter.

    11 . Il personale ha il dovere di rigorosa neutralità : non devono esprimere le loro convinzioni politiche o religiose nell’esercizio delle loro funzioni .

    12 . Le lezioni sono laici . Per garantire agli studenti il più obiettivo possibile apertura alla diversità delle visioni del mondo e la misura e la precisione delle conoscenze , nessun soggetto è esclusa a priori questioni scientifiche e didattiche . Nessuno studente può invocare un credo religioso o politico per sfidare un maestro il diritto di risolvere un problema con il programma.

    13 . Nessuno può esercitare la sua religione per il rifiuto di rispettare le norme applicabili nella Scuola della Repubblica.

    14 . Nelle scuole pubbliche , le regole del vivere in diverse aree , come specificato nelle regole , sono rispettoso della laicità . L’uso di segni o di abbigliamento con il quale gli alunni apertamente manifestano un’appartenenza religiosa è vietata .

    15 . Con i loro pensieri e le attività , gli studenti contribuiscono per la sussistenza di laicità nel loro stabilimento .

    originale:

    La République est laïque. La Nation confie à l’École la mission de faire partager aux élèves les valeurs de la République.

    1. La France est une République indivisible, laïque, démocratique et sociale. Elle assure l’égalité devant la loi, sur l’ensemble de son territoire, de tous les citoyens. Elle respecte toutes les croyances.

    2. La République laïque organise la séparation des religions et de l’État. L’État est neutre à l’égard des convictions religieuses ou spirituelles. Il n’y a pas de religion d’État.

    3. La laïcité garantit la liberté de conscience à tous. Chacun est libre de croire ou de ne pas croire. Elle permet la libre expression de ses convictions, dans le respect de celles d’autrui et dans les limites de l’ordre public.

    4. La laïcité permet l’exercice de la citoyenneté, en conciliant la liberté de chacun avec l’égalité et la fraternité de tous dans le souci de l’intérêt général.

    5. La République assure dans les établissements scolaires le respect de chacun de ces principes.

    6. La laïcité de l’École offre aux élèves les conditions pour forger leur personnalité, exercer leur libre arbitre et faire l’apprentissage de la citoyenneté. Elle les protège de tout prosélytisme et de toute pression qui les empêcheraient de faire leurs propres choix.

    7. La laïcité assure aux élèves l’accès à une culture commune et partagée.

    8. La laïcité permet l’exercice de la liberté d’expression des élèves dans la limite du bon fonctionnement de l’École comme du respect des valeurs républicaines et du pluralisme des convictions.

    9. La laïcité implique le rejet de toutes les violences et de toutes les discriminations, garantit l’égalité entre les filles et les garçons et repose sur une culture du respect et de la compréhension de l’autre.

    10. Il appartient à tous les personnels de transmettre aux élèves le sens et la valeur de la laïcité, ainsi que des autres principes fondamentaux de la République. Ils veillent à leur application dans le cadre scolaire. Il leur revient de porter la présente charte à la connaissance des parents d’élèves.

    11. Les personnels ont un devoir de stricte neutralité : ils ne doivent pas manifester leurs convictions politiques ou religieuses dans l’exercice de leurs fonctions.

    12. Les enseignements sont laïques. Afin de garantir aux élèves l’ouverture la plus objective possible à la diversité des visions du monde ainsi qu’à l’étendue et à la précision des savoirs, aucun sujet n’est a priori exclu du questionnement scientifique et pédagogique. Aucun élève ne peut invoquer une conviction religieuse ou politique pour contester à un enseignant le droit de traiter une question au programme.

    13. Nul ne peut se prévaloir de son appartenance religieuse pour refuser de se conformer aux règles applicables dans l’École de la République.

    14. Dans les établissements scolaires publics, les règles de vie des différents espaces, précisées dans le règlement intérieur, sont respectueuses de la laïcité. Le port de signes ou tenues par lesquels les élèves manifestent ostensiblement une appartenance religieuse est interdit.

    15. Par leurs réflexions et leurs activités, les élèves contribuent à faire vivre la laïcité au sein de leur établissement.

    • Edo scrive:

      3. Laicità garantisce la libertà di coscienza per tutti . Ognuno è libero di credere o non credere . Esso consente la libera espressione delle sue convinzioni, rispettando quelle degli altri nei limiti di ordine pubblico.
      8. Laicità consente l’esercizio della libertà di espressione degli studenti all’interno del buon funzionamento della Scuola, come il rispetto per i valori repubblicani e il pluralismo delle credenze.
      11. Il personale ha il dovere di rigorosa neutralità: non devono esprimere le loro convinzioni politiche o religiose nell’esercizio delle loro funzioni.
      Quindi, gli art. 3 e 8 non si applicano al personale scolastico? Ma qualcuno ha insegnato a sto ministro la logica e la coerenza?

      • andrea scrive:

        “nell’esercizio delle loro funzioni”

        l’articolo 11 CREDO voglia dire che se per esempio:

        A) si parla di evoluzione della specie un insegnate di scienze non dovrebbe rifiutarsi di insegnare la teoria di Darwin o metterla sullo stesso piano di validità della Genesi. (convinzioni religiose)

        B) Oppure un insegnante di lettere, parlando del girone dei sodomiti canti XV e XVI, non dovrebbe partire per la tangente e lagnarsi della proposta di legge Leone-Scalfarotto. (convinzioni politiche)

        • Edo scrive:

          Premesso che, se hai ragione tu, dovrebbero riscrivere i due articoli aggiungendo l’eccezione del personale scolastico, mi spiegheresti perché un insegnante non potrebbe accennare anche alla Genesi o alla legge Leone-Scalfarotto ed esprimere la propria opinione al riguardo? Perché dovremmo avere paura delle convinzioni degli insegnanti? Non è una critica, ma una domanda sincera. Temo abbia ragione Gmtubini, quando dice che l’art. 11 è liberticida.

    • Gmtubini scrive:

      “Il personale ha il dovere di rigorosa neutralità : non devono esprimere le loro convinzioni politiche o religiose nell’esercizio delle loro funzioni .”
      Basta questo articolo per definire “liberticida” questo documento.
      Il pluralismo nasce dal confronto delle idee, non dal loro annichilimento ad opera del totalitarismo statale.

      Grazie alle lezioni di un mio professore dichiaratamente comunista ho appreso la teorica economica marxiana e i principi di solidarietà e di ateismo in cui egli credeva.
      Erano gli anni di piombo e c’erano tutti i presupposti per una legge autoritaria che gli tappasse la bocca.
      Io anche oggi, che sono tutt’altro che comunista, sono contento di aver assistito alle sue lezioni e quando lo incontro ci salutiamo con affetto scherzando un po’ sulla “componente organica del capitale” e sulla “caduta tendenziale del saggio del profitto”.

      • andrea scrive:

        <>

        come dire che impedire a un giudice di “esprimere le sue convinzioni politiche nell’esercizio delle sue funzioni” sia liberticida.

        Naturalmente ho esagerato, ma il concetto è che non si deve tagliare tutto con l’accetta.
        Il mio insegnante di storia (veramente in gamba tra l’altro) del liceo era chiaramente comunista, ma non mi ha mai scassato gli zebedei con l’eurocomunismo e la svolta di Berliguer.

        Ciò non toglie che quando ci fu piazza Tienanmen, la guerra del Golfo, la caduta del muro di Berlino a domanda “cosa ne pensa” non mi ha risposto “non rientra nel programma ministeriale”. E’ comunista, non idiota.

        E non toglie nemmeno che quando feci la maturità per prepararmi seguii anche delle lezioni (molto belle) di Roberto Filipetti su Leopardi, il poeta del “De-siderio”. Filippetti non l’ha scritto in fronte “sono di CL”, ma si capiva benissimo e non ci troverei niente di strano o “non laico” se di queste lezioni ne facesse ancora in giro per le scuole (credo abbia scritto anche un libro).

        Insomma, non vedo di che stracciarsi le vesti.

        A me questa carta della laicità sembra inutile come i cartelli con su scritto “vietato sputare fuori dal finestrino” (giuro, sulle vecchie carrozze ferroviarie c’era!).

        • Gmtubini scrive:

          Tu non vedi il motivo di stracciarsi le vesti.
          Eppure ci tieni tanto che ciascuno pensi con la sua “testolina”.
          Io, invece, non vedo il motivo per rallegrarsi dell’ennesimo tentativo di annichilire la libertà d’insegnamento per inculcare ai ragazzi il pensiero unico imposto dallo Stato.
          Ma io, probabilmente, sono un po’ anarchico.

          • Remo scrive:

            Veramente è l’insegnate che esprime le sue idee politiche o religioso-personali che vuole inculcare ai ragazzi il suo pensiero abusando del suo ruolo.
            Sei insegnate: il tuo compito è insegnare il programma non fare propaganda politica o proselitismo religioso.

            • Edo scrive:

              No, scusa Remo, ma l’insegnante non deve solo informare (se no potremmo mettere un pc a far lezione), ma anche formare, educare e per farlo deve essere libero di poter esprimere le proprie opinioni, con il rischio, ovviamente, che faccia propaganda politica e proselitismo religioso, ma da qui a voler vietare, come dice l’art. 11 di sta carta, di esprimere le proprie convinzioni politiche e religiose, ce ne passa. Ha ragione Gmtubini: “Il pluralismo nasce dal confronto delle idee, non dal loro annichilimento ad opera del totalitarismo statale”.

              • Remo scrive:

                Ma da quando in qua uno per educare uno deve infarcire l’insegnametno con le proprie opinioni? Qua siamo proprio agli antipodi della ragione! In professore deve insegnare punto, se vuole fare proselitismo o propaganda che vada in piazza, su internet, scriva su un giornale, ma non può avocare a sé il diritto di trasformare la cattedra in un suo piccolo pulpito. Pensate un po’ se ogni insegnante facesse così

                • Edo scrive:

                  Caro Remo, ma tu hai figli o sei andato a scuola? Non mi dire che non hai mai avuto un insegnante che almeno una volta non abbia espresso le proprie opinioni politiche e/o religiose, qualunque esse siano, o che non abbia mai fatto capire come la pensasse su un determinato autore o filosofo? Ogni insegnante fa così: un marxista, ad esempio, molto probabilmente spiegherà Marx con molta più passione rispetto ad Aristotele. Ma ridomando: che male c’è? Gli insegnanti devono essere appassionati e saper appassionare i ragazzi, quindi deve entrare in gioco la loro passione, che potrà derivare dalla propria vita, dalle proprie idee ecc. E’ ovvio che c’è il rischio che la cattedra possa trasformarsi in un piccolo pulpito, ma è un rischio che si deve correre. Un professore che spiega Marx con passione e dice che Marx ha ragione fa propaganda? Un professore che spiega Dante o S. Agostino fa proselitismo? No, assolutamente no; certo, se è un prof corretto elencherà anche le obiezioni fatte da chissà chi a Marx o S. Agostino e risponderà alle domande degli allievi, ma si guarderà bene dal fare proselitismo o propaganda.
                  Come fanno gli studenti a formarsi una ragione critica se il prof riempie le loro teste solo di nozioni, informazioni, dati? Tanto vale, ripeto, mettere un pc in classe o registrare le lezioni. Un prof intelligente, qualunque idea politica o religiosa abbia, esprimerà le proprie opinioni senza fare propaganda o proselitismo ed è giustissimo che possa farlo; poi in classe si discute con gli allievi, si parla, si ragiona insieme. Solo così non tiriamo su degli automi.

                  • Gmtubini scrive:

                    A costoro non interessa affatto il confronto delle idee.
                    Essi vogliono imporre le loro ideologie con la forza.

  3. MF scrive:

    A quando il ripristino della ghigliottina?

  4. Svegliatemi scrive:

    ma che davvero credete alla storia di Adamo, Eva, i sette giorni, la mela, il serpente, la stella cometa, il vino, l’acqua… e poi dite che i talebani sono arretrati e medievali?

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