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Forconi, blocco della frontiera a Ventimiglia

dicembre 12, 2013 Chiara Rizzo

È in corso un blocco dei camion alla frontiera di Ventimiglia, e un presidio sulla tangenziale ovest di Milano

Alle undici di oggi, il vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano riferirà un’informativa sui “Forconi” (ma in realtà sarebbe più corretto parlare di Coordinamento 9 dicembre): intanto i manifestanti hanno bloccato nelle prime ore della mattina la frontiera di Ventimiglia. Il leader del primo movimento dei Forconi, quello siciliano responsabile dei fatti del 2012, Mariano Ferro, si è dissociato da quello attuale («niente a che vedere con noi»), dopo una differente visione con il leader di “9 dicembre” Danilo Calvani sulla prossima manifestazione di Roma. Ferro pensava di prendere tempo e ad una manifestazione pacifica («ci saranno anche famiglie, donne e bambini»). Calvani ieri era ha annunciato una manifestazione eclatante «per la prossima settimana a Roma. Porteremo milioni di persone. Sarà un assedio pacifico».

ALFANO: «DERIVA RIBELLISTICA» «La protesta asseritamente apolitica ha poi visto il coinvolgimento di frange estremiste eterogenee. Il coordinamento è stato organizzato il 2 novembre scorso, per dare voce asseritamente alle difficoltà per la mancanza di lavoro, e le difficoltà degli autotrasportatori»: Così ha esordito Angelino Alfano nell’informativa alla Camera sulle proteste degli ultimi giorni: il vicepremier ha spiegato anche che il coordinamento ha delegato le azioni spontanee al territorio, ma presto si sono viste infiltrazioni di gruppi estremisti di ogni tipo. Alfano ha anche spiegato che malgrado la composizione eterogenea dei comitati, i prefetti hanno tentato di incontrare i rappresentanti dei manifestanti, ma è stato difficile individuare precisi riferimenti all’interno del movimento. «Alle proteste hanno preso le più disparate categorie, in particolare a Torino e Genova, e hanno partecipato agricoltori, autotrasportatori, disoccupati, famiglie. Qui i gruppi più oltranzisti hanno avuto facilmente modo di trasformare le proteste in situazioni violente. La situazione più critica a Genova il 9 dicembre, intorno alle 14, quando un gruppo di circa 200 dimostranti ha occupato i binari per circa due ore, dopo che una manifestazione di 500  persone aveva attraversato il centro dalla mattina. A Torino la saldatura tra le istanze del movimento e quelle dei mercatali di Porta Nuova ha portato ad una manifestazione molto forte nel pomeriggio davanti a piazza Castello, dove si sono avuti scontri con le forze dell’ordine. Nel corso di queste proteste si sono infiltrati anche membri del centro sociale Askatasuna». Per il vicepremier «C’è il rischio di una deriva ribellistica della protesta per la condizione di disagio, che può essere facilmente strumentalizzata dai gruppi più estremisti. Il Governo non sottovaluta la situazione e la monitora costantemente, mentre importante è il tavolo di confronto che ha attivato il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi per incontrare le varie categorie che hanno espresso forti difficoltà per questo periodo».

«NON SI STRUMENTALIZZI GESTO POLIZIA». Il gesto di chi ha tolto il casco «Non va strumentalizzato, è inaccettabile per il lavoro di persone che dedicano la vita al presidio dell’ordine e della sicurezza delle istituzioni democratiche. Ringrazio sinceramente il premier Enrico Letta per aver fatto presente già ieri che questo gesto delle forze dell’ordine non può essere strumentalizzato da nessuno e non è un gesto di insubordinazione ma ha permesso di affrontare con più sicurezza e meno tensione la situazione di protesta». Il ministro ha espresso solidarietà per le motivazioni del dissenso ma non con la protesta in corso: «Noi difendiamo la libertà dei cittadini onesti italiani. Il governo sa da che parte stare: da quella degli uomini in divisa, da quella dei cittadini che soffrono ma incanalano il loro disagio sociale nel lavoro e nella manifestazione pacifica del dissenso».

TAFFERUGLI A VENTIMIGLIA. Piccoli scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti alla frontiera con la Francia, stamattina, dopo che un picchetto spontaneo ha bloccato l’accesso alla frontiera, con alcune auto parcheggiate per lungo sulla statale Aurelia. Il traffico è rimasto bloccato, camione e Tir non riescono a muoversi, mentre i manifestanti hanno annunciato che faranno un presidio anche sulla barriera autostradale della A10. La polizia ha sparato lacrimogeni per disperderli, e ci sono stati contatti e spintoni con i manifestanti, ma nessuna carica.

MILANO, PROBLEMI AL TRAFFICO. Dopo che ieri piazzale Loreto è rimasto “occupato” dalla marcia pacifica dei manifestanti fino a sera, con problemi significativi al traffico anche dei mezzi pubblici, il corteo spontaneo è riapparso anche stamattina. Allerta su un’altra zona della città, piazza Fontana, ritenuta nevralgica oggi anche per il corteo studentesco in memoria della strage. Situazione critica sulla Tangenziale ovest, dove è in corso una manifestazione dei “Forconi” sulla rotonda di uscita per la fiera di Rho-Pero: la polizia è stata costretta a chiudere tutti i rondò di accesso alla fiera. Alla manifestazione dei Forconi si sono aggiunti 500 studenti.

VENEZIA. La protesta arriva anche in Laguna. I manifestanti del Coordinamento 9 dicembre-Forconi si sono radunati davanti alla sede veneziana di Equitalia a Mestre, ma sono già stati raggiunti da alcune pattuglie della polizia per controllare l’ordine pubblico. Traffico bloccato e code sulla tangenziale per Venezia a causa dei picchetti di manifestanti che fanno volantinaggio.

ROMA, MARINO: «PREOCCUPATO». Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha espresso allarme per l’annunciata manifestazione dei Forconi della settimana scorsa: «Sono preoccupato, perché è molto facile, come accaduto in passato, che in manifestazioni che esprimono con grande determinazioni un disagio si inseriscano persone violente che trasformano una protesta legittima in una situazione di pericolo per la popolazione e per la città». Marino si è mostrato comprensivo per la manifestazione, ««è una protesta che nasce da legittime preoccupazioni generate dal profondo disagio economico che il Paese continua a vivere».

VENTIMIGLIA PARALIZZATA. Si è aggravata nel primo pomeriggio la protesta a Ventimiglia. Sono stati “sgomberati” gli studenti e i commercianti (che dichiarano di protestare contro le tasse Imu e Tares) che occupavano una delle rotonde d’accesso alla frontiera con la Francia. Ma poco dopo i manifestanti si sono spostati verso il centro paralizzando completamente la città. Sono numerosissimi gli esercizi commerciali che hanno chiuso le saracinesche, mentre il centro è attraversato da un corteo a cui hanno aderito commercianti e altre categorie dirigendosi verso piazza Saffi. Dalle 15 è stata organizzata una nuova adunata davanti alla Prefettura.

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