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Fecondazione. L’Australia propone la selezione genetica dei figli in base al sesso per «riequilibrare» le famiglie

settembre 11, 2015 Leone Grotti

La nuova proposta è contenuta nelle raccomandazioni etiche sulla fecondazione assistita presentate dal Consiglio nazionale per la sanità e la ricerca medica

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I bambini saranno sempre più qualcosa da ordinare da un listino, come le pietanze da un menù. Almeno in Australia, se verranno accettate le raccomandazioni etiche sulla fecondazione assistita presentate dal Consiglio nazionale per la sanità e la ricerca medica (Nhmrc).

«SELEZIONE DEL SESSO». Secondo il Nhmrc, infatti, è giunto il momento di offrire alle coppie «normali», cioè a quelle che non hanno problemi di fertilità né sono composte da portatori di malattie genetiche, la possibilità di ricorrere alla fecondazione insieme alla diagnosi pre-impianto. E che cosa se ne dovrebbero fare? L’unico scopo è quello di dare a queste coppie la possibilità di scegliere il sesso del nascituro. Il sesso dei bebè, per dirla con Le Monde, diventa così «à la carte», personalizzato, e la pratica avrà il nome ufficiale di «selezione del sesso per motivi non medici».

EMBRIONI SCARTATI. La tecnica che verrà utilizzata per selezionare il sesso è finora servita in Australia solo per evitare al nascituro malattie genetiche gravi: venivano individuati gli embrioni sani da impiantare nell’utero, mentre gli altri venivano scartati. Ora, ad essere distrutti o usati come cavie per la scienza, saranno invece gli embrioni che presentano il sesso non desiderato dalla coppia.

LE MOTIVAZIONI. Le autorità etiche australiane, fino ad oggi, hanno sempre sostenuto che «l’entrata nella vita di un bambino non deve essere condizionata dal suo sesso». Ma inserendo una prima deroga («salvo quando ci sia il rischio di trasmissione di una malattia genetica grave») si è aperta la strada a questa nuova proposta, accompagnata da motivazioni deboli e fataliste.
Secondo gli “esperti” etici, infatti, poiché molti australiani già si recano all’estero per accedere alle cliniche statunitensi, thailandesi o cipriote che mettono a disposizione dei compratori la possibilità di scegliere il sesso del nascituro, e poiché «molte di queste cliniche non offrono la stessa qualità di trattamento disponibile in Australia, esponendo le persone a rischi, oltre che alla possibilità che i figli non nascano», allora bisogna offrire la nuova tecnica anche in Australia. Nessuna considerazione etica viene offerta al pubblico, solo l’impressione del corso ineluttabile che ha preso la società e che bisogna assecondare.

COME CINA E INDIA. Un sostenitore della proposta, Ian Olver, direttore del Samson Institute for Health Research, sostiene che così le famiglie numerose con bambini tutti di un solo sesso potranno avere la possibilità di «riequilibrarsi». Né lui, né le autorità del Nhmrc sembrano temere che l’Australia diventi come la Cina (dove mancano 40 milioni di bambine) o l’India, dove la preferenza culturale per i maschi ha portato alla costante eliminazione tramite l’aborto selettivo delle femmine e a un gravissimo squilibrio demografico carico di conseguenze per tutta la società.

«STEREOTIPI DI GENERE». Secondo le autorità etiche australiane, il nuovo progetto avrebbe un solo possibile effetto negativo, legato all’«identità di genere» dei nascituri. Infatti, avvertono, «è possibile che la selezione del sesso per ragioni non mediche rafforzi gli stereotipi di genere e metta pressione alle persone nate portandole a conformarsi alle attese dei genitori per quanto riguarda il genere».
Il progetto potrebbe essere approvato al termine della consultazione pubblica prevista per il 17 settembre, e sembra più che mai appropriata una delle domande che gli esperti etici australiani si fanno e pongono al pubblico: «Stiamo davvero usando in modo motivato le tecniche e le risorse mediche a nostra disposizione?».

Foto provette da Shutterstock


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44 Commenti

  1. Engy scrive:

    semplicemente aberrante.

  2. Iskandar92 scrive:

    Si sta avverando il progetto eugenetico di cui ho spesso parlato nell’ilarità dei progressisti: sesso per svago riproduzione controllata dallo Stato attraverso la fecondazione in vitro!
    Non mi volete credere perché sembra visionario ma se ci pensate, a parte i fatti come questo, ci bombardano con una serie di messaggi ossessivi:
    -il mondo è sull’orlo della catastrofe, c’è troppa gente, la popolazione va controllata, non c’è spazio per tutti
    -l’aborto è un diritto, un fatto di civiltà e progresso da esportare nel mondo
    -la gravidanza non pianificata è una disgrazia peggio di una malattia e non un fatto naturale da evitare con la diffusione di preservativi e contraccezione
    -questi concetti devono essere inculcati nelle più tenere età attraverso la cosiddetta “educazione sessuale”
    -in alcuni paesi già sono stati imposti dei criteri arbitrari per donare sperma, per esempio oltre all’assenza di malattie genetiche, una certa altezza, educazione universitaria, criteri fisici ed estetici. Lo stesso si sta introducendo per donare ovuli discriminando quindi le persone in “adatti” e “non adatti”
    -saranno gli “adatti” a fornire i bambini i “non adatti” dovranno essere convinti (perché non possono grazie a Dio imporre ancora con la legge misure di sterilizzazione come i nazisti) a non riprodursi e adottare bambini degli “adatti”. Ciò si otterrà attraverso vari metodi: incentivi economici a chi si sterilizza e adotta bambini degli “adatti” mentre chi si riproduce da sé secondo natura dovrà farsi carico delle spese, propaganda di massa e lavaggio del cervello già cominciato in molti paesi, stigma sociale contro i “non adatti” che sarà sempre più forte e si allargherà sino a comprendere tratti fisici sani ma ritenuti fuorvianti dai confini estetici.
    È tutto programmato per raggiungere un fine ben preciso superando i fasti dell’eugenetica del secolo scorso. L’ultima barriera è la religione cristiana e spero anche la Chiesa Cattolica. Papa Benedetto XVI sa di questo piano e si è scagliato contro, spero vivamente l’attuale stia molto attento a non dare l’impressione di cedere a queste ideologie. Dovrebbe fare molta attenzione a ciò che dice perché costoro non aspettano altro che equivocare le sue parole come quanto disse alla donna filippina che aveva avuto numerose gravidanze a rischio, parola ragionevoli che però furono strumentalizzate.

  3. Daniele scrive:

    Onestamente, non ci vedo niente di male. Se fossi un genitore mi piacerebbe poter scegliere il sesso di mio figlio. Perché dovrei affidare al caso quello che la scienza mi permette di decidere?

    • Stefano scrive:

      Forse perchè il caso ha una visione globale, che porta ad un bellissimo 50-50 a livello globale. E questo lo ha fatto per milioni di anni. Successo assicurato insomma. Vediamo invece cosa farebbe la scienza farlocca ( quella vera non si azzarderebbe mai a toccare qualcosa che funziona) con la cina e e l’india (parliamo gia dei 2/7 della popolazione mondiale); passeremmo da milioni di aborti selettivi a milioni di inseminazioni selettive. Ora estendiamolo anche al resto dei paesi civilizzati, senza un controllo a livello mondiale, e vediamo come il sistema vada a rotoli in una generazione. Se invece facciamo un controllo a livello mondiale, questo porta a quote di figli, e quindi a una complicazione esagerata, se non addirittura a un controllo dittatoriale. In ultima analisi, un po’ di visione d’insieme a lungo termine non guasterebbe a volte, così certi capricci pericolosi ce li risparmieremmo.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Tu lo puoi anche scegliere, il sesso di tuo figlio, ma poi arriva il gender fin dall’asilo a far sì che sia tuo figlio a scegliersi il sesso che gli va.

      • Riccardo scrive:

        Come al solito sei impreciso giannino stoppino. Un conto è il sesso un conto è l’orientamento sessuale un altro conto ancora è l’identità di genere, concetto a te sconosciuto.

        • Stefano scrive:

          Mah, se si chiama identità, il genere sarà identico al sesso. altrimenti che identità è?

          • Riccardo scrive:

            Mai sentito parlare di ”maschi con atteggiamenti/costumi femminili” e ”femmine con atteggiamenti/ costumi maschili”. Sai, si comportano così semplicemente perché la loro identità di ”genere” (cioè il genere, il tipo , il modello in cui si riconoscono) viaggia sui binari diversi dal loro sesso anatomico ; e del resto nessuna legge universale sancisce come si devono comportare gli uomini e le donne, ed una certa libertà va garantita oltre che riconosciuta a tutti.

            • Stefano scrive:

              Certo, come ho sentito parlare di persone che dicono di essere napoleone…

              • Riccardo scrive:

                sì certo la psicosi delirante di uno che si definisce ”napoleone” e il modo di esprimersi o di scegliere un proprio ”genere” , anche al di là degli stereotipi culturali, sono esattamente la stessa cosa , caro stefano!
                hai una conoscenza di psicologia che mi sorprende. Dovresti proporti come prof. universitario , per quante cose sai, e ti sprechi qui su questo sito, con dei fanfaroni vecchie carampane femministe come noi?

                • Stefano scrive:

                  Evidente sarò qua per istruirla (ahahah).
                  Beh ,se parliamo di stereotipi culturali, allora Napoleone è molto più stereotipo CULTURALE del maschio e della femmina, in quanto bisogna sapere chi è Napoleone per immedesimarcisi, e questo te lo insegnano a scuola. Questo non è vero per il genere, in quanto un bimbo vede la differenza di comportamenti tra mamma e papà, ancora prima di parlare… Oltretutto, se diciamo che maschio e femmina sono stereotipi culturali, mi piacerebbe capire perchè questi stereotipi variano molto poco tra le varie culture, tanto da essere quasi universali nel genere umano. Parliamo poi dello stereotipo in quanto tale; non so quanti amici ha lei, ma io tra i vari amici maschi che ho, di stereotipati ne vedo ben pochi (ci sono per carità). Io vedo il maschio in una infinità di varianti, addirittura in contrasto tra di loro e con lo stereotipo maschio. Anche il signor Gandhi, per esempio, era ben lontano dallo stereotipo di maschio, ma nessuno lo definirebbe differente da quello che era, un uomo. questo perchè, in quanto uomo, sessualmente e generalmente, disponeva di una identità tra corpo e mente, che gli permetteva padroneggiare il suo genere, tanto di renderlo suo. Questo non vale quanto il genere si discosta dal sesso, per cui la mente, non supportata dal corpo, si aggrappa a comportamenti eccessivamente rigidi verso quello che vuole essere. Solo qui nasce lo stereotipo di genere.

                • Stefano scrive:

                  Comunque questo dello stereotipo culturale mi pare un bel gioco, perciò giochiamo un po': se io domani vado in municipio e dico di essere una donna, mi cambieranno la carta d’identità, e se entro in politica, sino a livelli parlamentari, dovrei godere delle quote rosa, o no? Altro caso, un uomo dichiarato donna si trova una fidanzata, saranno una coppia di lesbiche o no? E se una donna dichiarata uomo si azzuffa con una donna, è violenza di genere?

                  • Riccardo scrive:

                    confondi disforia di genere con identità di genere.
                    ghandi aveva il suo genere, tu hai il tuo genere, cosimo ha il suo genere.
                    tutti e tre siete maschi.
                    chi soffre di disforia di genere invece è maschio ma si sente femmina, quindi vuole cambiare il proprio SESSO ANATOMICO.

                    • Riccardo scrive:

                      io non ho detto che maschio e femmina sono degli stereotipi culturali.
                      Ho detto che ci sono vari modi di essere maschio e vari modi di essere femmina e vanno tutti accettati come parte della natura umana.

                      Alcuni comportamenti generalmente attribuiti all’uomo o alla donna sono stereotipi della nostra cultura : per esempio quanti insegnanti d’elementari maschi vedi? Si sa che la ”maestre” son quasi sempre femmine. E quanti militari donne vedi? Si sa che il soldato è un mestiere tipicamente maschile.

                      Or bene, mi dici dove la natura ha scritto che le cose devono ”stare” così?

                    • Stefano scrive:

                      Tre maschi, stesso genere.
                      Non vedo la differenza con quello che ho detto io.
                      Il sesso è anatomico per definizione (per cui non occorre menzionarlo), oltre che impossibile da cambiare (si simula un cambiamento, ma i buoni vecchi cromosomi sessuali sono sempre li a dirci la verità)

                    • Stefano scrive:

                      Io ho avuto 2 maestri uomini su 4.
                      E per quanto riguarda i soldati, il genere maschile nei mammiferi è più portato al combattimento, per questo è più grosso e forte del genere femminile. A riprova di ciò, nelle iene, visto che la vita che fanno è molto difficile, anche nelle femmine si hanno così alti livelli di testosterone che sviluppano finti organi sessuali maschili.

      • Daniele scrive:

        Eh vabbè, ci parlerò io con questo signor Gender… 😉

      • SUSANNA ROLLI scrive:

        Mammmmmmmmmma Giannino, questa è indicibilmente indicibile!, ganza!

    • Lela scrive:

      Non scegli il sesso di tuo figlio, scegli quale tuo figlio tra quelli ottenuto fare nascere in base al suo sesso. E gli altri li butti.

    • Sebastiano scrive:

      E perché solo il sesso e non anche cose meno importanti come il colore della pelle, degli occhi e via cianciando?

  4. Ma come?! Fanno di tutto per dire che il sesso biologico non conta e ora c’è bisogno di scegliere se maschi o se femmine? Non è sessista tutto ciò?!

  5. Riccardo scrive:

    Io sono dell’idea che un figlio lo si deve accettare per come è, sia maschio sia femmina, non fa differenza. Un figlio è sempre un figlio e bisogna volergli bene (anzi credo che un genitore voglia sempre bene ad un figlio, poi magari non lo sa dimostrare con il linguaggio, ma quello è un altro discorso).
    per questo non sono tanto d’accordo con queste pratiche, che mi ricordano sì un po’ la selezione del sesso che avviene in cina – certo però non allo stesso livello, perché nel caso della Cina dovremmo parlare di ”infanticidio”, nel caso dell’Australia (se venisse approvata questa pratica) di una selezione del nascituro.

    Non condivido questa l’idea di una selezione genetica, per le derive che questa potrebbe portare; ad esempio, sempre con questa pratica, si potrebbe decidere , oltre che il sesso, anche l’orientamento sessuale del nascituro. (qualora si rivelasse un dato genetico).

  6. Riccardo scrive:

    Non son d’accordo con l’idea di una seleziona ”genetica”, ma credo che sia solo un ‘idea, e non mi spaventa né mi sogno di paragonarla allo sterminio nazista o all’infanticidio che avviene quotidianamente in Cina.

    Io , se avessi un figlio, lo accetterei cmq, maschio o femmina, nonostante conosca molti ”eterosessuali” con chiare preferenze verso l’uno o l’altro sesso del nascituro. (una tipa che conosco molto bene dice che lei vorrebbe avere solo figlie femmine, perché così potrebbe truccarle e vestirle come vuole). Per quanto mi riguarda un figlio bisognerebbe accettarlo per come è, ed il sesso è completamente irrilevante, ad un figlio vuoi bene sia se maschio sia se femmina.

    Detto questo io non provo alcun desiderio di paternità, quindi la questione non mi tange.

    • giovanna scrive:

      Sarà dura, “, riccardo-daniele”, dato che sei una donna, almeno dal punto di vista dei cromosomi, provare un desiderio di paternità !
      Comunque, “daniele-riccardo”, mettiti d’accordo con te stesso : sei d’accordo o no con questa selezione dei figli ?
      Secondo me ,cara, ti interessa poco o niente, è un pour par parler, solo commenti banalissimi, dato che hai paragonato il valore di un figlio nel ventre materno a quello di una suola di scarpe: non ce lo possiamo scordare.

      Poi, volevo dire a Stefano, che citando Napoleone a questa signora, hai parlato di corda in casa dell’impiccato, dato che si è presentata come marito, come madre di gemelli, come venditore di sperma, come un omosessuale diciassettenne….ec ecc ecc….chi si crede solo Napoleone, per lei, è troppo sano !

      • Giannino Stoppani scrive:

        Al simpatico diciassettenne Riccardo è scappato un bel “giannino stoppino”, nomignolo col quale ricordavo essere appellato da un pirla di troll.
        Infatti, cercando velocemente ho reperito il sedicente “Lena” che mi usava questa medesima cortesia già il 24 ottobre 2014.
        Capito Giovanna?!

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      “truccarle e vestirle quando vuole”..Ma che vai dicendo, da quando le mamme truccano le figlie?!?…

      • Riccardo scrive:

        ma in che mondo vivi, Susanna Rolli? Nel mondo di Oz? E cmq sia avevo letto il tuo commento e devo dirti che , se devi basare il tuo rifiuto dei diritti gay, su un principio biblico, allora dovresti fare lo stesso per molte altre cose che hai omesso di dire!

  7. marco53 scrive:

    Pazzesco, eppur così vicino a noi.

  8. Riccardo scrive:

    Caro stefano, informati sul caso Kirk murphy e poi comprenderai le atrocità dell’ideologia sessita.

  9. SUSANNA ROLLI scrive:

    O è sfuggita a me in questo sito,o è sfuggita a Tempi la notizia delle deu donne bianche che hanno “avuto” (comprato?) il semino del colore sbagliato. Risultato: “mamme” bianche, bambina nera, nel nord Europa….
    Di recente.

  10. Riccardo scrive:

    Ah io non vendo sperma, comunque sia è strano che ce l’ hai tanto con chi lo fa!
    Non eri per la libertà di gestire il proprio corpo come si voleva?
    O forse sei una di quelle tipo ”Susanna Roli” che si permette di paragonare la mia attività sessuale ad un reato contro na tura, semplicemente perché vado contro i suoi principi biblici?
    Ti ho disorientato dicendoti che sono contro la ”selezione naturale”. Il punto cara Giovanna è che le persone, purtroppo per te che hai questa mania etichettante, non sono delle macchiette di farse campagnole con un copione preimpostato, e il massimo che posso fare è ”simulare” lo stile di Filomena, senza mai toccare le sue vette, anche perché io non ho la stessa esperienza, e del resto non sono una donna femminista antiabortista, ma uno che di donne e maternità si interessa davvero poco.
    Io sono soprattutto interessato a proteggere i diritti e tutelare il benessere psichico di chi soffre , che poi questo mi renda vicino alla battaglie femministe è una logica conseguenza, visto che a soffrire non sono solo gli omosessuali, ma anche tutti quelli che si trovano essere discriminati per colore di pelle, razza, estrazione sociale. La legge mancino in parte già copre questi reati, ma non completamente.
    Ciao Giovanna! Salutami la tua amica Alida vismara, pseudopsicologa che conosce talmente bene la sua disciplina, da confondere ”pulsioni” con ”emozioni”, pensando ingenuamente che siano la stessa cosa.

  11. SUSANNA ROLLI scrive:

    Rolli, due elle, grazie.

  12. SUSANNA ROLLI scrive:

    Riccardo, non mi ricordo di averti risposto, può darsi che mi sbaglio. Quanto a “si permette”, certo che mi permetto..Tu non ti permetti di dire forse il contrario di quello che dico io? Ognuno “si permette” di dire la sua, se “permetti”!

  13. Giannino Stoppani scrive:

    Caro mio, io l’ultima cosa di cui ho bisogno è quella di inventarmi donne di fantasia perché tra moglie e figlie ne ho un sacco e una sporta che girano per casa.
    Io ho evidenziato il fatto che tu mi hai chiamato “stoppino” esattamente come fece quel bischero che si faceva chiamare “Lena” e con un sacco di altri nomi.
    Son sviste che capitano a chi vuol gestire un numero di nickname inversamente proporzionale al cervello di cui è dotato…
    Giovanna, tra l’altro, sa benissimo che dietro al defunto nick Filomena c’era un uomo, visto che oltre alla barba che ha sfoggiato una volta per sbaglio, è ovvio che una donna vera non potrebbe essere così subdolamente misogina e disumana.
    Usa il femminile perché si rivolge al personaggio della carampana, non allo psicopatico che c’è dietro.
    Adieu anche a te, poverino.

  14. Giannino Stoppani scrive:

    Et voilà!
    Sei stato colto con le manine nella marmellata e hai sbroccato alla grande!
    Ti rendi conto, vero, che il tuo commento di cui sopra, nel quale scrivi che io troverei soddisfazione sessuale nelle mie figlie, potrebbe risultare un tantino offensivo se non ci fosse la seria eventualità che sia frutto di una mente chiaramente e gravemente disturbata?
    Ah, giusto per curiosità, se mi fai vedere dove io avrei “fantasticato” sulla tua vita sessuale…
    Mi sa che sei entrato in una fase critica.
    Adieu.

  15. EquesFidus scrive:

    Se hai davvero 17 anni, te ne hanno date troppe vinte nella vita ed abituato troppo al piagnisteo come mezzo per non correggere i propri problemi ma per obbligare gli altri a considerarli normali.
    Se non ne hai (cosa più probabile), sei solo un troll di mezza tacca che probabilmente ha una mezza dozzina di nickname.
    In ogni caso, sei una persona che invito, con tutta la calma possibile, di rivedere il suo rapporto con sé stesso e gli altri, e di smetterla di insultare coloro che non la pensano come lui, atteggiamento questo sì infantile.

  16. Riccardo scrive:

    Detto da te, che fantastichi su un eventuale psicopatico che gira su tempi.it, probabilmente preso dal desiderio di ”scovarlo”, umiliarlo e bagnarlo con una fontana di giannini stoppini, insieme alla tua consorte giovanna, anche lei chiaramente attratta da una situazione di tal genere – mi sembra un gioco!

  17. Riccardo scrive:

    quanto mi fai ridere!
    Cmq per giovanna sono, a livello di cromosomi, una donna!
    per te un uomo barbuto
    trovate un accordo eheh?
    Forse che sono un emafrodita, fantasia che vi stuzzica così tanto da impegnare i vostri pensieri quotidiani?
    Ahimé l’ambiguità

  18. Giannino Stoppani scrive:

    Gentile redazione, suggerirei di provvedere quanto prima a bannare le escandescenze di questo signore, nel suo esclusivo interesse.
    Grazie.

  19. giovanna scrive:

    Eques Fidus, scusa eh, ma questa persona non ha una mezza dozzina di nick, ne ha più di cento !
    Solo in questi giorni ha usato
    “riccardo”, “xyzwk”,”micheleL” ,”arnaldo”, “flavio”, “nino”, “daniele”, “samuele”,
    “ross, “iskander” e almeno altri 5 o 6 !
    In passato si firmava anche come “giovanni cattivo”, “lucillo”, “celso”, “bifocale”,
    “filomena”, “lena”, “triestina”,”valentina” e altri cento !

    Comincio a credere che si sottovaluti altamente l’invasività del soggetto in questione, sia da parte dei lettori di Tempi, che da parte della redazione.
    E se si continua a risponderle quando usa i nick-finto dialoganti alla xyzwk, poi non ci si può lamentare quando sbrocca come “riccardo” !

    Dai un’occhiata agli interventi che ha fatto come “iskander” sotto all’articolo su ddl cirinnà e sesso variabile….è veramente pervasiva e inquinante al di là di ogni immaginazione.
    Lì dice che lo fa per uno sfogo o perché cerca una discussione,forse, ma penso, più semplicemente, che cerchi una clo aca.

    Io ho copiato quello che ha scritto , come “riccardo”, sotto l’articolo della lettera di Giovanardi a Ruini: domani, probabilmente sarà cancellato, ma lo riproporrò alla prima occasione, con gli asterischi al posto delle osce nità che è riuscita a scrivere.
    E si è pure pentita e si è richiamata da sola ! Veramente, ps ycho le fa un baffo !

  20. SUSANNA ROLLI scrive:

    Giannino, diccelo quante, ti prego: perchè ti annovereremmo volentieri tra i grandi della storia della famiglia al femminile….che non è facile! Un amico mio: “Pensa te, Susy, c’ho anche il cane femmina!! L’unico maschio della casa sono io!!”…povero!!!

  21. Giannino Stoppani scrive:

    Con te non posso competere nel numero di figli, ma sappi che in casa mia di maschi ci siamo solo io e uno dei miei gatti, ma lui è castrato!
    Capisci allora perché mi fanno ridere quelli che parlano di “padre padrone”?

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