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Ecco perché il Chelsea sbaglia a liberarsi di Lampard

gennaio 2, 2013 Emmanuele Michela

11 stagioni coi Blues, terzo marcatore di sempre nella storia del club. Eppure il rinnovo sembra un miraggio: Abramovich vuole smantellare il vecchio spogliatoio autoritario per iniziare un nuovo corso.

Nel giro di pochi giorni è diventato uno dei bocconi più ghiotti del mercato invernale, specie per le acquirenti italiane. E tutto questo nonostante Frank Lampard sia sulla strada dei 35 anni, non proprio un ragazzotto dal futuro seducente. La qualità del centrocampista londinese rimane indiscutibile, e in tanti concordano nel ritenerlo un valido innesto ancora per qualche anno: Inter e Lazio si muovono in Italia, anche se in pole position sembrano esserci i LA Galaxy, l’ipotesi più gradita dal giocatore stesso. Ma a stupire tutti è il comportamento della dirigenza del Chelsea, che proprio non pare intenzionata a rinnovare il contratto ad uno dei giocatori più importanti della storia dei Blues.

IN CERCA DI NUOVI CORSI. «Sign him up, sign him up»: il grido di Stamford Bridge accompagnava la doppietta con cui Lamps tre giorni fa faceva fuori l’Everton, dimostrando che il tifo londinese sta tutto col giocatore. Ma ad Abramovich il parere dei tifosi pare interessare poco (come per altro già aveva fatto vedere con l’esonero di Di Matteo) e vuole proseguire col suo progetto di rinnovamento della squadra: le chiavi del gruppo ormai sono in mano ai volti nuovi, giovani e talentuosi, come Hazard, Ramires, Oscar, Mata. Centrocampisti che stanno sbocciando alla perfezione, e che, agli occhi del magnate russo, hanno un altro pregio: sono tasselli di un mosaico recente, innovativo e poco cementificato, su cui non avrebbe problemi ad imporsi un nuovo allenatore, iniziatore, sulla carta da giugno, di un lungo ciclo. Il nome di Guardiola è chiaramente il primo della lista, ma chiunque si sieda in panchina la strategia di Abramovich è chiara: continuare con lo smantellamento di uno spogliatoio energico ed autoritario, a volte troppo negli scorsi anni, che rischierebbe di mettere in difficoltà la creazione di un nuovo corso. Quest’estate se ne sono andati Drogba ed Essien, ora tocca a Lampard.

ADDIO A OGNI RECORD. Così scorrerebbero i titoli di coda su una storia d’amore, quella tra il centrocampista inglese e il club di Stamford Bridge, iniziata nel 2001 e arrivata ad oggi a suon di record, gol e trofei. 12 quelli cui Frank ha contribuito a portare in bacheca, tra cui spiccano tre Premier League e la Champions vinta lo scorso maggio a Monaco, dove Lampard capitanava i Blues. Con le 192 reti segnate per il Chelsea è il terzo cannoniere più prolifico della storia del club, a una rete di distanza da Kerry Dixon e a dieci da Bobby Tambling, che però a differenza di Frank erano attaccanti puri.

MAI COSÌ TANTO MERCATO PER FRANKIE. Eppure Abramovich non vuole offrirgli un nuovo contratto, scatenando i desideri di tanti presidenti di club europei, non imbarazzati dalla carta d’identità di Lampard. Lotito spera in un nuovo “usato sicuro” alla Klose, l’Inter pensa invece all’inglese per rimpiazzare il partente Sneijder, seppur qualche domanda sia lecito farsela sui piani di Moratti, da tempo intenzionato ad alleggerire il club in termini di ingaggi ed età dei giocatori. Come detto, l’ipotesi più plausibile sembrano però gli Stati Uniti, dove i LA Galaxy avrebbero scelto lui come sostituto di Beckham, da schierare insieme ad alcune vecchie conoscenze del pallone british, come Cudicini, Robbie Keane e Wilhelmsson. Ma Lampard potrebbe finire anche al Monaco, dal vecchio maestro Ranieri, oppure rimanere in Inghilterra e andare da zio Redknapp al Qpr. Ipotesi suggestive o concrete possibilità, resta il fatto che mai come ora Frankie è stato il nome più caldo del mercato. Tutti si sono accorti che quei 35 anni non sono un problema. Tutti, tranne al Chelsea.

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