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Chi li farà i figli in un paese dove stanno sparendo non dico gli sposi ma perfino le coppie?

ottobre 11, 2014 Roberto Volpi

Non basta la crisi economica a spiegare come siamo diventati la nazione più povera di bambini al mondo. L’allarme di Roberto Volpi, studioso di demografia

Sconcertati. Non credo ci sia vocabolo che rende meglio lo stato d’animo che ci afferra alla bocca dello stomaco nel momento in cui, dopo un po’ di interrogazioni e calcoli, ricaviamo dal meritorio data-base dei dati del censimento dell’Istat – ora online – la duplice conclusione che l’universo delle coppie italiane (tutte le coppie: sposate e di fatto, con e senza figli) è caratterizzato da questi due parametri: (1) la percentuale di coppie in cui il componente di riferimento (una volta il capofamiglia) ha meno di 35 anni è uguale al 7,9 per cento delle coppie, ovvero ad appena una coppia su 13; (2) il numero delle coppie in cui il componente di riferimento ha 65 e più anni risulta più grande di quasi quattro volte il numero delle coppie in cui il componente di riferimento ha meno di 35 anni.

Rispetto all’ultimo censimento le cose sono, sotto questo profilo, peggiorate. Come del resto già erano peggiorate nel decennio precedente e in quello precedente ancora. Giacché lo scontro al riguardo è in pieno svolgimento non fa male annotare come uno – il nostro – tra i mercati del lavoro più discriminatori e ingessati del mondo (garanzie per gli insider, zero per gli outsider; premi e avanzamenti unicamente o quasi collegati all’anzianità; personale della pubblica amministrazione imbarcato, come primo e più decisivo criterio, secondo l’appartenenza politica) abbia con ogni evidenza dato il suo non marginale contributo, in decenni, affinché a questo si arrivasse: alla sostanziale sparizione perfino di quelle coppie giovani che solo con un po’ di buona volontà si possono considerare tali. E qui si parla, ripeto a scanso di equivoci, di coppie nel senso più lato. Sposate e non. Con figli e non. Insomma, tutte. Che son diventate, in Italia, roba da mezza età o da vecchi, come dimostra ad abundantiam il fatto che ci sono quasi quattro coppie dove il componente di riferimento ha 65 e più anni per ogni coppia dove quel componente non arriva a 35 anni. Un disastro di proporzioni inenarrabili.

Se un figlio può bastare
Aggravato – è sempre possibile aggravare anche il peggiore dei disastri – da due elementi. Vale a dire l’assoluta – non relativa, assoluta – scomparsa delle coppie che davvero si possono definire a buona ragione giovani, quelle il cui componente di riferimento non arriva a 25 anni, finite a rappresentare lo stento di 4 coppie su mille e il numero medio di figli per coppia, precipitato a quota uno. Dunque in quest’Italia che sta collassando su se stessa, le coppie hanno in media un figlio. Valore che al Nord è 0,9 e che non arriva neppure a tanto in una grande regione come la Toscana – regione laica e secolarizzata per definizione dove trovare una coppia giovane è ancora più raro e dove ci sono la bellezza di quasi 5 coppie con persona di riferimento di 65 e più anni per ogni coppia con persona di riferimento di meno di 35 anni. Un immenso reusorio, come da quelle parti (che sono anche le mie parti) chiamavano gli ospizi per vecchi d’una volta. E dove hanno pensato bene, per non scontentare la platea dei dirigenti nella attribuzione delle competenze durante l’ultima riorganizzazione regionale (stanno sempre a scomporre e ricomporre, compattare e smembrare di nuovo: come in pressoché tutte le regioni, sia chiaro), di dividere le politiche della famiglia da quelle per i bambini e i minori. E se non è un capolavoro questo.

roberto-volpi-la-nostra-societa-ha-ancora-bisogno-della-famigliaMa torniamo alla questione della pressoché completa scomparsa delle coppie giovani, crollate del 30 per cento – dicasi il 30 per cento – tra il censimento del 2001 e quello del 2011, in concomitanza col deciso aumento delle coppie in cui entrambi i componenti hanno oltre 65 anni. Che ne è dei figli in un universo a tal punto vecchio e sclerotizzato? Insomma, chi li farà più i figli nel nostro paese, se le coppie che potrebbero farli sono sempre di meno?

Che l’interrogativo sia drammatico, tanto più in un’Italia ch’è tra i paesi più vecchi e meno fecondi del mondo, lo dimostra il fatto che nel 2013 abbiamo toccato il minimo storico delle nascite – 514 mila, la metà di quelle raggiunte nel 1964 (quando pure gli anni erano, ricordate?, rivoluzionari per antonomasia) – e che nel corrente anno 2014 stiamo viaggiando addirittura sotto quel minimo, cosicché abbiamo una buona probabilità di stabilire un nuovo record al ribasso. Non sembrano rendersene bene conto tutti coloro – e sono una schiera, tra cui il fior fiore dei sociologi – che vedono questi risultati strettamente connessi alla crisi economica in atto, come se a nient’altro fossero da addebitarsi che ad essa. Magari fosse. Passata la crisi (e passerà pure, di questo non è lecito dubitare; semmai dei tempi necessari a un tale superamento) ecco che le persone riprenderebbero a costituire coppie e a fare figli. Qualche beneficio in questo senso sì avrà pure, intendiamoci, ma con un universo di 14 milioni di coppie come quello delineato si farà sentire assai debolmente in termini di ripresa delle nascite e di ringiovanimento della società nel suo insieme.

Lo stato sociale alle corde
Il punto da introiettare bene è infatti questo: la crisi economica attuale rappresenta un’aggravante, non certo la causa scatenante di quel che siamo diventati, vale a dire la nazione al mondo più povera di bambini. Basta, a dimostrarlo, il fatto che ci troviamo all’interno di un trend di bassa, bassissima fecondità da quattro decenni – non da quattro anni – a questa parte. Se non ci sono coppie giovani in proporzioni minimamente sufficienti è in effetti ben difficile sperare in una ripresa di nascite e fecondità. D’altro canto, avanti di questo passo tempo due-tre decenni non sapremo come tenere in piedi non dicasi lo stato sociale, non dicasi il welfare ma lo Stato in quanto tale.

Tanto per capirci, a Cagliari come a Trieste ci sono 8 anziani ultrasessantacinquenni per ogni bambino fino a cinque anni non compiuti d’età; mentre a Genova gli abitanti di 80-89 anni quasi pareggiano quelli di 0-9 anni. Ci stiamo sclerotizzando a vista d’occhio, come popolazione e come paese. E stiamo a raccontarcela sull’articolo 18? Se nel “sistema Italia” non si inseriscono a tutta velocità elementi di elasticità, dinamismo, gusto per l’impresa e la vita, e pure per l’imprevisto e il rischio, non c’è futuro possibile. Quattro decenni all’insegna del più burocratico ed elefantiaco incedere questo hanno prodotto: che siamo alle porte coi sassi, vecchi, soli e avviati, se non ci sbrighiamo, a una decadenza irreversibile.

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61 Commenti

  1. Carlo scrive:

    Quanto e` dura a morire l’idea Marxista che questi fenomeni sono diretti da fattori socio-economici. Mentre, come diceva Del Noce, il fattore primario che guida la storia e` sempre religioso in senso lato: l’iimagine di se e del senso della propria vita che hanno gli uomini e le donne.

    • Ugobagna scrive:

      Sacrosanta verita’, tanto piu’ che questo crollo delle nascite e’ cominciato a inizio anni 70 quando l’ Italia era ancora un paese sulla cresta dell’onda economica ma in piena rivoluzione (io direi annichilazione) culturale postsessantottina. La forte immigrazione dei due decenni scorsi ha solo nascosto questa situazione impedendo un calo netto della popolazione ma ora il re e’ nudo… Andando a ruota della citazione di Carlo e’ anche vero pero’ che questo e’ dovuto a un immagine di se’ e del senso della vita del popolo italiano che non e’ piu’ cristiano e percio’ aperto alla vita, le politiche economiche a favore della natalita’ non convinceranno mai chi non vuole avere figli ad averli, ma solo al massimo chi ne vorrebbe uno in piu’, ma appunto questi esemplari di famiglia sono in via di estinzione…

      • Alberto scrive:

        E come mai gli altri paesi europei, ben più secolarizzati del nostro (matrimoni gay, etc…), non hanno di questi problemi, o li hanno in misura molto inferiore? Non è che forse l’asfittico immobilismo italiano dipende proprio dalla cultura “cattolica”che ammorba il paese? Ma davvero voi non vi accorgete che i giovani se ne vanno dall’Italia non solo per la mancanza di lavoro, ma anche per la mentalità di questo paese incapace di aprirsi alla modernità e piegato su se stesso? E davvero pensate che questo non sia legato anche, non solo, al cupolone che altri paesi non hanno nella loro capitale?

        • beppe scrive:

          alberto, e tu saresti uno che ha le IDEE CHIARE? complimenti. la risposte alla crisi demografica verrebbe dall’apertura alle coppie gay? e non invece da politiche mancanti nei confronti delle famiglie tradizionali. da un femminismo esasperato , dalla immaturità crescente dei maschi, dall’eclissi del ruolo paterno, ..ecc….

        • Ugobagna scrive:

          Alberto, mi dispiace contraddirti ma gli altri paesi europei sono a ruota di Italia e Germania, non sono ai primi posti perche’ hanno avuto un immigrazione piu’ massiccia e da piu’ tempo di noi, ma gli autoctoni fanno zero figli come gli italiani, i paesi dell’est europa non ne parliamo, li non hanno neanche l’immigrazione straniera e la popolazione sta gia’ diminuendo…

          • Ugobagna scrive:

            Però almeno negli altri paesi riconoscono il problema e anche se i buoi sono già scappati almeno provano (giustamente anche se per me invano, perchè appunto il problema non è appena economico) a rianimare la natalità, in Germania al terzo figlio la donna riceve un sussidio che praticamente sostituisce lo stipendio, al quinto quasi gli regalano una casa, e diversi sussidi per la natalità si ricevono anche in Francia e Regno Unito, in Italia nulla (ah no, in realtà si usano i soldi pubblici per la fecondazione eterologa per le egoiste cinquantenni fuori tempo massimo).

            Comunque per non parlare del nulla i dati di ogni paese si possono trovare qua:
            http://countryeconomy.com/demography/fertility
            mettete in ordine i paesi per “fertility rate” e ne vedrete delle belle… Se cliccate sul paese si può vedere anche lo storico dagli anni sessanta…

            • Ugobagna scrive:

              Mettendo in ordine invece il “birth rate” avrete informazioni della natalità (solo dell’ultimo anno) e lì l’Italia ha fatto ancora di più la voce grossa…

              http://countryeconomy.com/demography/fertility

              • Ugobagna scrive:

                I dati più aggiornati sulla popolazione italiana (a cui accenna Volpi nell’articolo parlando della concreta possibilità che il 2014 si chiuda con un numero di nati ancora inferiore) si trovano a questo inidrizzo: http://demo.istat.it/bilmens2014gen/index.html, i dati si possono smembrare fino ad arrivare ai singoli comuni e sono aggiornati ad Aprile 2014…

            • Ale scrive:

              Ugobagna ..in Germania e nei Paesi del Nord Europa le case non le regalano affatto, le donne lavorano come gli uomini pur avendo figli, perché nei paesi del Nord Europa esistono tanti asili per bambini anche vicino o dentro le aziende. Nei paesi del Nord Europa gli uomini prendono il periodo di astensione dal lavoro per i figli come le donne fino a tre anni di età dei figli. Non stanno in panciolle a farsi mantenere le donne del Nord Europa. L’eterologa è legale da prima che da noi e non l’hanno mai fatta diventare illegale. I gay non vengono messi sul libro nero come in Italia, possono adottare bambini, nei paesi evoluti del Nord Europa. I politici corrotti Non Vengono Rieletti e Non fanno Favori agli Amici degli Amici o se lo fanno lo scandalo è tale che Non Sono Rieletti. Se lo Stato Italiano preferisce fare diversamente non te la prendere con l’Eterologa, che fino ad oggi non è costata un centesimo allo Stato, visto che era illegale, né è colpa dei gay che stanno da secoli sul libro nero. Se la famiglia è in crisi è perché lo Stato Italiano è marcio, corrotto e preferisce buttare i soldi in opere inutili, darli a politici corrotti, ai loro amici piuttosto che investirli nella società ovvero nelle persone, nel lavoro e di conseguenza nelle famiglie. Se non c’è prospettiva di lavoro Non fai Figli a 20-30anni e arrivi prossima ai 40 anni con la possibilità economica di mantenerli, ma non quella biologica di farli. Banale ma è così. Quindi d’accordo con te che l’eterologa non debba essere la soluzione..è triste prenderla in considerazione, credimi, ma lo Stato e noi tutti in cabina elettorale ricordiamoci dei politici di destra,sinistra e centro che in 20 anni hanno messo l’Italia con il Culo per Terra, in ogni senso. Poi pensala come ti pare con l’eterologa, ma se c’è è un conto , mentre se la gente non ci ricorre o molto poco, perché sente di poter fare e mantenere i figli già a 20-25 anni è un altro. Non credi?!

              • Ugobagna scrive:

                Mi dispiace Ale ma non ci siamo capiti, qui si parla di natalita’, e se avessi la curiosita’ di andare a visitare il link che ho riportato vedresti come e’ in crisi nera in tutta Europa (con picchi come dicevamo in Germania e Italia e nell’Est Europa). Questo a prescindere dalla legislazione in merito a gay e fecondazione assistita che come potrai ben intuire con la natalita’ di un paese c’entrano ben poco (i gay non fanno figli e il numero di figli che possono nascere con la fecondazione assistita e’ risibile rispetto al totale di un paese). Questi sono fatti e magari non farebbe male soffermarcisi sopra un pochino prima di sparare a tutto spiano le solite quattro idee preconfezionate… La corruzione di un paese con la decisione di una coppia che si ama di sposarsi, di fare figli e di farne tanti ovviamente non c’entra nulla, tutti i paesi del mondo fanno piu’ figli degli italian e dei tedeschi (sia quelli’ ricchi come Canada, Australia, Regno Unito sia quelli poveri come Venezuela, Filippine e Bangladesh), corrotti e non, questo e’ il problema, e’ una sorta di “cupio dissolvi” le cui cause sono da ricercare a partire dal primo post di Carlo…

                • Ale scrive:

                  La crisi è ovunque, ma le manovre e le strutture per favorire i giovani a fare figli, scusa tanto Ugobagna, gli Stati del Nord Europa le hanno fatte da oltre un decennio, investendo soldi dei loro Stati. In Italia no. In Italia i concorsi per lavoro nel pubblico sono fermi, bloccati ed in rari casi si traducono in assunzioni. Nel privato devi venderti l’anima prima di avere il diritto di permetterti di rimanere incinta . Purtroppo conosco più di un datore di lavoro che “non ama” avere dipendenti incinte. Inoltre gli asili scarseggiano, quelli pubblici è quasi impossibile accedervi per le liste, e quelli privati non sono a prezzi di mercato.. Ti sembrano manovre per favorire la natalità di persone normo dotate economicamente?? Senza aiutini genitoriali, cioè dei futuri nonni, le coppie che conosco non si sarebbero potute permettere manco la chance di togliere preservativo e pillola dal comodino, per tentarla appena sposati o accompagnati una gravidanza. Li vorrei vedere alcuni, senza quell’aiutino, se fossero oggi senza figli sfilare con la magliettina della Manif … Il congedo parentale per accudire i figli ti risulta sia possibile anche per l’uomo in Italia, come nei paesi di Nord Europa ? Di grazia se ci sono coppie che arrivano a Permettersi Due Figli pur lavorando entrambi, e scusa ma quelli che conosco lo fanno grazie ad un bel portfolio e nonni disponibilissimi . Infine come hai fatto notare tu lassù, nei paesi del Nord Europa, la natalità è maggiore …e come ben sai anche i gay hanno la possibilità di mettere su un nucleo chiamato famiglia con figli, non dico con uteri in affitto , ma adottando bambini, cosa che Voi non volete assolutamente. Così i single. Per cui lascia perdere i paesi del Nord Europa , a voi sono più d’esempio i talebani o l’Isis . Si rifanno a Leggi Religiose e presunte derivate dal volere di Dio o da quanto comanda Natura da Millenni perché il resto è amorale.

    • Lena scrive:

      Non credo che l’alta natalità prima degli anni’ 70 fosse dovuta principalmente “all’immagine di sé e al senso della propria vita…”,sicuramente allora come oggi esisteva una minoranza di persone la cui principale aspirazione nella vita era di avere una famiglia numerosa, ma per gli altri la cosa era dovuta al fatto che, per le persone sessualmente attive, non c’era libertà di scelta, o facevano figli o la donna rischiava di morire in un aborto clandestino, visto che fino al 1975 era ancora reato fornire informazioni sui mezzi contraccettivi e i farmacisti tenevano i profilattici fra le merci nascoste. Quindi è vero, lo stato di cose attuale, non è dovuto solo a fattori economici, è dovuto al fatto che fare tanti figli alla maggior parte delle persone non piace e che quando c’è libertà di scelta, dovunque, si tende a limitare le nascite. Ugualmente le coppie erano di più, perché per molte donne, soprattutto nelle classi sociali basse, il matrimonio era l’unica fonte di sostentamento. Ancora una volta non ragioni culturali, ma mancanza di libertà dovuta a fattori sociali ed economici. Se in tutto il mondo culturalmente ed economicamente avanzato la tendenza è all’aumento dei single e alla riduzione delle nascite, evidentemente la coppia e la riproduzione non sono fatti che rendono gli uomini così felici. Visto che, quando c’è libertà di scelta, gli uomini, per lo più, tendono verso ciò che maggiormente li rende felici, direi che la riduzione delle coppie e della natalità è un fatto naturale e fisiologico, è una naturale esplicazione di una aspirazione insita nella natura spirituale dell’uomo.

      • Nino scrive:

        lettura del fenomeno interessante e non priva di validità

      • Cisco scrive:

        @Lena
        Quando ti accorgerai di dover elemosinare perché nessuno ti paga la pensione, capirai che forse i concetti di “libertà” e “spiritualità” che proponi non aiutano a migliorare la vita. In realtà la secolarizzazione ha portato a una grande illusione prometeica, che come al solito finirà molto presto.
        Male che vada con l’eutanasia di coloro che la sostengono.

        • Lena scrive:

          Se non avrò la pensione non sarà per ragioni demografiche, questo è certo. Il sistema previdenziale può essere ristrutturato in modo da funzionare con qualsiasi assetto demografico, furti e cattiva gestione più difficilmente; tra l’altro ad impedire l’accumulo di contributi bastano la disoccupazione prolungata e la precarietà.
          Comunque che la civiltà occidentale del benessere, che per me è la migliore forma di vita mai realizzata sulla terra nella storia (la migliore possibile a condizioni reali), sia minacciata è vero, infatti non invidio coloro che nascono in questi giorni, credo che da adulti avranno condizioni di vita sempre piu scadenti.

          • Cisco scrive:

            @Lena
            Se non ci sono più persone in età da lavoro non ci sono più redditi e tasse per finanziare una qualunque “ristrutturazione”. Proprio perché non invidi le nuove generazioni dovresti porti il problema. Altrimenti più che non invidiarle non te ne frega niente di loro.

            • Lena scrive:

              mi riferivo ad altri tipi di minacce, che con il calo delle nascite non hanno niente a che vedere; e poi non ho capito, io mi dovrei preoccupare di persone che non esistono (le c.d. generazioni future) e che altri stanno decidendo di far esistere? Ma che se ne preoccupino coloro che sono convinti che con l’aumento delle nascite salveranno il mondo.

      • Lela scrive:

        @Lena
        Quello che dici non è tendere ad essere felici, ma ad avere la pancia piena, carpe diem, di doman non c’è certezza. Solo che a furia di mangiare senza mai fare un po’ di fatica per cucinare qualcosa di nuovo alla fine il piatto resta vuoto e si muore di fame.
        E comunque il matrimonio era fonte di sostentamento e affermazione sociale per la borghesia, le classi benestanti e i ricchi. Le donne povere e delle classi medio basse, oltre a sposarsi e fare i figli, alla bisogna hanno SEMPRE lavorato (famiglia di mio padre, ricchi e nobili: tutte a casa con la governante. Famiglia di mia madre, piccolo borghesi, piuttosto modesti: segretarie, sarte, contadine, operaie, insegnanti). Quindi come vedi è cultura, non economia.

        • Lena scrive:

          Ma, infatti, io ho detto soprattutto, non esclusivamente nei ceti medio bassi. E comunque le ragioni culturali di cui parli non erano certo legate al desiderio di figli e famiglia. Diciamo che oggi per soddisfare certe ambizioni nom c’è bisogno di spoasarsi senza aver alcuna predisposizione alla vita di coppia e di fare figli che non si desiderano e non si ameranno mai.

        • Lena scrive:

          Essere felici per me vuol dire stare bene, non essere afflitti da fatiche e dolori. Se la vita deve essere tribolazione perché affannarsi per comservarla. Poi ci pensino quelli che amano la sofferenza e le privazioni a fare figli, se ritengono che la perpetuazione della specie futura valga più del benessere degli individui che in quel mento già esistono. Chi non condivide questo pensiero per fortuna oggi , diversamente che in passato, ha la libertà di non dare il proprio contributo.

      • giovanna scrive:

        Lena-Filomena, ti compatisco, devi aver avuto una famiglia, se l’hai avuta, veramente tremenda.
        In particolare, hai avuto un esempio di femminilità così scadente da farti vergognare di essere donna.
        Hai fatto bene a non fare figli, non ce l’avresti fatta a tirarli su uomini e donne felici.
        Coraggio, il bel giorno arriverà anche per te.

        • Filomena scrive:

          Sbagli già ad offendere in generale le persone ma diventi veramente irritante quando dimostri anche di non essere capace di indirizzare le tue critiche da maestrina saputella alle persone giuste. Io con la signora Lena non ho nulla a che fare e se fossi la stessa persona sta tranquilla che te lo direi.
          Per cui vedi di rivolgere le tue miserande opinioni a chi ti interpella e non a me che in questo caso non ti ho rivolto la mia attenzione. Fai veramente perdere la pazienza ad un santo.

          • Ale scrive:

            Probabilmente è andata a scuola solo di “buone maniere” e per cercar marito. Come si conviene ad una dama .

            • Filomena scrive:

              Sulle buone maniere di questa contessa ho qualche dubbio vista la sua maleducazione e la mancanza di rispetto con cui si rivolge agli altri, ma forse le hanno insegnato ad essere civile solo col marito e figli.

        • Lena scrive:

          Lena è il diminutivo di Elena, non capisco perché devo essere associata a Filomena, che ha tra l’altro un’impostazione culturale diversa dalla mia.
          Della tua compassione non ho bisogno, non li ho mai desiderati e sono felicissima di non avere figli.

          • giovanna scrive:

            Bè, care “signore”, l’impostazione “culturale” è proprio la stessa, come la tristezza infinita che fate e la disumanità e aridità che comunicate .
            Oltre che la totale e irrimediabile mancanza di ironia e autoironia.
            Dai, come si fa non farsi scappare un sorriso da questa ondata di Filom ene, El ene, L ene ?
            A me, qui, hanno dato, decine di volte, degli epiteti ingiuriosi che volevano colpirmi come donna, alla faccia delle femministe, femministe dei miei stivali, e non avete fatto un plissé, e poi tutta questa indignazione per una innocua, piccolissima, presa in giro !

            Filomena, addirittura, ha fatto comunella con uno strupr..atore reo confesso !

            Mi dispiace per voi, veramente, che poi vi attaccate a un concetto di educazione ipocrita e borghese e ottocentesco, sembrate delle badesse inflessibili o delle acide precettrici dell’ottocento !

            Non vi vedete quanto siete ridicole a leggervi di seguito ?
            Per che cosa , poi, per poter essere solo voi a criticare e offendere e irridere la vita umana e la femminilità e la famiglia !

            Come si fa a credere che i figli siano una disgrazia , un impedimento per la propria vita, una cosa da evitare in tutti i modi e se proprio capita un figlio, sarebbe meglio ucciderlo al più presto, girando la testa per non vederlo in faccia, per non vedere l’atrocità che si sta commettendo ?

            E’ ovvio che tutto questo derivi dal considerare uno scarto la propria stessa vita : chi è stato amato e ama, non direbbe mai cose simili.
            Chi ha un rapporto sereno con se stessa e si accetta, non si vergogna di essere donna.
            Si può recuperare tutto , però, anche una famiglia disastrosa, anche le esperienze dolorose, scoprendo, o meglio, riconoscendo un amore infinito, scoprendo, o meglio, riconoscendo che la vita è bella !

            L’altra faccia della medaglia è la povera Ale, anche per lei è un figlio è un oggetto, in questo caso da ottenere ad ogni costo, a spese di altre vite umane e della stessa identità del figlio, comprandolo o facendoselo regalare da un’altra donna, ma il concetto di prevaricazione è lo stesso, e anche il risultato in termini di incarognimento.

            Mi spiace per voi, lo ripeto, e lo dico sinceramente, non per ripicca come fate voi infantilmente, ma mettete una tristezza addosso !
            E le prime vostre vittime siete voi stesse.
            Ma comunque faccio il tifo per voi, che ci sia nella vostra vita un raggio di sole.
            Perché altrimenti ve ne stareste appollaiate in questo sito in cui non si parla che di famiglia, di figli, di amore gratuito, di educaizone di se stessi e dei figli, di apertura alla vita ?
            Qualcosa, anche se inconsciamente, cercate !
            Ciao a tutte e tre !

            • Filomena scrive:

              Giovanna
              L’ironia e l’autoironia vanno bene, ci mancherebbe è io ti ho risposto a tono quando mi hai detto che pensavi fossi l’infermiera agli onori della cronaca. Sul nome Filomena puoi fare quanta ironia vuoi perché è evidente che è di fantasia come del resto in molti fanno qui a Tempi. Se vuoi scherzare io ci sto sempre non ci sono problemi. Il fatto è che tu travalichi lo scherzo e spesso offendi,oltre tutto rifiutandosi quando uno ti risponde pan per focaccia. Semplicemente che scherzi o non scherzi tu non ammetti che altri pensino e si comportino diversamente da te pur non commettendo nulla di illecito. Siccome per te la femminilità è perfettamente sovrapponibile alla maternità non concepisco neppure che si possa essere femminili e non mamme senza essere tristi, anti umane, e tutta la serie di epiteti che riservi a chi è diverso da te. Inoltre siccome non concepisci che ci siano diverse donne che non vogliono essere mamme allora prendi una e decidi che a rispondere sia sempre la stessa. Stavolta però forse hai capito (spero) che siamo più di una è considerando che da queste parti siamo merce rara, questo significa che nel mondo reale siamo tante di “carampane” come ci definisci tu. Infine ti faccio presente che si tuoi auguri non ne abbiamo bisogno, almeno io perché viceversa sarei molto triste ad essere forzatamente una persona che non sono e che non voglio essere. Forse sei tu cara Giovanna che dovresti imparare ad accettare e rispettare le persone come sono non come secondo te sarebbe giusto e naturale dal tuo punto di vista.

              • Filomena scrive:

                Errore: irritandoti e non rifiutandosi. Altri piccoli errori come sempre sono dovuti alla tastiera che letteralmente trasforma le parole che digito. Mi scuso ma spero che sia comunque comprensibile.

            • Lena scrive:

              Si, qualcosa cerco, cioè di capire le assurdità della politica religiosamente guidata. Perché questo io lo considero alla stregua di un organo informativo di un partito politico (potenzialmente pericoloso per le libertà personali dei non allineati alla vostra filosofia).

              • Ale scrive:

                Già..ora hanno “Cristianada” e l’esercito messicano sul grande schermo ed i soldatini-sentinella in piazza. Poi chicca delle chicche ci sono già vescovi che minacciano un “grande scisma” guarda caso contro Bergoglio che ha condannato preti pedofili, ha detto portate a me i figli dei single per battezzarli ed ha detto chi sono io per giudicare i gay.. Anche a me questi mettono paura che dicono di essere aconfessionali e poi sono sponsorizzati da vescovi e Forza Nuova o Fratelli d’Italia. Ribadiscono il diritto di poter avere delle fobie quando è riconosciuto che è patologico averne.

                • Toni scrive:

                  Ma non eri cattolica?… cosi è stato scritto in un post e non ho visto una tua smentita. (Giusto per sapere con chi parlo quando di rivolgo a te nei post che farò).
                  Se è così ti piace un cattolicesimo free … nel senso con meno legacci. Praticamente che può andare a braccetto con tutto, correggendo e spuntando le cose disturbanti che vengono avanti dall”evoluzione di una società.
                  PS – Se sei cattolica …naturalmente adulta è ovvio che il tuo pensare è molto più disonorevole di quello che sostiene Filomena. Se invece no avete lo stesso peso.

                  • Ale scrive:

                    @Toni Ho anche detto di aver smesso di frequentare la Chiesa perché coerente con le mie scelte, diverse dagli incipit imposti dalla Chiesa su PMA. Ho fatto la PMA omologa, per voi sono un’assassina, bene ne prendo atto e non metto piede nella VS Chiesa. Non è detto che Dio abbia quella come unica casa. Di questa condanna verso chi fa la PMA, omologa perché fino a pochi mesi fa esisteva solo quella in Italia, ho parlato anche con ragazze che ho conosciuto al Centro PMA e quelle che hanno avuto figli li hanno fatti battezzare, continuando ad andare in Chiesa, come se nulla fosse. Le condanne ai Puri, mi rendo conto che piacciono, e per la prima volta capisco cosa provano i divorziati risposati “senza annullamento”. C’è chi segue le convenzioni della Chiesa e chi rimane coerente e dice ho fatto “quella scelta se ho sbagliato me lo dirà il Padre Eterno un giorno, se esiste” non quegli uomini o donne che non hanno vissuto “la mia scelta, anzi nostra” e non possono capire, che era l’unica opzione. Dico che alle volte, è facile fare un percorso di vita quando imbrocchi tutto dritto, altre volte è più difficile e le condanne di chi ha imbroccato tutto dritto allontanano .Ho parlato di omologa, Valentina..quindi evita la solita solfa.

                    • Ale scrive:

                      Non ai ma dai Puri

                    • Toni scrive:

                      @ Ale
                      Credo che non è la cosa più grave che tu hai fatto il PMA ( o aborti… o altre cose… )… credo che il peggior risiede di far diventare giusto ciò che è sbagliato. Non si giudicano le persone , ma il peccato, questo è il nostro credo. Io non ho espresso mai un giudizio sulle persone perchè comprendo che avvolte l’esistenza è un incubo che non ci permette di essere noi stessi. La differenza c’è ….ed è enorme. Ma detesto, ad esempio, il pensiero di Filomena, che non ha fatto mai un aborto, ma diventa qui una sacerdotessa di una azione abietta e lo chiama diritto, una conquista per una donna. Io non conosco femministe militanti (per questo mi tengo “cara” Filomena) , ma conosco donne che hanno incarnato le scelte del pensiero suo. Sono delle infelici … brutte anche quando ridono … se quello si può chiamare ridere. Non c’è cosmetica che le migliorano parchè sono portatrici sane di elementi mortiferi nonostante l’ostentazione di una sicurezza sfrontata.
                      Io un appunto mi permetto di fartelo. La consapevolezza. Seguo i tuoi post. Ti riporto un post che hai fatto l’8 luglio 2014 “Per forza di cose e’ un essere umano che si sta sviluppando, che inizia ad avere consapevolezza di se’, soffre e vedere lo smembramento di questo corpicini e’ orribile. Non direi mai il contrario. Tuttavia ritengo che i farmaci che agiscono prima che si sia formato il vero embrione..a parer mio non sono da condannare se una persona non può permettersi figli a gogo per ristrettezze di portafoglio.” Successivamente il 20 settembre 2014, rivolgendoti a me : “Io ho sempre detto che non posso negare ad un’altra donna di abortire, Smembrando Suo Figlio, e lo trovo orribile quanto te . Ma negando l’Aborto con il SSN pensi che una donna che lo vuole fare si fermerebbe?!” . Ritorno a dirlo … la consapevolezza. Tu non sei come Filomena, che nega l’esistenza dell’essere umano (un grumo, muco) che sfacciatamente suggerisce di guardare “dall’altro lato” durante l’ecografia. Tu capisci … e sai che un essere umano. Puoi razionalizzare, per trovare un giustificazione … ma resta il fatto che lo sai! Questo trovo più grave della stessa posizione di Filomena.
                      Io non conosco puri nella chiesa. San Cristofofo (se non sbaglio) reputava se stesso un involucro pieno di peccati e si chiedeva come a Gesù gli è “venuto in mente” di farsi carne nell’Eucarestia per tutti noi. Non esistono puri … e la Chiesa è un ospedale da campo. Chi si sente puro è il fariseo che giudica il pubblicano … si pregiudica, nella illusione della sua purezza, la possibilità di parlare con Dio. La nostra debolezza paradossalmente è la nostra forza.
                      Non troverai Dio da altre parti … puoi trovare l’illusione di una entità che ti giustifica, ma è questo che hai bisogno? Cristo ti ama sempre , anche quando ti sembra di no!

                    • Toni scrive:

                      Mi stanno moderando di brutto.

                    • Toni scrive:

                      “Tu capisci … e sai che è un essere umano. ” … voglio dirlo bene

                  • Ale scrive:

                    Infine se sei cattolico non dovresti tollerare discorsi “non voglio che mio figlio giochi con il figlio di un gay.”

                    • Toni scrive:

                      Lascia perdere mio figlio, io mi regolo secondo i casi (in ogni caso non vorrei che mio figlio frequentasse la casa di due amanti maschi o femmine … a casa mia è un altro discorso) . Se non senti come una violenza esprimere questa cosa : Sei cattolica?

                      PS.. altrimenti non lo dire….figurati.

                    • Toni scrive:

                      Ti ho risposto in questo modo perché mi era sfuggito il post sopra… scusami.

            • Ale scrive:

              Ironica …certo. Povera lo dai a tua madre, Giovanna e non a me. Inoltre sia Lena che Filomena non dicono niente contro le donne, semmai dicono che ognuna è ognuno deve poter scegliere ciò che è nelle proprie corde , senza rinunciare ad essere autonome e realizzate mediante un lavoro e per chi lo desidera anche con un figlio. Infatti non si battono contro le donne single o gay che sono anche madri. Invece qui ci sono donne, come te , che rivendicano il “diritto” di “non far giocare” i propri figli con i figli di quelli da voi definiti gay, di educarli in scuole paritarie evitando qualsiasi contatto con “i diversi” per voi e rivendicate pure il diritto di essere Fobici. Hai maltrattato anche l’educatissima Valentina, che la pensa come te circa l’eterologa …solo perché è un goccio più aperta di te ed ammette il matrimonio e le unioni civili per gay. Badessa sei tu , povera Giovanna, del tuo convento/castello di idee antiquate e di falso perbenismo.

            • Toni scrive:

              Bell’intervento. Tocca la sostanza dell’odio verso la vita che si può celare dietro formule zuccherose come responsabilità, scelte, dignità, diritti. Verità sbattuta in faccia….
              le repliche risentite e basta!

              Ale … sì Valentina è educatissima: “Vada come deve andare. Se una situazione non si può cambiare o tende verso una direzione, tanto vale mettersi il cuore in pace e accettarla per quello che è.” Ma questo suo post la definisce perfettamente … meglio meno educati.

  2. LaOltreInCao scrive:

    Vale per le leggi a tutela della famiglia quello che vale per l’art.18 (esiste a “garanzia” del 30% di lavoratori solo per il fatto che il 70% non é coperto).

  3. Cisco scrive:

    Il prof. Volpi analizza la situazione da sociologo e lancia un giusto allarme. Ma così come non è solo la crisi economica a creare il grave squilibrio demografico, così non si possono neanche ridurre le sue cause alla rigida burocratizzazione (eufemismo per dire “corruzione”). Infatti la causa della corruzione e’ di origine spirituale: occorre tornare ad avere fede, cioè ad avere una visione positiva del mondo e della storia che trascenda le difficoltà contingenti. L’uomo non può mai essere redento semplicemente dall’esterno, come ha scritto BXVI nella Spe Salvi.

  4. blues188 scrive:

    I figli li faranno i mussulmani, che la Chiesa importa caldeggiando l’immigrazione dei clandestini. Spiace constatare che alla fin fine è così. Infatti basta vedere che dove ci sono cardinali e vescovi, il pubblico è riempito di clandestini. Tv2000 ci propone anche le preghiere di gente nata chissà dove.

    • Cisco scrive:

      @Blues
      La chiesa non “importa” nessuno, casomai sopperisce alle disfunzioni di uno stato ormai ridotto al colabrodo da una classe dirigente inetta e corrotta.

  5. Valentina scrive:

    Vada come deve andare. Se una situazione non si può cambiare o tende verso una direzione, tanto vale mettersi il cuore in pace e accettarla per quello che è.

    • yoyo scrive:

      Suicidiamoci tutti come società. Ma ti ascolti?

      • Valentina scrive:

        Signor Yoyo, se lei si trova in una situazione più grande di lei e non può fare niente per cambiarla, che cosa fa? Si dispera, soffre inutilmente oppure accetta le cose come stanno perché, tanto, in entrambi i casi, lei non può fare niente? Io preferisco accettare serenamente ciò che non posso cambiare. Cosa potrei fare io, da sola, contro la denatalità del nostro Paese e l’avanzata dei musulmani? Niente. Non posso certamente ripopolare io da sola tutta l’Italia. La situazione è grave, me ne rendo perfettamente conto, ma è una situazione molto più grande di me. Non posso contrastarla, non posso cambiarla; allora, anziché disperarmi e soffrire inutilmente, la accetto per quella che è. Questo è tutt’altro che un suicidio, al contrario si tratta di vivere il più possibile serenamente.

        • yoyo scrive:

          Faccio il mio piccolo per invertire la rotta. Tante gocce fanno un oceano.

          • Valentina scrive:

            Questo è giustissimo,” tante gocce fanno un oceano”. Verissimo. Ma per cambiare certe situazioni le “gocce” dovrebbero essere davvero tante. E purtroppo ci sono situazioni che non si possono cambiare nemmeno con tutta la buona volontà del mondo. Pensi a una famiglia dove nasce un bambino gravemente ammalato oppure immagini una persona che, in seguito a un grave incidente, si ritrova su una sedia a rotelle. Situazioni gravissime, drammatiche. Cosa si può fare in questi casi? Disperarsi è inutile, non risolve nulla. A meno che uno non decida di compiere un tragico gesto, l’unica cosa che può fare è accettare le cose come stanno. Purtroppo in molti casi non basta la buona volontà di “tante gocce” per cambiare una situazione irrisolvibile.

  6. Galcian79 scrive:

    Le coppie gay non devono avere figli.
    Le donne ultracinquantenni single non devono avere figli.
    Poi però il problema è che in Italia nessuno vuole più fare figli. No, il vero VOSTRO problema è che la famiglia del mulino bianco sta scomparendo. Fatevene una ragione!

    • giuliano scrive:

      Galcian79 si è confuso, Ha detto che “le coppie gay non devono avere figli” al posto di “le copiie gay non possono avere figli”. Un’altra volta fai più attenzione

    • yoyo scrive:

      Citi esattamente i casi sintomo del nostro spaesamento morale. I figli li devono fare soloccloro che sono titolati, cioè coppie giovanicregolarmente sposati.

      • Valentina scrive:

        Sì, aspetti e speri! I figli li fa chi vuole, non “solo coloro che sono titolati” (?). E a quelli che, secondo lei, non sono “titolati” (immagino, per esempio, le giovani coppie regolarmente conviventi) si dovrebbe impedire di fare figli? E come si potrebbe impedirglielo? Sorvegliandoli? Tenendoli legati? Nessuno può entrare in questioni così private della vita altrui. E giustamente oggi la legge tutela anche i tanti bambini che nascono da coppie non “titolate”.

        • michele scrive:

          Ovvio che i bambini si prendano da dove arrivano. Ma non dirmi che una coppia gay possa produrli da sola!

  7. Ale scrive:

    Su questo pianeta la razza umana è ben rappresentata e comunque indipendentemente dalla natalità, la mortalità può aumentare in modo vertiginoso con una malattia infettiva altamente contagiosa e letale come l’EBOLA. Per cui questi calcoli ISTAT riaggiorniamoli all’anno prossimo, perché non è detto che questi numeri li ritroveremo l’anno prossimo.. se non trovano subito un vaccino efficace in breve tempo. Certamente se dimezzasse solo la popolazione anziana l’INPS gongolerebbe e non poco..meno le famiglie che riescono a sopravvivere grazie al prezioso aiuto dei nonni. Tuttavia vista la modalità di diffusione i bimbi con le loro manine sono un poco più a rischio…Se l’EBOLA arriverà nel periodo dell’influenza sarà peggio della peste nera. E la cosa grave è che ci abbiamo “dormito sopra” perché era limitata all’Africa e agli africani, che vediamo come gente senza diritti. È ora in tre mesi vogliono tirar fuori un vaccino che non hanno fatto in quarant’anni!! Pauraaaa..In Africa 3-4000 morti in pochi mesi, ed è gente che si muove meno di noi europei, ovvero ha meno contatti sociali rispetto a noi occidentali, quindi se si diffonde in Europa che dati darà l’ISTAT l’anno prossimo??

    • Menelik scrive:

      L’eventuale diffusione del virus Ebola in Europa procederebbe con modalità molto differenti rispetto ai valori africani.
      Se hai letto l’articolo sull’Ebola in Africa qua su Tempi di pochi giorni fa, capirai il senso di quanto ho affermato nella frase sopra.
      La diffusione dell’Ebola in Africa è fortemente potenziata dalla mancanza di igiene e dai pregiudizi.
      Hai letto come hanno linciato gli operatori che insegnavano l’uso del sapone per limitare le infezioni? In Sierra Leone, se ricordo bene.
      Hai letto di quel caso in cui si sono cosparsi dei fluidi cadaverici di un imam morto di Ebola perché ritenuto un santone?
      Ed ovviamente si son tutti infettati, e sono morti semplicemente tutti quelli che l’hanno fatto.
      Si tratta sempre di una malattia altamente infettiva e letale, ma tra qua e là c’è differenza come si reagisce all’infezione, qua si cercherebbe di limitare i focolai, là fanno di tutto di più per allargarli, inconsapevolmente.
      Sono i pregiudizi e le false credenze.
      E se vai lì a curare, magari ti linciano scambiandoti per untore come è successo a quelli del sapone.
      Io penso davvero che al di fuori delle missioni cristiane, lì ci dev’essere un gran marasma.

      • Ale scrive:

        Io ho letto bene, Menelik e non solo quello riportato da Tempi.it Non dimenticare che all’inizio ha gli stessi sintomi di una banale influenza e quando arrivano gli esantemi cutanei e le emorragie diffuse è tardi .. Quindi o ci si mette tutti in quarantena ai primi sintomi di febbre, dolori diffusi ecc.interrompendo il lavoro e pure i contatti con i familiari oppure sarà difficile da gestire. Purtroppo gli errori banali vengono fatti anche in occidente, vedi l’infermiera spagnola ed il modo in cui si è infettata, per via cutanea, lo stesso l’operatore delle forze dell’ordine che è andato a far firmare l’ordinanza di non lasciare il domicilio alla famiglia del paziente zero americano. Contatto cutaneo. Speriamo che il “sapone” risolva tutto !!! La vedo dura.

  8. lucillo scrive:

    non c’è più il futuro di una volta

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