Google+

Carlo Nordio, gran magistrato consapevole dei limiti della giustizia

febbraio 10, 2017 Maurizio Tortorella

Il procuratore reggente di Venezia va in pensione. Un saluto pieno di stima a un garantista convinto e perciò protagonista di inchieste formidabili

nordio-carlo

C’è una sottile ironia, del tutto involontaria, nell’annuncio dell’andata in pensione di Carlo Nordio, 70 anni compiuti il 6 febbraio e da tempo procuratore reggente di Venezia. E l’ironia si racchiude nella data. Perché mancava una manciata di giorni al 17 di questo mese, venticinquesimo anniversario di Mani pulite: la grande inchiesta cui proprio Nordio dette un contributo fondamentale, unico, e antitetico (per coerenza e integrità) rispetto a quello di tanti colleghi coinvolti nelle indagini sulla corruzione della Prima Repubblica.

Nordio, partendo dal Veneto, indagò e colpì con inchieste efficaci non soltanto i rappresentanti dei partiti di governo, ma anche un centinaio e passa di funzionari del Pci-Pds e di rappresentanti delle cooperative. Ottenne molte loro condanne. Fu, insomma, tra i pochi pubblici ministeri che negli anni tra 1992 e 1996 indagarono sull’intero spettro dei soggetti politici che incassavano tangenti e finanziamenti illeciti. È vero anche che Nordio si fermò di fronte al vertice del Pci-Pds: coerentemente con le sue idee di giustizia, e soprattutto con la legge, ammise che la formula «non poteva non sapere», che altrove era stata adottata nei confronti di Bettino Craxi e di altri segretari di partito, era un mostro giuridico. E quindi, non avendo trovato le prove per ottenere il rinvio a giudizio di Achille Occhetto o di Massimo D’Alema, chiese il loro proscioglimento.

Eppure Nordio aveva visto da vicino e studiato la perfetta macchina del Pci-Pds. Aveva potuto constatare anche la granitica fedeltà dei suoi funzionari. Perfino la loro disponibilità a mentire e a cancellare prove. Nelle richieste finali della sua indagine, Nordio scrisse di non aver potuto procedere nell’inchiesta sul patrimonio del Pds, dove erano finiti immobili per migliaia di miliardi di lire, a causa della scomparsa della documentazione.

Il 19 settembre 1993 il pm milanese Tiziana Parenti, che a sua volta indagava su Marco Fredda, responsabile del patrimonio immobiliare del partito, aveva fatto perquisire i suoi uffici alle Botteghe Oscure. Davanti a quintalate di carte, e su richiesta dei funzionari del Pds («se li portate via, non possiamo lavorare»), i carabinieri avevano rinunciato a trasferire quelle migliaia di fascicoli a Milano. Le carte, così, erano rimaste in alcune stanze del palazzo, sigillate dai militari.

Due giorni dopo Tiziana Parenti aveva spedito la Guardia di finanza a visionare i documenti, ma i sigilli erano stati violati e la documentazione era sparita. Nordio ricorda, sconsolato: «Gli agenti trovarono l’ufficio assolutamente vuoto». Erano rimaste solo le tracce degli scatoloni, trascinate sui pavimenti. Ecco, se mai leggerà questo articolo e queste parole, il procuratore ricorrerà forse a una delle sue frasi più tipiche, intimamente laiche e liberali: «Il concetto di giustizia si afferma solo nel calvario delle sue sconfitte».

Ma Nordio non è stato solo tangenti rosse. Ha condotto mille altre inchieste, da quelle sulla «colonna veneta» delle Brigate rosse fino a quella sugli appalti miliardari per le paratoie mobili, che dovrebbero proteggere Venezia dalle maree. Ha scritto bellissimi libri: nel 2010, assieme a Giuliano Pisapia, ha pubblicato In attesa di giustizia. Dialogo sulle riforme possibili, che spiega con chiarezza esemplare i disastri della nostra amministrazione giudiziaria.

Ha anche tentato di dare all’Italia nuove norme penali, più semplici e garantiste, come presidente della Commissione per la riforma del codice. La sua proposta è rimasta chiusa in qualche cassetto parlamentare. Del resto, si sa: «La giustizia si afferma solo nel calvario delle sue sconfitte».

Un saluto pieno di stima, dottor Nordio.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Arriva in gruppo tra gli ultimi, guarda tutti dritto negli occhi, mostra i muscoli e fa subito la voce grossa. E no, non è un bullo. Parliamo, piuttosto, della SUV Volkswagen T-Roc. Destinata a scendere in lizza nel segmento di mercato più frizzante, combattuto e attraente del momento, vale a dire quello delle sport utility […]

L'articolo Prova Volkswagen T-Roc proviene da RED Live.

In KTM hanno le idee chiare: il futuro della mobilità è elettrico. Ecco perché la nuova KTM Freeride E-XC, rinnovata da cima a fondo, è solamente un punto di partenza

L'articolo KTM Freeride E-XC, l’enduro green proviene da RED Live.

Prima erano una cosa sola. Ora sono divise. O meglio, in futuro avranno specializzazioni e target diversi. Volvo e Polestar, quest’ultima sino a ieri divisione ad alte prestazioni del brand svedese, si sono separate e vivranno di luce propria. Polestar, oltretutto, cambierà pelle, passando dall’elaborazione ufficiale dei modelli della Casa nordica alla realizzazione di vetture […]

L'articolo Polestar 1: il nuovo mondo proviene da RED Live.

Il progetto Émonda è nato per dimostrare che Trek era non solo in grado di costruire la bicicletta di serie più leggera al mondo, ma di renderla anche capace di offrire elevate performance. I confini della ricerca sembrano essere fatti perché li si possa superare e ciò che è successo con il MY 2018 lo dimostra: […]

L'articolo Nuova Trek Émonda 2018, la leggerezza non ha limiti proviene da RED Live.

La sfida che attende la nuova Seat Arona, al debutto tra le SUV compatte, ricorda quella di Kung Fu Panda contro le “Leggende Leggendarie”. Una outsider dalle dimensioni contenute, agile, scattante e con tante frecce al proprio arco che affronta senza alcun timore reverenziale i “mostri sacri” della categoria. Forte di una vitalità, sia estetica […]

L'articolo Prova Seat Arona proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download