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Il califfato sul web. Dai gattini alle foto “anti-razzismo”, dai nani col mitra alle foto del Colosseo

luglio 11, 2014 Francesco Amicone

L’Isil distribuisce attraverso internet anche gadget promozionali fra cui dvd e magliette. Ecco la campagna virale degli islamisti per promuovere il califfato e garantirsi nuove reclute

bilad-ash-shaamNeanche una settimana dopo aver dichiarato ufficialmente la nascita del califfato, il progetto espansionistico degli jihadisti è cresciuto a vista d’occhio.
Dopo la parziale conquista del nord Iraq di giugno e l’auto-proclamazione a Califfo di Abu Bakri Al Baghdadi, i miliziani di Isil e dello Stato Islamico, hanno spiegato che l’obiettivo del prossimo quinquennio è una espansione che prevede la conquista, fra l’altro, di Grecia, Austria e Spagna. Il sogno nel cassetto dei seguaci del califfo Ibrhaim, è però il califfato universale, nessun continente escluso.

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CALIFFATO GLOBALE. Se tutto i paesi a maggioranza musulmana si unissero in unico stato islamico, cosa accadrebbe? Lo spiega un’illustrazione grafica della propaganda jihadista sul web (foto sotto). Il califfato «sarebbe la nazione più grande sulla terra, nonché la più popolosa». «Possiederebbe il 64 per cento delle risorse petrolifere mondiali», «avrebbe il monopolio assoluto sul mercato del petrolio e potrebbe usarlo come potente strumento politico». Inoltre lo Stato islamico «sarebbe dotato di un arsenale nucleare di 110 armi atomiche pronte all’uso in caso di guerra».

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GATTI VIRALI. Per raggiungere un obiettivo così ambizioso, all’Isil non basta l’attuale esercito di 10 mila jihadisti. Lo Stato islamico ha bisogno di nuove leve e per questo si promuove sui social network. Oltre alla propaganda web, anche la campagna di reclutamento, secondo gli esperti, avviene attraverso internet. Gli jihadisti usano immagini accattivanti per pubblicizzarsi, affidandosi anche a un’arma di propaganda diffusissima in occidente: gli irresistibili “gatti virali“.

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LA RIVISTA. Non solo internet: i militanti islamisti, per conquistare l’approvazione dei musulmani, hanno deciso di sbarcare anche nell’editoria, lanciando la rivista ufficiale dello Stato Islamico: Dabiq. Il titolo di copertina del primo numero sarà “Il ritorno del califfato”.

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DVD.
Per dimostrare ai musulmani che sono obbligati a sposare i propri obiettivi espansionistici, l’Isil ha prodotto degli speciali dvd, dal titolo: “Prove e citazioni del Corano sul perché sia necessario stabilire il califfato”.

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NO AL RAZZISMO. Nello Stato Islamico non c’è il razzismo, sostiene la propaganda jihadista. Ecco cosa twitta l’agenzia stampa affiliata al califfato “al-baraka news”: «Ho pianto perché sono felice che Isis abbia distrutto il nazionalismo, il tribalismo e la discriminazione in base al colore della pelle». La foto sotto, postata dai propagandisti di Isil, ne sarebbe una dimostrazione.

benetton

VIVA LA DIVERSITÀ. Gli jihadisti non discriminano le persone, nemmeno in base all’altezza. A differenza degli eserciti occidentali, per arruolarsi nelle fila islamiste non serve avere una statura nella media: «Non importa come appaiono, sono sempre i miei fratelli in Isis», ricordano i fan del califfato su “al Baraka news”, postando la seguente foto.

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“LA TERRA DEI VIVENTI”. Gli jihadisti fanno quattrini anche con il merchandising. Nonostante la guerra civile imperante da tre anni in Siria e la nuova guerra inaugurata in Iraq, nelle t-shirt in vendita sugli account Facebook degli affiliati, il califfato si definisce: “la terra dei viventi”.

maglietta
FAI UN TOUR.
 Per coloro che volessero fare esperienza delle attività artigianali nella terra del califfo, i militanti di Isil organizzano «tour nelle fabbriche di armi dello Stato Islamico a Homs».

tour

ORTODOSSIA. Per dimostrarsi ortodossi custodi della legge islamica agli occhi degli musulmani, i membri dello Stato Islamico spiegano che Isil non si limita a distruggere le ideologie e il razzismo, ma anche ogni religione ed eresia non compatibile con la sharia. Vengono quindi distrutte le moschee sciite e le tombe di persone considerate eretiche. Le chiese cristiane sono saccheggiate e trasformate in sedi del califfato. Ai non musulmani che non vogliono convertirsi viene imposta una sola alternativa: morte o pagamento del tributo umiliante.

chiesa

IL FUMO UCCIDE. Secondo l’interpretazione coranica dell’Isil anche le sigarette, non solo gli alcolici, sono proibite. Ciò li differenzia da altre brigate islamiche che a loro dire non sarebbero abbastanza ortodosse. Le leggi anti-sigarette applicate dai membri dell’Isil sono molto severe: a chi viene colto in flagrante con una bionda fra le dita verranno amputate le mani. Sotto un falò di sigarette a Homs.

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ALCOLICI VIETATI. Secondo la legge islamica bere l’alcol è proibito, perciò anche nel califfato.

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GIOCARE CON UN LANCIAMISSILI. I miliziani del califfato promuovono orgogliosamente la campagna anti-fumo e anti-alcol, in nome della sharia, ma anche della salute. Nessun divieto di imbracciare un lancia missili. I bambini sono felici.

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SALUTI DA ROMA. L’Isis ha lanciato una campagna di supporto globale, per ottenere le “bayah” (giuramento di fedeltà) al califfo. Le adesioni sono numerosissime. Le immagini vengono postate sui social network da tutto il mondo. Persino dalla piazza del Colosseo.

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6 Commenti

  1. Paolo scrive:

    Mi vien da pensare a tutti quelli che dicono/pensano che la chiesa/Dio non sono progressisti……
    certo che noi occidentali (ex-Cristiani?) siamo proprio degli ignoranti…..
    verrà un giorno in cui rimpiangeremo di non aver conosciuto e quindi amato le nostre RADICI, il sangue del nostro sangue…….

  2. Maria scrive:

    Questi con le “buone” portano avanti ciò che sarebbe il dettato del Corano.
    Noi Cristiani, noi cattolici che facciamo? Non sappiamo educare neanche i nostri giovani al senso del BENE e dell’ AMORE di CRISTO.
    Ho letto che molti partono per andare ad aiutarli.
    Certo hanno bisogno di aiuto nelle loro rivendicazioni di sharia.
    Nelle nostre scuole c’è l’ora di alternativa alla Religione Cattolica. Spesso i genitori possono scegliere come i loro figli la debbano impiegare. Possono scegliere che siano solo sorvegliati da una insegnante.
    Ve lo immaginate le nostre maestre indottrinare a forza qualcuno? A volte non pregano e non vanno a Messa neppure loro. Quante discussioni crocifisso sì, crocifisso no! Se andiamo da loro vedremo quanta libertà di scelta!
    Quanto stiamo attenti a non urtare i sentimenti di nessuno! Questi ci “urteranno” con fucili e pistolettate.
    Tutti garantisti nelle nostre società occidentali. Società aperte e illuminate. Questi si preparano ad illuminarci in un bel rogo.
    Gli vendiamo le armi (continuiamo a costruirne: sono ancora poche).
    Gli offriamo la possibilità di esercitare il loro Credo, anche da noi (credo che il credo di molti di loro non sia altro che un credo sanguinario).
    Alcune nostre donne se li sposano e poi deve correre lo Stato a salvare loro e i loro figli.
    Ho visto che tanti uomini si stanno facendo crescere una bella barba folta. Quando arriveranno si integreranno meglio…
    Intanto passiamo il nostro tempo in chiacchiere, vizi, spregevoli crimini e chissà che altro. Ce la potrebbero fare davvero! Viviamo in una società ad alto rischio di implosione, divisa in sé, debole, corrotta, pervertita, dipendente da tanti vizi, senza speranza e senza chi la alimenti la speranza. Cominciamo a rialzare la testa. Forse non è troppo tardi!

  3. alex scrive:

    Mamma ragazzi, questi assassini sono fottutamente cazzuti. Si potrebbe sorridere, ma c’e’ una regia attenta e dannatamente intelligente se questi, dichiarandosi veri seguaci di Allah, lo fanno persino strizzando l’occhio al nostro perbenismo occidentale (vedi nani e “antidiscriminazione”). Bisogna fermarli! Peccato pero’ che in questo momento l’America sia guidata da un personaggio inetto ma mefistofelico

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