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Mostra – L’invenzione delle donne nel verde vibrante delle opere di Renoir

novembre 4, 2013 Mariapia Bruno

Se è proprio Proust, con la sua ben nota lungimiranza arguta – la stessa che lo ha spinto ad elevare, in tempi non sospetti, Vermeer all’Olimpo dei pittori -, a dirci con la sintetica espressione  <<Des femmes passent dans la rue, […] ce sont des Renoir>> (letteralmente <<Le donne che vediamo per strada, (…) sono di Renoir>>) che Renoir (1841-1919) abbia inventato le donne dell’Ottocento, non possiamo far altro che credergli. In effetti quelle pose composte, quei capelli legati morbidamente da nastri, quegli occhi che rifuggono lo sguardo invadente dell’osservatore, raccontano molto del modo in cui le donne, soprattutto quelle più mondane, vivevano la femminilità dell’epoca. Ma la narrazione pittorica della bellezza non riguarda esclusivamente le signore prescelte e ritratte nei loro piacevoli passatempi.

La lunga carriera dell’artista si condensa con vedute en plain air, ritratti bohémien, in linea, ovviamente con le tendenze impressioniste del tempo. L’acqua, il verde, i giardini, hanno molto attratto l’interesse del pittore e ne hanno stimolato una riflessione sul contrasto tra la dominata natura dell’uomo e l’indomabile forza e irregolarità della natura. E se, da un canto, Renoir stesso affermava di apprezzare i dipinti <<che mi fanno venir voglia di passeggiarci dentro>>, dall’altro, anche noi amiamo ancora immergerci tra i frutti nati dall’animo positivo di questo protagonista della storia dell’arte che ci ha regalato un immortale e singolare ritratto di un tempo, visto con gli occhi un uomo che ha deciso di mettere in assoluto risalto un positivo amore per la vita, evitando, per quanto possibile, di narrarne le imprescindibili vicende amare. La maggior parte delle opere dell’artista le possiedono il Musée d’Orsay e dell’Orangerie di Parigi, che hanno accettato di privarsi di una sessantina delle stesse per i prossimi quattro mesi, prestandole alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea (GAM) di Torino, che, fino al 24 febbraio 2014, le offre al pubblico all’interno della retrospettiva Renoir.

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