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Bufale Ogm. Perché mai uno scienziato dovrebbe inventare la fragola che uccide gli allergici ai frutti di mare?

gennaio 19, 2014 Angela Cossu

Quando si parla di scienza, rigore ed oggettività sono attributi imprescindibili. Se però un argomento scientifico finisce sulle pagine di un quotidiano, queste prerogative vengono meno. Così nascono i cosiddetti “organismi giornalisticamente modificati”: sulla stampa di casa nostra troppe volte abbondano titoli urlati, nomi coloriti e un pesante trucco che nasconde la realtà. Gli Ogm sono il caso lampante di quanto possano essere disastrosi gli effetti di una comunicazione sbagliata e di inutili psicosi: nell’immaginario comune sono ormai una temibile piaga ambientale e una minaccia alla sicurezza alimentare. Non si dà mai spazio agli effettivi vantaggi che questi prodotti portano per chi li produce e chi li consuma.

Eloquente è, ad esempio, il caso del “Franken-fish”, pochi mesi fa proposto anche dai nostri giornali: il nome, tutt’altro che promettente e dai tratti horror, è l’etichetta con cui in America è stato servito al pubblico un salmone geneticamente modificato, o meglio, migliorato. Al salmone dell’Atlantico è stato aggiunto un gene del salmone reale, che gli permette di crescere più in fretta. Per il resto, il pesce è perfettamente identico. Questo ha permesso di risparmiare tempo e denaro nell’impossibile tentativo di far accoppiare due specie diverse. La Food and Drugs Administration ha dato l’ok alla sua commercializzazione, ma c’è chi protesta e invita a boicottare il prodotto.

La paura del nuovo
La fragola-pesce, le allergie da Ogm, la sterilità dei semi, il mais cancerogeno. Tante volte quando si parla di cibi geneticamente modificati nascono storie che sono delle vere bufale, che aggrappandosi all’ignoranza e alla paura del nuovo, dell’ignoto, generano vere e proprie fobie tra le persone. Come quella della presunta “casta multinazionale sementiera” che ci vuole rendere dipendenti da questi semi perfezionati.

Chi distrugge i campi di mais Gm lo fa perché teme la contaminazione e il disastro ambientale, tutti pericoli annunciati con titoloni da molti giornali (rischio che non esiste, ma che nessuna testata ha mai smentito). La fobia riesce ad arrivare fino al Parlamento europeo dove chi, come Oreste Rossi, porta avanti campagne contro «gli Ogm che causano la celiachia», nonostante in Europa non esistano (né si importino) grani geneticamente modificati, e la celiachia derivi da fattori genetici dell’individuo.

Una delle balle più curiose è la fragola-pesce. Il frutto sarebbe nato in laboratorio, pensato per produrre glicole etilenico (un antigelo) che lo conserverebbe dal freddo. Si troverebbe in commercio, saprebbe di merluzzo e per qualcuno avrebbe pure ucciso individui allergici ai frutti di mare. Notizie che lasciano più che perplessi chi conosce gli Ogm. È strano che, trasportando un gene (ovvero un pezzo di Dna), venga prodotto qualcosa di diverso da una proteina. Che poi, oltre al composto antigelo, uno scienziato pazzo abbia scelto di inserire degli aromi di pesce è a dir poco singolare. Che, infine, abbiano sadicamente introdotto degli allergeni, passati poi inosservati dai rigidissimi controlli richiesti agli Ogm, è a dir poco impossibile.

Chi non lo sa, invece, inevitabilmente si fida di quotidiani e tv. E non può che rimanere spaventato, guardando con schifo e terrore ogni frutto troppo perfetto.

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