Google+

Aleppo nuova Sarajevo. «I ribelli ci bombardano ogni giorno. L’Occidente non sia complice: dica la verità sulla guerra»

giugno 25, 2015 Leone Grotti

Intervista a Nabil Antaki, direttore di uno degli ultimi due ospedali della città: «Non basta preoccuparsi per il ritorno dei jihadisti in Europa. Bisogna combatterli qui»

«Aleppo è già diventata la nuova Sarajevo del XXI secolo». L’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha scelto la capitale della Bosnia distrutta dalla guerra dal 1992 al 1995 per descrivere la terribile situazione di Aleppo. Dall’estate del 2012 la seconda città più importante della Siria è divisa in due: Aleppo ovest è in mano al governo, Aleppo est ai ribelli e jihadisti di Al Qaeda. Da allora la guerra infuria ogni giorno e gli abitanti rimasti sono sempre più stremati. Il 15 giugno scorso, dall’alba fino a notte inoltrata, sono caduti almeno 300 tra razzi e bombe in modo indiscriminato su Aleppo ovest, dove vivono ancora circa 25 mila cristiani. Nel numero di Tempi in edicola da oggi, giovedì 25 giugno, è presente un ampio servizio sulla “Sarajevo del XXI secolo”, con testimonianze dalla città martoriata. Di seguito, riportiamo l’intervista integrale a Nabil Antaki, direttore di uno degli ultimi due ospedali presenti ad Aleppo e membro laico della congregazione dei Maristi blu.

aleppo-nuova-sarajevo-tempi-copertinaChe cos’è successo il 15 giugno?
Da quasi tre anni, ogni giorno, i gruppi ribelli armati bombardano Aleppo. Il 15 giugno ci sono stati bombardamenti più intensi in tutti i quartieri e contemporaneamente su tutti i fronti, accompagnati dal tentativo di conquistare certi quartieri. Le stime parlano di almeno 35 morti e 150 feriti.

Qual è la situazione ora?
È tornata quella di sempre, cioè scambi di colpi di mortaio e bombe da una parte all’altra. La vita di Aleppo ora non è peggiore di quanto fosse prima. La settimana scorsa, secondo alcune voci, i ribelli stavano per invadere Aleppo ovest, si è diffuso il panico tra la gente ma era un falso allarme.

Perché condurre un attacco così pesante?
Per invadere Aleppo? Per uccidere la sua gente? Non si sa, quello che so e che sa anche tutto il mondo è che dall’inizio dei bombardamenti, i ribelli non hanno mai colpito le basi militari di Aleppo, ma sempre i quartieri civili.

Quanti abitanti sono rimasti ad Aleppo?
Ad Aleppo ovest, sotto il controllo del governo, vivono circa due milioni di persone; ad Aleppo est, sotto il controllo del gruppo jihadista di Al-Nusra, circa 300 mila. Noi abbiamo paura che i terroristi finiscano per prendere la città.

Nella zona controllata dai ribelli ci sono tutte le centrali civili. Vi tagliano ancora acqua ed elettricità?
Sì. Abbiamo l’acqua solo un giorno su cinque o su dieci. L’elettricità arriva due ore ogni ventiquattro e adesso il clima è torrido, la temperatura sfiora i 36-38 gradi. Il cibo c’è ma è tutto carissimo.

Cosa può fare la Chiesa per aiutare i cristiani di Aleppo?
La Chiesa deve denunciare la politica dei governi occidentali e dire la verità sulle reali cause della guerra in Siria. Gli aiuti umanitari della Chiesa sono sicuramente utili ma questa per noi non è la cosa più importante ora. Papa Francesco dovrebbe usare il suo prestigio, la sua autorità morale e la sua popolarità perché i diversi attori regionali e mondiali fermino questa guerra. Così, da una parte si salverebbe la Siria e dall’altra si impedirebbe a quel che resta dei cristiani di fuggire dal paese.

L’inviato speciale dell’Onu, Staffan De Mistura, è tornato a Damasco per trovare una soluzione pacifica al conflitto. Che cosa ne pensa del suo piano per Aleppo?
Il piano De Mistura era buono quando è stato lanciato, un anno fa. Aleppo era circondata, sottoposta a un blocco totale e da 70 giorni non ricevevamo più né acqua né elettricità. Ad oggi, un piano che prevede corridoi umanitari, il ritiro di tutte le armi pesanti dalla zona e l’imposizione di una no-fly zone fa più male che bene. Permetterebbe infatti ai jihadisti di conquistare Aleppo con l’aiuto della Turchia, senza che l’esercito siriano possa intervenire.

Parlando dal Libano, il cardinale Scola ha dichiarato: «L’occidentale medio non è in grado di pensare una guerra di religione, anche per la sua storia passata, e ragiona unicamente secondo gli assoluti di democrazia e tirannide, senza percepire la necessità di cooperare con tutte quelle forze che si oppongono, per le più varie ragioni, al genocidio fisico e culturale perpetrato da Isis e dagli Stati che, direttamente o indirettamente, la sostengono nel criminale progetto di un Medio Oriente mono-colore». Che cosa ne pensa?
Penso che l’opinione pubblica occidentale sia indifferente alla nostra sorte, al contrario dei governi occidentali, che hanno causato questo dramma. Come per tutte le prove e le difficoltà, chi sa e non denuncia è come minimo un codardo, se non un complice. Bisogna che i giornalisti dicano chiaramente all’opinione pubblica che questi gruppi di terroristi e barbari che sono in Siria sono stati creati, finanziati e addestrati dagli alleati regionali dei vostri paesi. Non basta che i vostri ministri affermino in televisione che sono preoccupati dal ritorno di questi jihadisti in Europa. È necessario che non siano complici dei crimini perpetrati dai jihadisti a casa nostra e che li combattano, collaborando con il governo siriano, che è il primo impegnato in questa lotta.

Quali sono le cause principali della tragedia di Aleppo?
Non esiste una tragedia di Aleppo al di fuori della tragedia della Siria. È da una dozzina d’anni che certi gruppi pensano che l’interesse dei loro paesi sia un Medio Oriente diverso e caotico, dove gli attuali governi siano sostituiti dai Fratelli Musulmani. Per questo è stato coniato il concetto di “Caos costruttivo”, poi quello di “Nuovo Medio Oriente” e più recentemente quello di “Primavera araba”. Sono tre nomi molto belli per nascondere una politica che ha come scopo quello di seminare il caos e distruggere la Siria.

Foto Ansa


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

12 Commenti

  1. Leo scrive:

    “La Chiesa deve denunciare la politica dei governi occidentali e dire la verità sulle reali cause della guerra in Siria”
    ” Bisogna che i giornalisti dicano chiaramente all’opinione pubblica che questi gruppi di terroristi e barbari che sono in Siria sono stati creati, finanziati e addestrati dagli alleati regionali dei vostri paesi. Non basta che i vostri ministri affermino in televisione che sono preoccupati dal ritorno di questi jihadisti in Europa. È necessario che non siano complici dei crimini perpetrati dai jihadisti a casa nostra e che li combattano, collaborando con il governo siriano, che è il primo impegnato in questa lotta.”

    I media tacciono su chi sta veramente difendendo la popolazione (l’asse sciita e i loro alleati cristiani come il generale Michel Aoun) e su chi di questa situazione ne è veramenre responsabile (Occidente, Israele, Paesi del Golfo).

    Richard Labévière, redattore capo di prochetmoyen-orient.ch, che è andato sul terreno ossia sulla linea del fronte dove vi sono i valorosi combattenti Hezbollah che difendono la frontiera libanese riferiva quello che diceva Ali Mokdad, il deputato di Baalbeck-Hermel, “gli abitanti della regione di Qaa e Ras Baalbeck sono ormai rassicurati sulle capacità difensive della Resistenza. Dopo questi contrattacchi, sono certi che Hezbollah è perfettamente in grado di respingere l’infiltrazione dei terroristi sul territorio libanese. La maggior parte degli abitanti di Ersal sa che queste vittorie sono vittorie della popolazione libanese nell suo insieme, non solo della regione della Bekaa”.

    “In coordinamento con Hezbollah, l’Armata Libanese ha rafforzato il suo spiegamento attorno a Ersal. Elicotteri sono stati impegnati contro i jihadisti nello jurd di Ras Baalbeck e molte unità delle forze speciali libanesi hanno preso pisizione nel Qaa. Padre Elian Nasrallah ha confermato i risultati di questo coordinamento

    • Franco scrive:

      Secondo lei gli hezbollah sono forti abbastanza da riuscire a prevalere sull’isis o dobbiamo aspettarci pure la mattanza dei cristiani del libano?

      • Leo scrive:

        Non li sottovaluti. Nel 2006 sono riusciti a fronteggiare l’esercito sionista, tecnologicamente uno dei più potenti del mondo.

  2. Luca P. scrive:

    Aleppo, oltre 2 milioni di abitanti.
    Due milioni di civili sotto le bombe di un NON-STATO.
    E’ come pensare che domani Milano venisse bombardata, sottratta di acqua e luce … e nessuno di noi pensa di fare nulla.
    Ripenso all’intervento degli Americani nella 2° guerra mondiale, gli yankee li puoi odiare o amare … ma bisogna riconoscere che 60 anni fa hanno mandato migliaia di loro figli a morire per salvarci. E gli USA all’epoca uscivano da una crisi economica mica da ridere !
    Oggi non siamo capaci di fare altrettanto … ci mancano le palle. E’ la crisi del pensiero occidentale … che si sveglierà (forse) solo quando la guerra ce l’avrà in casa.

  3. Raider scrive:

    Se le cose stessero così, inutile chiedere aiuto all’Occidente – come fanno vescovi e laici e islamici più o meno “moderati, ritenendo che sostenere gli oppositori jihadisti di Assad fosse fin dall’inizio un obiettivo strategico del perfido Occidente per eliminare i cristiani e ogni minaccia a Israele -, molto meglio combatterlo, l’Occidente, come sostiene il multinick complottista filo-islamico. Se la salvezza dell’Occidente, con l’Ue che accoglie, ormai, venti milioni di islamici, dipende, per es., dagli Hezbollah finanziati dall’Iran,
    – le cui mire egemoniche sull’area sono note;
    – che ha conteso a Assad il “protettorato” sul Libano;
    – che mira a dotarsi di armi nucleari sotto la finzione del nucleare civile, tanto che nella nuova bozza d’accordo che Obama ha fretta di firmare l’Iran si impegna a non dotarsi di atomiche pe dieci anni,
    – che, in tal modo, spinge i sauditi a fare altrettanto chiedendo l’assistenza tecnica dei Russi pe metter su un proprio arsenale atomico;
    – se la garanzia di pace è assicurata da mallevadori come Hezbollah, fondamentalisti armati dall’Iran aggirando i controlli dei peace-keeping dell’O.N.U. e la cui condotta di guerra contro Israele è ritenuta ai filo-islamici un esempio probante della tenuta militare, politica e morale contro l’isis:
    allora, l’Occidente è a posto, le sue prospettive non potrebbero essere migliori, l’islamizzazione non potrà che fare bene all’Europa. E si capisce che i filo-islamici anti-occidentali – a parte il resto – gongolino. Sconfiggere l’Isis, scoraggiare e contrastare l’immigrazione, quella islamica in primis, impedire la dhimmizzazione dell’Ue, agevolat, invece, dai vertici eurocratici – i centri decisionali del perfido Occidente pro-Isis che impongono l’immigrazione ai popoli europei -, sarebbe un’altra possibilità. Ma questa non piace né agli eurocrati, né ai finanziatori dell’Isis né ai loro presunti nemici, Hezbollah o filo-islamici che siano: tutti d’accordo nel prospettare ai popoli dell’Europa la fine della loro identità.

  4. Filippo81 scrive:

    Inutile aspettarsi aiuti contro il terrorismo islamista da parte dei governi occidentali fantocci del potere finanziario, bisogna pensare a come noi,popolazione Europea, possiamo aiutare gli oppressi del Medio Oriente.

  5. Focauld scrive:

    I cristiani libanesi dei villaggi e Hezbollah stanno combattendo a fianco a fianco, per la stessa causa. E questa è una vera guerra durissima, dove le capacità dei combattenti dei due schieramenti si affinano e si fanno più dure. Anche l’armata siriana si batte senza risparmio contro le bestie mandate da Usraele e Saudiarabia.

    • Raider scrive:

      Il pataccaro in seconda battuta rilancia le bufale a titolo gratuito o un tanto al grammo: dove sono questi combattimenti dei libanesi? Quando sarebbero arrivati in Libano o ai confini del Libano i jihadisti dell’Isis da cui i jihadistI Hezbollah li tengono lontani? Voremmo proprio vederli, quelli dell’Isis, a un passo e a un tiro di mortaio da Israle, starsene buoni buoni: quando, del resto, sanno che aprire un altro fronte, in Libano o Israele o Giordania, per il momento, almeno, non se lo possono permettere. Così, i filo-islamici che taroccano ogni notizia come in un suk della cronaca farlocca, possono permettersi di dire e scrivere qualunque boiata – perfino l’Arabai Saudita gli sta bene, quando fa ribassare i prezzi del petrolio contro lo shale gas, condanna l’Isis con fatwa del Gran Muftì, quando premia e promuove le teorie complottiste sull’11 settembre, quando fa la “doppia vittima” per la strage di Charlie Hebdo.
      I jihadisti dell’Isis e questi paranoici mistificatori sono la stessa, stessima cosa: strumenti dell”‘Islam che ha proclamato il jihad all’Occidente e alla “triade diabolica” dalla Striscia di Gaza all’Ue.
      NO ALL’ISLAM!

  6. Menelik scrive:

    In Italia abbiamo in Parlamento chi sostiene l’isis, più o meno direttamente.
    Sono alcuni parlamentari che fanno capo a Di Battista, del Movimento 5 stelle.
    Poi abbiamo chi li sostiene indirettamente, anche se a chiacchiere può dichiararsi contrario, e sono molti atei militanti, che vedono nell’isis l’occasione di sbarazzarsi una volta per tute della presenza cristiana nell’Oriente, dunque ridurre il numero dei Cristiani nel mondo, e questo non può che fargli piacere.
    Se avevo dei dubbi su alcuni gruppi di persone gli anni scorsi, nel corso dell’ultimo anno li ho fugati definitivamente.

    • Giulio scrive:

      L’odio giacobino regna nella nostra società, alimentato dall’establishment laico padrone indiscusso dei mezzi di comunicazione nazionali. Tempo fa dovetti scappar via da un sito ateo, di cui non faccio il nome per evitare di fargli pubblicità, perchè alcuni di loro scherzavano su una famiglia pakistana di fede cristiana bruciata viva dai fondamentalisti. Non bisogna credere che questi laici che parlano di diritti siano sensibili per davvero. La decristianizzazione dell’occidente si fonda sul cinismo di un’epoca che pare simile a quella descritta da San Paolo nella seconda lettera a Timoteo. “Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi (……) con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegata la forza interiore…”

    • Filippo81 scrive:

      Sono d’accordo con te, Menelik .

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

“All for freedom, freedom for all”. È il nuovo motto di Harley-Davidson che intende sedurre anche chi non è (ancora) un motociclista

L'articolo Harley-Davidson, nuovo slogan proviene da RED Live.

Nel bel mezzo di Agosto, la Casa di Iwata lancia un criptico video teaser che anticipa quanto verrà svelato il 6 settembre alle 17:00: la Yamaha T7

L'articolo Yamaha T7, il video teaser proviene da RED Live.

Si chiama Nolan N90-2 ed è l’apribile entry level di Nolan. Adatto sia all’utilizzo in città sia per un lungo viaggio, costa 269,99 euro

L'articolo Nolan N90-2, apribile entry level proviene da RED Live.

I fiori mai sbocciati dell’automobilismo mondiale No, loro non ce l’hanno fatta. Non sono riuscite ad arrivare in produzione, perse nei meandri delle logiche commerciali, del marketing, degli eventi globali o, semplicemente, dell’indecisione dei costruttori. Sono quelle centinaia di concept car – o prototipi che dir si voglia – realizzati in piccolissimi numeri, quando non […]

L'articolo Le auto che non sono mai nate proviene da RED Live.

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana