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«Aleppo ha sete, Aleppo muore». Tredici giorni dopo l’appello dei frati maristi, torna l’acqua nella città siriana

maggio 15, 2014 Leone Grotti

I jihadisti hanno tolto per 13 giorni l’acqua a due milioni di persone nel tentativo di lasciare a bocca asciutta la parte della città governata dall’esercito di Assad

«Siamo da 10 giorni senza una goccia d’acqua! Non potete rimanere in silenzio senza diventare loro complici! AIUTATECI a far conoscere quello che sta soffrendo oggi la città di Aleppo! ALEPPO HA SETE! ALEPPO MUORE!». Questo l’appello lanciato pochi giorni fa da fratel Georges Sabe, marista blu che vive nella seconda città più importante della Siria.

TREDICI GIORNI. Oltre due milioni di persone – «neonati, bambini, giovani, adulti, anziani» – sono rimaste per tredici giorni consecutivi senz’acqua. Aleppo, la «nuova Berlino», è divisa in due: la parte est della città è in mano ai terroristi di Jabhat Al Nusra, affiliati ad Al Qaeda, ed è ormai un califfato islamico, la parte ovest è controllata dal governo.
Per ridurre in ginocchio la parte governativa, gli islamisti hanno chiuso le condotte della stazione di pompaggio d’acqua nel quartiere periferico di Suleiman Al Halabi, che garantisce il rifornimento idrico dal fiume Eufrate. Il loro obiettivo era quello di far morire di sete la parte occidentale e invece hanno tolto l’acqua anche ad Aleppo est.

«CRIMINE CONTRO L’UMANITÀ». I frati maristi, che hanno denunciato questo «crimine contro l’umanità» e lanciato un drammatico appello anche a papa Francesco, hanno raccontato la progressiva mancanza di igiene nella città, con la gente costretta a non lavarsi o a farlo nelle pozzanghere. Chiese e moschee si sono mosse insieme per garantire l’acqua almeno ai bambini ma i rifornimenti sono scarseggiati subito, con il rischio che si diffondessero malattie a causa del contatto con acqua inquinata.

TORNA L’ACQUA. I ribelli, nonostante due milioni di persone fossero senza una goccia d’acqua, non hanno fatto entrare i tecnici nella centrale di pompaggio per 13 giorni. Solo ieri i maristi blu hanno diffuso questo comunicato su internet: «Grazie. L’acqua è tornata a colare giù dai rubinetti di Aleppo. Questo è sicuramente, in parte, anche grazie a voi che ci avete dato la vostra solidarietà».
Ora l’acqua è tornata, così come è tornata l’elettricità che va e viene in base ai giorni, ma nessuno può dire per quanto e se i jihadisti non decideranno di ritentare nuovamente di vincere la guerra facendo morire di sete l’esercito siriano insieme ai suoi civili.

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2 Commenti

  1. Pierpaolo says:

    E cosa fanno gli “Amici della Siria”?

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