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Al-Sisi: «I musulmani devono agire contro gli estremisti. Molti si chiedono: che razza di religione è questo islam?»

febbraio 10, 2015 Leone Grotti

Intervistato dal Der Spiegel, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi torna sulla necessità di una «rivoluzione religiosa» per l’islam

egitto-al-sisi-al-azhar«La rivoluzione religiosa che ho invocato richiederà molto tempo e deve nascere dal riconoscimento che abbiamo un problema». Così il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, in una lunga intervista al Der Spiegel, è ritornato sul suo discorso agli imam e studiosi della moschea universitaria di Al-Azhar, massima autorità nel mondo islamico sunnita.

LA CRITICA. In quell’occasione l’ex capo delle Forze armate, fervente musulmano, aveva criticato con forza l’ideologia islamica che fomenta la nascita di gruppi terroristi come Boko Haram o Stato islamico usando queste parole: «Questo pensiero – e non sto parlando di “religione” ma di “pensiero” –, questo corpo di testi e di idee che abbiamo sacralizzato nel corso dei secoli, fino al punto che separarsene è diventato quasi impossibile, si sta inimicando il mondo intero. Si sta rendendo nemico il mondo intero! È mai possibile che 1,6 miliardi di persone (i musulmani, ndr) vogliano uccidere i restanti sette miliardi di abitanti del mondo per poter vivere? No, questo non è possibile».

INTERPRETARE IL CORANO. Questo per Al-Sisi è la «cosa più preziosa per i paesi arabi e musulmani, perché la religione è iscritta nei cuori e nelle menti delle persone». «Per 1.400 anni – continua – il Corano ha rappresentato la verità assoluta. Ma ci sono diverse interpretazioni. Io propongo di rimuovere le idee sbagliate e distorte dal discorso religioso. Due giorni fa, ho preso parte a un incontro a cui hanno partecipato non solo le più alte autorità di Al-Azhar ma anche il papa copto, intellettuali e politici. Il tema era la “libertà di scelta” e il grande dono che questa libertà rappresenta. Il diritto di scegliere una fede particolare, sia essa cristiana, ebraica o musulmana, è parte inerente della nostra religione».

«MUSULMANI AGISCANO CONCRETAMENTE». Scendendo ancora più nel dettaglio, questo significa che «i musulmani devono agire concretamente perché questi estremisti non solo insultano l’islam ma offendono anche l’immagine di Dio onnipotente. Il loro falso credo porta molte persone a chiedersi: ma che razza di religione è questo islam?». All’origine di questa ideologia per Al-Sisi ci sono idee riconducibili ai «Fratelli Musulmani. Tutti gli altri gruppi estremisti derivano da loro e condividono la loro ideologia».

«VE L’AVEVO DETTO». Impegnato in prima linea per evitare che la Libia venga conquistata dagli islamisti e sostenitore del governo di Tobruk e dei soldati del generale Khalifa Haftar, Al-Sisi è tornato sull’importanza dell’Egitto come chiave della stabilità per l’intera regione: «Quando un anno fa dicevo agli amici europei che se il terrorismo islamico non fosse stato contrastato sarebbero stati attaccati anche loro, non volevano credermi. Pensavano che dicessi così solo per giustificare [la mia politica contro i Fratelli Musulmani]. Io voglio che la Germania e tutta l’Europa stiano dalla parte dell’Egitto. Il mio messaggio è questo: se l’Egitto è stabile, allora anche l’Europa è stabile».

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9 Commenti

  1. Filippo81 says:

    Onore al Presidente Al Sisi |

  2. tiglat says:

    Sempre più fanatico delle stellette! Golpe militare anche in Italia!

  3. GabsTheFabs says:

    Premesso che un po’ ci gioca “politicamente” come è giusto che sia, non posso che rallegrarmi perchè sia a capo dell’Egitto. Ma ci pensate se ci fossero ancora la Maggie e Ronnie? Assisteremmo ad uno spettacolo ben differente. Purtroppo invece siamo governati dai figli e figliastri dei salotti radical-chich-obamian-progressisti adusi al più becero nichilismo che lentamente porteranno l’Occidente alla dissolvenza se non vengono fermati prima. Stellette al potere!

  4. Alessandro92 says:

    Molto bene ora si semina poi si raccolgono i frutti. Un giorno il Mediterraneo tornerà finalmente a essere il mare nostrum: di tutti i mediterranei, del nord e del sud, degli italiani, spagnoli, greci ma anche arabi, berberi e turchi. E Islam e Cristianesimo conviveranno insieme nella casa comune!

  5. maurizio says:

    Mi associo convintamente all’auspicio di Alessandro92 ma,per non sembrare sognatori,bisogna dire che c’é molta strada da fare ma occorre farla subito e con decisione,specie dal versante musulmano,e non solo a livello dei paesi islamici,ma anche da noi.Mi spiego:io conosco e sono diventato amico di una famiglia musulmana che assisto col Banco Alimentare;un giorno mi é capitato di parlare con loro(sono tunisini)delle cosiddette primavere arabe…loro,giustamente,esaltavano la loro che in realtà é stata l’unica che sembra un po’funzionare(anche se molti tunisini si sono aggregati al Califfato islamico),però si é capito che quello che insegnano a loro i loro imam é che tutto-dalle torri gemelle in poi-é colpa di USA e Israele…certo di colpe,specie gli USA,ne hanno ma questo particolare dice che se non cambia l’indirizzo informativo eformativo dal loro versante sarà quasi impossibile uscirne.Come per la questione israelo-palestinese:fin che nelle scuole palestinesi(Hamas e Al Fatah pari sono)in storia e geografia la voce Israele non esiste sui testi di scuola come si pensa di formare gli adulti(e governanti del domani)in modo costruttivo e rispettoso del reciproco diritto ad esisterecome stato,l’uno accanto all’altro?

    • Raider says:

      La pace la vogliamo tutti, bisogna vedere quale: Islam significa “pace” e anche “sottomissione”, le due cose non si escludono, per la fede coranica: e la storia dell’Islam lo dimostra.
      Sarebbe opportuno, perciò, arrivare alla pace senza partire col passo falso della contraffazione della realtà storica e con la colpevolizzazione delle identità, come fa l’Ue, come vuole il Pensiero Unico: col risultato che non è che, un ‘giorno’, il Mediterraneo tornerà il ‘mare di pace’ punteggiato, per dirne una, delle torri d’avvistamento di cui sono disseminate le coste del versante europeo, esposte agli attacchi dei pirati barbareschi quando i Califfi non erano impegnati nelle guerre di conquista dell’Europa cristiana in nome dell’Islam, pace in cambio di sottomissione: il risultato è che, oggi e in prospettiva, ancor più domani, l’Europa sarà dar-el-Islam, la Casa della Pace, mentre, fino a pochi anni fa, quando gli islamici erano solo un retaggio delle zone sottomesse per secoli dal Califfato, era dar al-Harb, la Casa della Guerra. Un presupposto storico e dottrinale su cui gli auspici devono sorvolare per forza.
      En passant, noto che l’irenismo è una delle caratteristiche di quel relativismo culturale proprio del decadente mondo occidentale da cui dovrebbero liberarci, ripetono tanti cattolci dhimmizzati in spirito, proprio dose massicce di Islam e islamici, che lo combattono – e non ci viene spiegato neppure come, tanto la cosa è di tutta evidenza.

    • Alessandro92 says:

      Grazie Maurizio di condividere la mia speranza! Io comunque alla soluzione dei due stati in Palesina non ci credo, mi sembra un modo per prendere tempo. La soluzione sarebbe un unico stato, una federazione Israele-palestinese ma nessuno dei contendenti lo vuole.

      • Raider says:

        Due popoli due stati sarebbe un modo “per prendere tempo” per fare cosa? Il problema è che, uno Stato o due o tre e mezzo, una delle controparti punta alla distruzione dello Stato di Israele, suscitando l’entusiasmo anche di tanti sedicenti cattolici che vengono qui a sostenere questa ‘cristiana e pacifica’ causa di Hamas: a questo obiettivo è finalizzata anche ogni soluzione o tappa intermedia.
        Nel frattempo, la presenza cristiana è ridotta al lumicino a Gaza e in Cisgiordania: ma questo dettaglio, che rischia di offuscare un quadro idilliaco, per molti cristiani così benintenzionati, non sembra avere alcuna importanza.

  6. Gengy says:

    Fino a che ci sarà formalmente un solo islam, come oggi (le differenze sciiti, sunniti, ecc, non rilevano al problema in sè), ci saranno SEMPRE dei credenti che, in nome del Corano, stermineranno gli altri.
    E’ necessario che si crei un nuovo islam, che tagli realmente i ponti col ‘vecchio’, attraverso una nuova e formale dottrina religiose e una chiara gerarchia di potere (come nella Chiesa).
    Così sì che potremo distinguere i buoni dai cattivi, i moderati dagli integralisti.

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