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Al-Qasabi, il comico «apostata» che gli imam sauditi e l’Isis vogliono vedere morto

giugno 23, 2015 Leone Grotti

Al-Qasabi è famoso in Arabia Saudita, ma il suo ultimo sketch sull’odio degli imam per la musica non è piaciuto ed è stato minacciato: «Che Allah non lasci neanche un osso intatto in quel corpo osceno»

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Nasser al-Qasabi è un comico e si è ormai abituato a ricevere minacce di morte. Fare dell’umorismo non è mai facile, nel mondo musulmano però è ancora più difficile, soprattutto se si cerca di prendere in giro gli aspetti più assurdi del conservatorismo religioso estremo dell’Arabia Saudita, dove il suo show “Selfie” è seguitissimo.

MINACCE DALL’ISIS. Al-Qasabi, diventato famoso facendo il giudice nel programma “Arab’s Got Talent”, ha già ricevuto diverse minacce di morte da alcuni miliziani dello Stato islamico, dopo averli presi in giro per la facilità con cui dichiarano “infedele” chiunque non sia d’accordo con loro. Ecco un esempio di quello che gli scrivono i terroristi islamici: «Giuro su Dio che ti pentirai di quello che hai fatto, apostata. I mujaheddin non troveranno riposo fino a quando non ti taglieranno la testa, speriamo entro breve».

L’ULTIMO SKETCH. Da qualche giorno, però, Al Qasabi riceve messaggi molto simili anche dagli imam sauditi, che non hanno digerito uno dei suoi ultimi sketch. Oggetto del contendere è un episodio in cui il comico impersona un musicista che canta accerchiato da belle ragazze, velate e non. Nella scena successiva, lo stesso musicista è diventato un mutawwa, predicatore islamico, che chiede perdono ai suoi pari per aver condotto una vita peccaminosa e distrugge sul palco tra gli applausi della folla uno strumento musicale.

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«SPORCO INFEDELE». Non è la prima volta che Al-Qasabi descrive in modo scherzoso i tabù dell’Arabia Saudita, come l’avversione per la musica. Questa volta però l’imam Saeed al-Farwa non l’ha presa bene e in un’intervista televisiva si è scagliato contro il comico con queste parole, accusandolo di apostasia: «Quello sporco infedele è comparso ieri in televisione, su un canale insolente, il canale degli eretici e degli apostati. Io prego che Allah non lasci neanche un osso intatto in quel corpo osceno».

STESSI ARGOMENTI. Il ministero per gli Affari islamici del paese ultraconservatore ha deciso di aprire un’indagine ufficiale e ha ordinato all’imam di chiedere scusa al comico. Resta il fatto che il predicatore islamico saudita ha rivolto ad Al-Qasabi praticamente le stesse accuse usate dai miliziani dello Stato islamico. Un’analogia comunque inquietante.


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2 Commenti

  1. Raider scrive:

    Tutto okay, nulla da ridire, va bene così, dopo che è stata giustificata e anzi, plaudita la strage di Charlie Hebdo, con gli islamici che facevano le “doppie vittime” e tanti che, cristiani o soltanto fifoni super-laici politicamente corretti, si sono dilettati a fare delle vittime vere (e della libertà di espressione e satira che non fa eccezione per gli islamici) “islamofobi che se la sono cercata”, che c’è da stupirsi, da indignarsi e prendersela solo con i sauditi?
    Perché, in Iran gli andrebbe meglio a al-Qasabi? O in Pakistan? O in Algeria? O a Gaza? O in Europistan?
    Non facciamo i difensori della libertà solo se ci sono di mezzo i suditi! Non facciamo i coraggiosi quando non si rischia niente! I musulmani hanno praticamente fatto cessare di esistere Charlie Hebdo e la libertà di satira in Occidente, da noi, qui, non in Arabia Saudita! Preoccupiamoci della viltà che da noi è, ormai, di casa!

  2. Sebastiano scrive:

    Sono rimasto enormemente impressionato dagli attestati di solidarietà che questo comico ha avuto dai suoi “colleghi di lavoro” del cosiddetto occidente libero…

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