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Nel 2014 almeno 17 mila ebrei hanno lasciato l’Europa per Israele. «È ora di farsi qualche domanda»

febbraio 5, 2015 Leone Grotti

Maglia nera per Francia e Ucraina. Intervista a Sergio Della Pergola, docente dell’università ebraica di Gerusalemme, tra i più grandi studiosi di demografia dell’ebraismo: «È anche colpa della stampa»

«Si sa che le percezioni tendono sempre a esagerare i numeri e la realtà, però non sono mai infondate». Lo sa bene Sergio Della Pergola, docente dell’università ebraica di Gerusalemme e tra i più grandi studiosi mondiali di demografia dell’ebraismo. A tempi.it il professore che vive a Gerusalemme cita qualche dato da una delle sue ultime indagini: nel 2012, il 68 per cento degli ebrei in Italia, Germania e Regno Unito percepiva un incremento di atteggiamenti antisemiti nella società. Erano d’accordo anche l’89 per cento degli ebrei francesi. Il 52 per cento degli ebrei francesi, e il 22 per cento di quelli italiani, inoltre, pensava anche di emigrare.
Nel 2014, 6.500 ebrei hanno lasciato la Francia per Israele, al pari di 323 che hanno lasciato l’Italia. E ancora non c’era stata la strage del 9 gennaio all’Hyper Cacher, dove il terrorista Amedy Coulibaly ha ucciso quattro ebrei, e ancora non c’era stato l’episodio di Nizza, dove Moussa Coulibaly (non imparentato con il primo) ha accoltellato tre soldati che proteggevano un centro ebraico. Non solo, secondo i dati diffusi dall’ente addetto all’immigrazione in Israele, nei prossimi dieci anni 120 mila ebrei francesi si trasferiranno in Israele.

Sergio-Della Pergola-israele-ebreiProfessore Della Pergola (foto a fianco), che problema ha l’Europa con gli ebrei?
Se gli ebrei, che hanno contribuito a costruire la cultura europea, non si trovano più bene in Europa, allora significa che c’è qualcosa che non funziona. Questo è un grave monito e credo che l’Europa dovrebbe farsi qualche domanda.

Qual è l’entità del fenomeno dell’emigrazione dall’Europa degli ebrei?
Nel 2014, 25 mila ebrei da tutto il mondo si sono trasferiti in Israele. Di questi, due terzi provengono dall’Europa. Al primo posto c’è la Francia, con 6.500 partenze, record assoluto nella storia della République. Al secondo, invece, c’è un paese dell’Europa orientale: l’Ucraina, con cinquemila defezioni. Ma questi numeri sono parziali.

Cioè?
Questi sono i dati ufficiali israeliani, che però tengono conto solo di chi si è già registrato e non di quelli che sono entrati come turisti e si registreranno solo in futuro. I numeri, quindi, andrebbero più o meno raddoppiati. In secondo luogo, se è vero che dalla Francia alla fine è partito solo l’1 per cento degli ebrei, che sono circa 500 mila, è la progressione a spaventare: nel 2012 se ne sono andati in duemila, nel 2013 in tremila, nel 2014 in 6.500. Nel 2015 questo numero aumenterà ancora. In terzo luogo, Israele non è l’unica terra di approdo per gli ebrei: ci sono anche il Canada o gli Stati Uniti.

Il disagio degli ebrei europei si può forse riassumere in questa battuta di un ebreo francese sceso in piazza a Parigi contro gli attentati: «Se ci fosse stata solamente la presa di ostaggi all’Hyper cacher venerdì, e non l’attentato contro Charlie Hebdo mercoledì, oggi ci sarebbe stata una simile insurrezione repubblicana? Non credo».
Ragionare con i “se” è sempre difficile, ma penso che abbia ragione. È l’abnorme sterminio di una redazione, e non il fatto ebraico, da molti visto come normale, ad aver mobilitato la gente. Questa interpretazione è un po’ amara ma abbastanza vicina alla realtà.

Perché sempre più ebrei lasciano l’Europa?
Innanzitutto, non bisogna dimenticare la crisi economica: gli ebrei sono cittadini come tutti gli altri, hanno gli stessi problemi e quindi soffrono la crisi. La comunità ebraica, però, si sente anche insicura a causa di una aggressione morale perpetrata nei loro confronti.

Che tipo di aggressione morale?
I filoni nell’opinione antisemita sono tre. Il primo è quello classico razzista e nazi-fascista: gli ebrei sono strapotenti, dominano l’economia e hanno causato la crisi. Queste panzane sono un vecchio bagaglio nazista ancora presente. Il secondo riguarda la negazione della Shoah: chi dice cioè che l’Olocausto non è mai avvenuto o che è stato sopravvalutato o che gli ebrei sfruttano la Shoah per altri fini. Queste opinioni, oltre che offensive, sono molto diffuse.

E il terzo filone?
È quello anti-israeliano, secondo cui gli israeliani sono i nuovi nazisti del Medio Oriente che impongono la politica agli Stati Uniti e altre simili baggianate che hanno come scopo quello di delegittimare uno Stato sovrano. Spesso tra questi filoni si può distinguere, spesso sotto uno si trovano anche gli altri due.

Quanto hanno influito nell’emigrazione degli ebrei europei gli attacchi da parte di estremisti islamici?
Ha influito, ma questa è una cosa che riguarda tutto l’Occidente. Se infatti in Israele sono abituati a subire attacchi terroristici, per i Paesi occidentali questo è un fatto nuovo e ancora più inquietante. Israele ha un efficace sistema di difesa già sviluppato per ridurre certi problemi, ma chi non ha mai fatto attenzione a questi fenomeni ora è spiazzato. Negli ultimi anni in Medio Oriente c’è stato un incredibile cambio di marcia ma la gente non capisce che questi fenomeni ci sono sempre stati. Israele lo sa.

In Francia ha fatto scalpore ieri un annuncio di lavoro che recitava: «Cercasi grafico, se possibile non ebreo». Come si contrasta questo fenomeno?
Prima di tutto bisogna lavorare sull’educazione e l’istruzione. Io ho apprezzato ad esempio che il nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella si sia recato come prima cosa alle Fosse Ardeatine, dove metà dei trucidati erano ebrei. Questo è un esempio educativo. Le istituzioni italiane, devo dire, fanno quello che possono ma la stampa ha un grande problema.

Quale?
Il mondo mediatico è inquinato dal terzo filone di cui parlavo prima: Israele viene sempre criticato e descritto in modo negativo. Pensiamo alla guerra di Gaza di questa estate: se ne è sempre parlato in modo unilaterale. Si parlava giustamente della tragica sofferenza dei palestinesi ma mai della causa, e cioè delle migliaia di missili che i palestinesi hanno lanciato contro Israele, provocando la durissima risposta. Se poi Israele ha costruito rifugi e un sistema missilistico di difesa, Hamas ha posto le rampe di lancio dei missili sui tetti delle scuole e degli ospedali. Così, gli attacchi di risposta degli israeliani hanno colpito anche i civili, che non dovevano essere colpiti. Se, come fa quasi tutta la stampa, si parla delle conseguenze senza mai parlare della causa si fa un discorso fortemente anti-educativo.

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14 Commenti

  1. Filippo81 scrive:

    La stragrande maggioranza dei cittadini di fede Ebraica si trasferisce in Israele per timore dell’islamizzazione strisciante, non per paura “dell’estremismo di Destra,” come affermano politici e stampa.

    • tiglat scrive:

      L ostilità islamica si somma con altre fonti, che comunque trovano nel filosilamismo un comune denominatore.

  2. Raider scrive:

    E’ scorretto dire che, da quando l’Islam ha libero accesso in Europa, gli Ebrei, che sono qui da un paio di millenni, devono andarsene, sia pure alla chetichella. Mentre cristiani vengono fatti sloggiare dai Paesi in cui si trovavano ben prima che arrivassero gli islamici. Ecco, questi sono dati evidenti e innegabili, non i complotti che macinano in testa ai mistificatori della premiata ditta Paranoici riuniti & Copincollisti assortiti: e siccome i fatti sono questi, guai a notare la cosa e a dirlo apertamente. Perché? Perché i “moderati” islamici, proprio loro, non vogliono: e se, poi, la moderazione gli passa, come facciamo, cioè, come fanno? Come a Gaza, Cisgiordania, Baghdad, Kabul, Parigi? E quindi… Contenti, gente, che non tocca a noi, ma solo agli Ebrei e ai vignettisti.

  3. Nasrallah scrive:

    Dice Maurizio Blondet nel suo ultimo articolo dedicato all’ultimo video con il logo del SITE, nota ditta di Rita Katz :

    “Io ho appena il tempo di ricordare quel che il Generale francese Vincent Desportes, oggi docente associato a Sciences Po Paris, ha detto nella sua audizione davanti alla Commissione Esteri non più dardi del 17 dicembre 2°014, a proposito dell’IS, o Daesh, o Califfato: «Chi è il dottor Frankenstein che ha creato questo mostro? Affermiamolo con chiarezza, perché ciò ha conseguenze: sono gli Stati Uniti».

    Magari il Generale Deportes non vi sembrerà abbastanza autorevole. Allora vi va Hillary Clinton? Ecco quel che ha detto nel suo libro Hard Choices sulla sua esperienza come Segretaria di Stato:

    «Noi abbiamo infiltrato la guerra in Iraq, in Libia e in Siria, e tutto andava per il meglio – e poi d’improvviso una rivoluzione ha avuto luogo in Egitto, e tutto è cambiato in 72 ore… Noi eravamo d’accordo coi Fratelli (Musulmani, ndr.) in Egitto di annunciare lo Stato Islamico nel Sinai e rimetterlo nelle mani di Hamas e una parte di Israele per proteggere, aggiungere Halayeb e Shalatin al Sudan, ed aprire le frontiere libiche dal lato di Sallum. Era stato perfino deciso di annunciare la nascita dello Stato Islamico il 5 luglio 2013, e si aspettava l’annuncio per riconoscere, noi e l’Europa, questo nuovo Stato…».

    Poi arrivò al Sissi, e il progetto ha dovuto essere cambiato. Ma come vedete, erano pronti, in USA e i nostri eurocrati, a riconoscere lo Stato Islamico sul Sinai.”

    • Menelik scrive:

      Intanto, tre buone notizie dal fronte:
      1) i due terroristi in Giordania sono stati impiccati,
      2) l’aviazione giordana oggi ha dato una bella martellata a Mosul, e stando alle dichiarazioni ufficiali, sarà la prima di una lunga serie.
      3) il Giappone sta lavorando alla modifica dell’articolo 9 della costituzione che impedisce all’esercito giapponese di uscire dai confini territoriali. In tal modo, presto alla coalizione si aggiungeranno anche i Giapponesi.
      In margine a queste tre belle notizie, gli USA, confermato dal presidente Obama, daranno un miliardo di dollari alla Giordania per i campi profughi delle popolazioni sfrattate dai daesh e per l’acquisto di materiale bellico per continuare a tenere sotto pressione l’isis.

    • Raider scrive:

      Ragazzi, di nuovo qui, i complottisti, che non intervengono mai su nulla, eccoli ancora a spacciare per buono tutto e il contrario di tutto! Se dalla Casa Madre o Madrassa catto-islamista, anzi, islamista con i suoi dhimmi sedicenti cattolici, partisse il contrordine, in una frazione di secondo al Sissi – che, intanto, non abolisce le leggi sulla blasfemia e sull’apostasia – diventerebbe nel giro di niente un agente al servizio della “traide diabolica”!
      E quando mai, del resto, i complottisti hanno sparato su Morsi come espressione delle stesse forze (non) occulte? Tariq Ramadan, uno degli idoli del multiculturalismo, teorico e rappresentante della facia ‘dialogante’ della Fratellanza, ci resterebbe male, a sapere di essere nella mani dei servizi degli U.S.A. che gli vietano di mettere piede nel Paese. E quando gli islamici egiziani massacravano i cristiani, la colpa era sempre di qualche altro, non degi islamici: e se erano islamici, ecco che erano
      – poveri;
      – ignoranti;
      – poveri ignoranti,
      – fanatici che si fanno streumentalizzare;
      – fanatici che non si fanno strumentalizzare perchè si rivoltano contro chi pensa di manovrarli;
      – combattenti per la libertà dei popoli dall’oppressione occidentale;
      – praticamente, dei geni.

      • Raider scrive:

        Importante: l’articolo si riferisce a un fatto innegabile, in connessione evidente con l’immigrazione islamica e con le dissennate politiche eurocratiche in materia, proprio le politiche volute da quegli eurocrati che le impongoo ai popoli e che i complottisti attaccano su tutto, meno su questo punto delicato: e che succede?
        Succede che i complottisti, invece che intervenire nel merito dei fatti, intervengono per distogliere l’attenzione dai fatti che non possono distorcere; e lo fanno grazie a trame complottiste fornite, anche stavolta, da un Blondet che ha dimostrato nel caso di Charlie Hebdo quanto sia prevenuto e di che tipo di logica sia fornito lui. Ricapitolando, per Blondet e i suoi galoppini islamofili:
        – gli assassini non hanno ammazzato nessuno;
        – hanno fatto un po’ di scena per sviare l’attenzione del pubblico e
        – consentire alla C.I.A. di eliminare in tutta calma dodici persone;
        – i dodici morti, forse, non sono morti, ma sono stati fatti uscire dal Paese con nuove identità e nuovi conti in banca;
        – nemmeno gli assassini sono morti, ma, probabilmente,
        – sono tenuti al sicuro per riutilizzarli per le prossime occasioni;
        – praticamente, dei cretini – quelli che cascano nella rete delle deragliate circonvoluzioni cerebrali complottiste paranoiche.

  4. Leo scrive:

    @ redazione :

    Credo accrescerebbe positivamente le conoscenze del mondo ebraico intervistare anche ebrei come Gilad Atzmon, Norman Finkelstein o esponenti del benemerito movimento del Neturei Karta. Questi ultimi hanno recentemente rilasciato questo comunicato :

    “Con l’aiuto dell’Onnipotente,

    Il Primo Ministro dello Stato eretico chiamato “Israele” ha reso in questi giorni (in merito ai fatti di Parigi) dichiarazioni pubbliche in cui ha parlato, in rappresentanza del suo Stato, come se parlasse a nome degli ebrei di tutto il mondo e come se fosse custode e protettore del popolo ebraico nel suo complesso. I veri giudei vogliono rendere pubbliche le posizioni che noi riaffermiamo qui, in conformità con i princìpi fondamentali della Torah e della nostra fede:

    1. Il loro Stato non è uno Stato ebraico, ma solo uno Stato sionista. Il concetto sionista di autodeterminazione, sia nella sua forma secolare, o in una parte d’osservanza della Torah, è completamente contraria alla vera fede ebraica come alla Torah, che abbiamo ricevuto dalla tradizione, in tutta la sua purezza. Secondo la nostra fede e secondo la Torah ci è proibito farci da noi stessi, fino a quando l’Onnipotente ci premierà, senza affrettare in alcun modo questo giorno, a prescindere dal potere di cui disponiamo.

    2. Tutto ciò che proviene dall’ethos sionista, come tutto quello che viene fatto o detto dai rappresentanti del loro Stato, non ha nulla a che fare con i veri giudei che vivono in tutto il mondo.

    3. Quando la filosofia sionista ha fatto la sua comparsa per la prima volta nel mondo, tutti i rabbini contrari a questa politica sono stati osteggiati e cacciati dalle comunità ebraiche. Questi rabbini avevano denunciato quanto questa filosofia sionista fosse un’eresia fondamentale, e presagito avrebbe portato solo drammi, spargimenti di sangue ed un aumento dell’odio nei nostri confronti. Le loro previsioni si sono avverate ogni anno dacché il sionismo esiste.

    4. Questo è il motivo per cui tali eretici leaders non hanno il diritto di parlare a nome degli ebrei o in nome di “Israele”. Questi non sono salvatori, ma quelli che appiccano gli incendi, e sono loro che creano e causano le tragedie che vediamo. Essi non hanno alcuna fratellanza con il popolo ebraico di tutto il mondo, o presente in Terra Santa.

    Preghiamo affinché venga la fine dell’ideologia sionista e il rapido smantellamento, pacifico e totale, della sua creatura, lo Stato sionista di Israele.

    Preghiamo per il giorno in cui l’Onnipotente rivelerà la sua gloria al mondo, giorno in cui tutta l’umanità si unirà per servirlo in pace e fratellanza, amen.”

    Per ulteriori informazioni: http://www.nkusa.org

    • yoyo scrive:

      Vergognati ad usare altri ebrei per patrocinare lo sterminio di altri ebrei. Israele, davanti a Dio, è un solo popolo.

    • Raider scrive:

      Certo, ci mancava solo, dopo aver fatto di questo blog uno dei centri di raccolta e smistamento di tutte le paranoie disponibili in Rete o attinte alle fonti autorizzate di approvigionamento pro-islamiche, che i mistificatori non dessero indicazioni e direttive a riviste e giornali non allineati su chi intervistare, che scrivere, quali notizie dare. A riprova che, se potessro, questi alacri, indefessi sostenitori della causa dell’islamizzazione dell’Occidente farebbero chiudere istantaneamente riviste che si discostano dalle teorie gradite a imam che sono moderati perché volevano far chiudere Charlie Hebdo con le nostre leggi; non essendoci riusciti, ci hanno provato altri islamici secondo le loro leggi; e allora, ecco che i moderati ne hanno approfittato per fare le “vittime doppie.”
      I copincollisti, insomma, vorrebbero essere sollevati dal duro lavoro di inviare qui quello che ramazzano altrove, oltre che essere dispensati dal doloroso fastidio di pensare con la propria testa e di dare conto delle paranoie di cui si nutrono. Questi attivisti a tarifa o gratis non sono in condizione non diciamo di discutere, perché nell’lslam – anche in quello edulcorato con cui i catto-islamisti passano il tempo a dialogare senza dirsi niente di serio – non sono abituati a esaminare criticamente la fede che gli è stat trasmessa da un libro che non è un libro, ma il Verbo Stampato in eterno; confrontarsi non è una loro tradizione, non è una usanza tipica, ecco. e se non lo fanno i loro riferimenti diretti, perché dovrebbero essere i mistificatori a prendersi il disturbo di argomenatre, anzichè copincollare?
      Va dato, peraltro, dato atto ai copincollisti che gli islamici, anche per interposto mistificatore, hanno la tendenza a essere doppi, più che a essere vittime. questa, è una peculiarità della religione che si basa sul sacrifcio del Figlio di Dio, invece che sulla scimitara del “Sigillo dei Profeti.” Qundi, non potendo, nel caso degli Ebrei nuovamnte in fuga dall’Europa, farsi passare per vittime nè doppie nè una volta sola, gli silamici, tramite questi loro servitori, cambiano discorso e alaragno gli orizzonti dell’esilio, di cui questa lenta e pressochè inavvertita partenza è la premessa: beninteso, dicono a “Tempi”, non è il caso di dare spazio a queste notizie; stendete un velo di silenzio, di omertà e eccovi la nostra velina.
      Allora: qual è il motivo per cui si infila in questo thread questa pappardella di un ebreo anti-sionista, come è lecito esserlo in Israele quanto non è consentito essere, non diciamo pro-israeliani, ma per la pace con Israele a Gaza, in Cisgiordania, o a Teheran – sarebbe interessante scoprire perché è così e nessun islamico può volere la pace con Israele. e se c’è e lo scoprono, lo fanno a pezzi? Il motivo è presto detto: anzi, per la verità, va ripetutto, visto che i mistificatori non si smentiscono: perchè non sanno che dire di fronte al fatto che, da quando c’è in Europa una immigrazione islamica di massa che professa idee in tutto e per tutto identiche da quelle che i mistificatori mentecatto-islamisti propalano anche su questo blog, Perché non sanno come né vogliono replicare a un risultato così brillante, che va rivendicato piazzando una notizia non alternativa, vedremo, ma complementare: ma ripetiamilo, visto che i filo-siamici vogliono oscurarla: gli Ebrei sono costretti a fuggire da terre in cui si erano stabiliti da secoli non perchè, stavolta, chi era nelle stesse terre da ancor prima li caccia via; no: è perchè non li vogliono qui gli ultimi arrivati e altri in arrivo.
      E’ un fatto innegabile, contro cui non valgono le demenziali paranaoie complottiste: e perchè si capisca bene cosa pensino davvero questi sedicenti cristiani che sono l’esempio di dhimmitudine che ci aspetta, non potendo rispondere in alcun modo al fatto che gli Ebrei lasciano l’Europa, che fanno? Fanno dire a un ebreo che gli ebrei dovrebbero andarsene anche da Israele! Così, è chiaro che, invece di esprimersi rispettoa un fatto rispetto su cui non si sente alcuna voce moderata islamica vittimizzarsi, i mistificatori dicono a chiare lettere che, sì, è vero, gli Ebrei lasciano l’Europa dato che gli islamici che ci stanno pian piano invadendo fanno in modo di cacciarli via: e a questi solerti servi dei servi di Allah sta bene così. Se ne andasssro via pure da Israele, gli Ebrei – tranne quelli che non sono sionisti, tranne quelli che accettano la dhimmitudine: gli stessi che il muftì Husseini voleva cacciare da Gerusalemme perché costituivano un possibile punto di partenza per creare un “focolare ebraico”!
      Se così sta bene a questa gentaglia, ho un solo modo per dire come sta bene a me:
      W ISRAELE!

  5. Nasrallah_S scrive:

    A proposito di Israele e Siria :

    Siria: La fascia di sicurezza collaborazionista

    febbraio 6, 2015

    Ghaleb Kandil Global Research, 5 febbraio 2015
    Ghaleb Kandil è il direttore del Centro New Orient News (Libano)
    Articolo tradotto dall’arabo da Mouna Alno-Nakhal per Mondialisation.ca

    Il ruolo diretto d’Israele nell’aggressione contro la Siria non è più marginale. Nella fase in cui ci troviamo, il suo ruolo è notevole ed al centro della battaglia. Mentre vi è una certa perdita di energia di sauditi e qatarioti, che continuano a sponsorizzare e finanziare il terrorismo, le forze più aggressive sono ora Turchia e Israele, mentre Amman, Doha e Riyadh svolgono compiti nell’intelligence e nella logistica, al servizio dell’alleanza ottomano-sionista. Da qui la definizione esatta della funzione degli arabi presso gli Stati Uniti: domestici d’Israele.

    Primo: Il piano della “cintura di sicurezza collaborazionista” nella frontiera meridionale della Siria, come abbiamo tante volte detto, è evidentemente attuato sotto l’egida degli Stati Uniti che hanno assicurato ad Israele un’ampia assistenza giordana, radunando, addestrando e finanziando mercenari tra Qatar, Giordania, Arabia Saudita e Turchia, mentre Amman ha affidato tutti i suoi “laureati” alla custodia del Mossad, avendo cura d’infiltrarli nella zona di separazione istituita nell’ambito dell’accordo di disimpegno tra le forze israeliane e siriane nel 1974 [1] [2] [3]. Un accordo rotto da Israele con le incursioni in Siria [4], come ha rotto l’accordo di armistizio con il Libano negli anni ’70, a favore dello stesso piano di cintura di sicurezza sorvegliata dai collaborazionisti. Nel 1978 Israele lanciò l’idea di occupare una striscia al confine del Libano, secondo il principio che la zona di sicurezza a protezione dell’entità sionista. Le forze nemiche, avanzate verso il ponte Qasimiyah sul fiume Litani, dovettero ritirarsi davanti alla resistenza libanese e palestinese, passando dal ponte Qardali sullo stesso fiume, a sud di Nabatiyah, per preservare la cosiddetta “cintura” volta a proteggere le profondità della Palestina occupata contro le due resistenze. Ma nella battaglia del 1981, quando apparve la deterrenza dei razzi che colpivano gli insediamenti sionisti creando, per la prima volta, un “equilibrio della deterrenza” tra arabi ed Israele, chiaramente discussa nella mediazione degli Stati Uniti di Philip Habib [5] [6]. I sionisti continuarono il piano cercando di ampliare la loro striscia di sicurezza con una nuova guerra espansionistica in Libano, commisurata alla gittata dei razzi sovietici ricevuti dalla Siria e consegnati alle fazioni della resistenza palestinese. Da qui la voce sull’operazione “Fisarmonica”, preparata da Israele che si sarebbe estesa dalla città di Damur a nord di Sidone, sulla coste libanesi, alle profondità di Shuf, Beqa e poi verso ovest.

    Secondo: Pertanto, la pianificazione di tale striscia di confine israeliana, combinata all’intervento diretto d’Israele contro il Libano e la creazione di una forza collaborazionista che avrebbe dominato la zona cuscinetto in territorio libanese, allontanando le minacce, subendole al suo posto. Ed è tale piano che oggi determina la zona cuscinetto al confine meridionale della Siria, dove Israele forma una forza di collaborazionisti taqfiriti e altri gruppi terroristici mercenari attivi in Siria [7] [8]. Così, è molto chiaro come le considerazioni dottrinali di chi sosteneva che fosse impossibile che i gruppi islamisti si alleassero con Israele siano decadute. Perché ciò esiste ed è un fatto che dimostra che è l’idea di Patria e nazione che immunizza dall’incursione sionista, e non l’ideologia dei seguaci di tale o talaltra religione. I collaborazionisti sono sempre pronti a vendersi, a prescindere dalla dottrina, ed è ormai chiaro che i reclutatori alqaidisti nei Paesi del Golfo, Turchia e Stati Uniti, dominati dalla loro ottusa dottrinaria, sono al servizio dell’entità sionista che ne paga le fatwa con moneta sonante. Inoltre, tra i collaborazionisti d’Israele in Siria, alcuni sventolano bandiere islamiche; altri liberali. Forse se Michel Kilo e il suo amicone Burhan Ghalioun avessero avuto la loro milizia, gli avremmo visti sollevare la bandiera con la stella rossa e la stella di David, senza che ciò sorprendesse.

    Terzo: La Siria, che reagisce e vince sotto la guida del Presidente Bashar al-Assad costituisce per i calcoli sionisti un serio e decisivo mutamento dei rapporti nel conflitto. Ma impedirlo aprirebbe la via a enormi sfide, con un raggruppamento di forze regionali in un unico sistema comprendente l’Esercito arabo siriano e le forze popolari siriane che lo sostengono, Hezbollah e l’Iran, il cui sostegno potrebbe esprimersi con la partecipazione di unità da combattimento. Ciò, quindi, annuncia la nascita della Resistenza popolare siriana per la Liberazione delle alture del Golan. E’ in tale contesto che Israele cerca di accelerare con qualsiasi mezzo il suo piano di striscia di confine in territorio siriano. Interviene con tutte le forze, ora che l’operazione nel Golan (raid israeliano a Qunaytra del 18 gennaio 2015) gli ha dato una panoramica su imminenti cambiamenti e sfide future del fronte unito che va dal confine giordano-siriano fino a Naqura, in ogni guerra futura. Ciò mentre i territori palestinesi occupati dal 1948 diverranno un campo di battaglia e non solo un’arena per i bombardamenti israeliani, come annunciato da Sayyed Hassan Nasrallah secondo cui “la resistenza non sarà più trattenuta da norme d’ingaggio, confini o divisioni territoriali”. [9] La mobilitazione del popolo siriano per impedire con tutti i mezzi disponibili l’istituzione della striscia collaborazionista, è ora un compito centrale che richiede eccezionale sforzo politico e mediatico, perché è il futuro della Siria quale baluardo dell’arabismo e della resistenza è in gioco.
    Tutte le maschere sono cadute e il piano sionista svelato, così come l’inutile opposizione che rimugina vecchie chiacchiere inutili mentre il sud siriano ha svelato tutte le bugie spacciate al solo scopo di sobillare una guerra d’aggressione contro la Siria, lo Stato nazionale centrale nella regione che Israele teme di vedere rinascere e riprendersi.

    • Raider scrive:

      Be’, i fanmtici sostenitori della causa araba e anti-occidentali che si vorebbero fare pasare per cristiani menmtre predicano odio e guerra gueraa guerra, che altro possono copincollare? L’esistenza stessa di Israle è una provocazione inaccettabile, per questa gentaglia: e il loro delicato animo cristoano e la sensibilità sensibilità umana che riconocce nell’Islam la “religione di pace” nonchè la “religione naturale dell’umanità” non può che suggerirgli di essere contro l’Occiente e Israele sempre comunque, qualunque cosa facciano e non facciano i nemici dell’Iran che esaltano e di hamsa che ha nello satuto la cancellazione dello stato di Israele, per dire quanto gliene frega di pace e trattative di pace.
      Ora, contro l’Isis si schiera la Giordania. E che mandano a dire gli islammci per il tramite dei dhmmi da riporto come Scialacotto e Inshallato? Zitti. Ci devono ancora pensare. Devono reovare le linee giuste delle trame complittiste con cui fasciarsi il cervello per sfasciare la realtà dei fatti. O cavvolo! Questa non ci voleva! Abadallah di Giordania è ebreo per parte di madre; e imparentato con i custrodi dei luoghi santi de La Mecca. Un alleato fedel nella regione, di Israele e della triade-diade-monade diabolica. E combatte contro l’isis. Occavolo: e ora, che gli raccontiamo, che gli infinocchiamo, stavolta, che balla gli rifiliamo, a “Tempi.it”? Perciò… Niente, zitti, acqua in bocca, aumma.aumma. Velina per tutti gli attivisti trolleggianti e dhimmi da riporto: parlare dell’Ucraina, sviare, dirpottare l’attenzione altrove, smarcarsi. Seguiranno direttive. Chiedere a Blondet.
      Intanto, ecco un abufala grande quanto una casa: la Siria vince. La Siria? Gli U.S.A. hanno smesso di farsi illusioni sulle primavere arabe e sono usciti dall’imasse di un’amministrazione disastrosa. Ora, Obama mena vanto della ripresa economica. e così galvanizzato, per meritarsi il Nobel sulla fiducia vuole fare qualche punto in trasferta e medita di inviare truppe di terra contro l’Isis. in compenso, l’attacco congiunto alla Siria si Assad da Isreale e U.S.A. 8e Giordania) non si vede. Si era visto Assda, invece, fare profferte di collaborazione agli US.A., mostrare ‘aperture’ e (giustiamente) manifestare disponibilità: eh! Ma nel Piano che i paranoici alla Inshallato qua sopra e Scialacotto più su si sono calcati tanto per avere qualcosa in testa e partire embedded al servizio del jihadismo e dell’islamismo, era passibile di “triadismo” anche questo dittatore che, invece, agli anti-occidentali gli sta bene, come tutto ciò che è islamico, purchè anti-occidentale. Questa sbandata di Assad gli era sfuggita: i mistificatori complottisti non ci sentono, non ci vedono, non pesano: si accorgerebbero, altrimenti che i Piani a cui sono aggrappati non esistono, che non sono i soli Piani, che i piani cambiano, gli interessi mutano, come gli equilibri e le alleanze: ma siccme il piano è, anzitutto, il loro, quello della guerra guerra guerra all’occidente e ai suoi alleati, per le stesse ragioni dei jihadisti e degli islamici al di là delle contigenti divisioni politiche e delle storiche rivalità confessionali, ecco che i solerti paranoici copincollano e copincollano.
      Bene. Copincollino anche questo:
      W ISRAELE!

    • Raider scrive:

      Per favore, sbloccate il post in cui rispondo al mistificatore qui sopra? Ve ne sarei grato.

La rassegna stampa di Tempi
Sulle tracce di Cristo - Viaggio in Terrasanta con don Luigi Giussani

Tempi Motori – a cura di Red Live

I dati di mercato parlano chiaro: il segmento delle 125 viaggia a gonfie vele e nel 2016 ha fatto registrare in Italia una crescita del 40,6% rispetto al 2015. Su scala mondiale i valori relativi sono meno esaltanti ma in termini assoluti i numeri della categoria si possono tranquillamente definire da capogiro. Con un un […]

L'articolo Yamaha YS 125: chi ben comincia… proviene da RED Live.

Bye bye 1.6 TDI da 110 cv. Hai fatto un buon lavoro, però i tempi sono maturi perché tu venga sostituito da un’unità sì di pari cilindrata, ma più moderna e performante. Almeno questo è il parere di Audi che dedica alla gamma A3 il quadricilindrico turbodiesel di 1,6 litri e 116 cv già impiegato […]

L'articolo Audi A3: 1.6 TDI da 116 cv per tutta la famiglia proviene da RED Live.

A chi è capitato, almeno una volta, di transitare sulla A4 Milano-Venezia poco prima di Bergamo non può essere passato inosservato un modernissimo edificio lungo un chilometro tutto rosso. Che si chiama, appunto, Kilometro Rosso. Ed è inevitabile cercare di immaginarsi cosa ci sia dietro, o addirittura dentro. Ebbene, come molti sanno rappresenta una delle […]

L'articolo Al di là del Kilometro Rosso proviene da RED Live.

Cresce la famiglia Range Rover. Tra la “piccola” Evoque, declinata anche in configurazione Coupé e Convertible, e la Range Rover Sport s’inserisce l’inedita Velar, chiamata al debutto in occasione del Salone di Ginevra (9-19 marzo). Sebbene non siano state diffuse informazioni di dettaglio in merito al nuovo modello, è probabile che possa contare su di […]

L'articolo Range Rover Velar: un nuovo tassello proviene da RED Live.

COSA: BMW xDRIVE EXPERIENCE Due percorsi per testare il sistema di trazione integrale  DOVE E QUANDO: San Candido (BZ), 24 febbraio-5 marzo Nelle due settimane legate al Carne nei pressi delle piste di San Candido è possibile provare tutta la gamma equipaggiata con il sistema di trazione integrale intelligente BMW xDrive, capace di trasferire le forze […]

L'articolo RED Weekend 23-26 febbraio, idee per muoversi proviene da RED Live.

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