I pilastri della manovra 2026, la prospettiva di un patto per la produttività e i salari, un’ottima idea per il Sud su cui il governo dovrebbe scommettere di più. Rassegna ragionata dal web
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in Aula a Montecitorio con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (foto Ansa)
Su Firstonline si scrive: «Tra i capisaldi della legge di Bilancio 2026 va intanto segnalato che il governo prevede il deficit al 3 per cento già quest’anno, con il Pil allo 0,5 per cento nel 2025 e allo 0,7 nel 2026, sia a livello tendenziale sia programmatico, quindi senza l’effetto spinta della manovra. Un incremento del Pil nel prossimo triennio, per un totale di 11-12 miliardi, è stato “prenotato” per le discusse spese relative alla Difesa, sempre che venga ufficializzata l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo. […]Nello specifico delle misure si parte dal taglio dell’Irpef, che interesserà quest’anno il ceto medio, con una riduzione di due punto della seconda aliquota dal 35 al 33 per cento per i redditi da 28 mila a 50 mila euro. Si studiano anche nuove misure per le famiglie, a partire da un nuovo intervento sulle detrazioni con il quoziente familiare. A Confindustria, che chiede “certezze”, avvertendo che gli incentivi stanno finendo e serve “una continuità di misure”, ...
Contenuto riservato agli abbonati Digitale e Full
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo