Vivisezione, sabato il corteo contro il Mario Negri: «Errore. è un’eccellenza per Milano»

Sul Corriere della Sera di Milano un lungo editoriale difende l’operato di Silvio Garattini e del suo centro di ricerca: «Nessuno scienziato è mosso da sadismo, nessuno ubbidisce ad un business»

Milano, s’avvicina la manifestazione che sabato porterà per le vie della città gli attivisti di Animal Amnesty, in protesta contro la vivisezione e l’uso di cavie nei laboratori scientifici. E alla difesa dell’obbiettivo numero uno del corteo, il Centro di ricerca farmacologica Mario Negri di Silvio Garattini, oggi il Corriere della Sera dedica un editoriale nelle pagine dell’edizione milanese. «In altri tempi non ci sarebbe stato bisogno di una raccolta di firme di illustri personaggi per testimoniare la vicinanza dell’opinione pubblica a un istituto che rappresenta un’eccellenza per Milano e il Paese», scrive Giangiacomo Schiavi, facendo riferimento alla lettera che tanti scienziati e ricercatori hanno sottoscritto nei giorni scorsi per esprimere la propria vicinanza a Garattini e l’insostituibilità della sperimentazione animale, «sarebbe bastata la voce di un sindaco o di un ministro per interrompere la deriva populista che mette in crisi la ricerca biomedica e farmaceutica».

«NESSUNO SCIENZIATO È MOSSO DA SADISMO». Ora invece si rischia lo scontro, tanto per la sproporzionata radicalizzazione della protesta degli animalisti, «che passa con disinvoltura dai blitz negli stabulari alla personalizzazione degli obiettivi», tanto per la crescente disinformazione sulla realtà dei laboratori, troppo spesso dipinti come ambienti di tortura e violenza. «Se fosse reso possibile un altro modo per studiare gli effetti dei farmaci antitumore o quelli dei traumi nell’uomo senza l’utilizzo dei topi», continua Schiavi, «credo che tutti i ricercatori e lo stesso Garattini tirerebbero un sospiro di sollievo: nessuno di loro è mosso da sadismo, nessuno di loro ubbidisce, come scrive il comunicato di Animal Amnesty, “al business della vivisezione e al complotto delle banche d’affari”». Ciò che muove il lavoro degli scienziati sugli animali è feedback di risultati validi e l’assenza di concrete alternative alle cavie.