Viva la Polonia che non uccide i bambini col labbro leporino

Poiché sono nato anch’io così, esulto per la decisione dell’Alta corte polacca che vieta l’aborto per chi nasce con questo difetto

Caro direttore, volevo dirti che ho avuto una vita fortunata. Fortunata, non solo per l’incontro fondamentale con la comunità cristiana, che ha cambiato l’intera mia vita, ma anche perché, grazie ai miei genitori ed a tempi meno barbari dei presenti, sono riuscito a nascere pur avendo, oltre al peccato originale che hanno tutti (persino i virologi), due importanti difetti fisici.

Infatti sono nato con la lussazione congenita all’anca, che in sei mesi è stata superata. Ma sono nato anche con il labbro leporino, che è stato operato da un luminare del tempo e che mi ha lasciato un piccolo segno, peraltro stranamente apprezzato da molte ragazze, anche se non ne ho mai approfittato, perché non mi avevano ancora detto che, in fondo, la castità non è poi una così grande virtù.

Mi è tornata in mente la mia “fortuna”, leggendo un articolo del bravissimo Giulio Meotti sul Foglio intitolato “I polacchi cattivi e quei buoni che abortiscono”. L’articolo così esordisce: «L’Alta corte polacca ha stabilito che l’aborto per labbro leporino, piede torto e sindrome di Down sono una violazione della Costituzione». E poi, con mia grande sorpresa, Meotti ci informa che il “labbro leporino” «continua ad essere un motivo sufficiente per abortire nel Regno Unito», aggiungendo che «sono stati 17 gli aborti per labbro leporino in Inghilterra nel 2019 e tra il 2006 e il 2010 sono stati eseguiti 157 aborti legati a malformazioni estetiche».

Leggendo Meotti, ho pensato con gratitudine ai miei genitori, che mai avrebbero anche solo pensato di interrompere una vita, soprattutto per una causa banale come quella rappresentata dalla presenza di un labbro leporino. Ma ho pensato, anche, con terrore e indignazione, ad una società che non riesce ad accettare una persona con un “difetto” del tutto secondario e che, comunque, viene brillantemente operato dalla chirurgia moderna.

Ho presente un bambino cinese intelligentissimo adottato da un carissimo amico, anche se affetto da “labbro leporino”, operato, appunto, con grande successo. E mi viene da benedire questo amico, mentre comincio a pensare che è da maledire una società che ha finito con il banalizzare sino all’estremo un atto comunque tragico come l’aborto. Viene, infatti, da chiedersi: ma che cos’è un “difetto” fisico? Lasciata la risposta ad una umanità individualista e sempre più egoista, possiamo arrivare, come avviene in Gran Bretagna, a delle conseguenze mostruose. Se una coppia desidera una bambina bionda, la presenza di un bambino nero di capelli costituirebbe un “difetto”? E anche la mia lussazione all’anca potrebbe essere considerato un “difetto” degno di una esecuzione, anche se tale difetto viene sicuramente curato?

Lo stesso Meotti fa due esempi: «Oggi Habermas (il grande filosofo, ndr) e attori come Joaquin Phoenix, nato anch’egli con il labbro leporino, rischierebbero di essere abortiti praticamente in tutti i paesi europei». Ed anch’io, se dovessi nascere oggi, correrei lo stesso rischio. Evviva la Polonia, allora, visto che almeno gli aborti per labbro leporino, piede torto e sindrome di Down sono stati dichiarati, in quel Paese, contrari alla costituzione.

Spero che la decisione polacca faccia scuola in tutta Europa, anche se lo ritengo improbabile, vista la dittatura in atto del pensiero unico, individualista ed egoista. Intanto, caro direttore, lasciami la gioia di esultare, visto che sono nato con il mio caro labbro leporino.

Peppino Zola

Foto Ansa