Il fuoco amico di Pd e intellettuali progressisti contro Delrio e Fassino, la confusione ebrei-sionisti, l'odio coccolato e mai condannato di Askatasuna. Rassegna ragionata dal web
Scritte contro media e Israele sulle pareti della redazione de La Stampa dopo l'assalto di un centinaio di manifestanti lo scorso 29 novembre (foto Ansa)
Su Huffington post it Simone Santucci scrive:
Dire che uno Stato è democratico non significa sostenere chi lo governa, così come dire che l’Iran è una teocrazia non implica prendere posizione sull’opposizione iraniana. È semplice realtà. Eppure la realtà, oggi, sembra diventata pericolosa. Lo si vede anche nella discussione sul Ddl Delrio. Testo moderato, sobrio, che si limita a riprendere la definizione IHRA dell’antisemitismo – adottata dallo stesso centrosinistra quando era al governo, come ha più volte ricordato Emanuele Fiano – e che punta a rafforzare gli strumenti contro un fenomeno esploso del 400% nell’ultimo anno. Una proposta che non menziona Israele, non confonde critica politica e discriminazione, non introduce nuove fattispecie penali: eppure, secondo alcuni, sarebbe il tentativo di “mettere il bavaglio” a chi non condivide la linea del governo israeliano. Anche qui: un’aberrazione logica. La verità, per chi voglia vederla, è che una parte della sinistra vive una sorta ...
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