«Vincent Lambert non è un oggetto né un vegetale. Ma vogliono assassinarlo»

Ieri la madre del paziente tetraplegico di 42 anni, condannato venerdì dalla Cassazione a morire di fame e di sete, è intervenuta all’Onu: «Aiutateci, perché nessuno in Francia ci ascolta. Vincent è un essere umano ma vogliono ucciderlo»

«Sono qui per gridare ad alta voce che vogliono assassinare Vincent. Questa è la parola giusta» da usare. Lo ha dichiarato ieri in un intervento drammatico Viviane Lambert, madre del paziente tetraplegico di 42 anni, che dopo la sentenza di venerdì della Corte di Cassazione francese potrebbe essere lasciato morire di fame e di sete dai medici dell’ospedale CHU Sébastopol di Reims.

«NON È UN VEGETALE»

«Vincent non è in fin di vita, non è un vegetale», ha spiegato Viviane Lambert come riportato da Le Figaro. La donna ha parlato «con il mio cuore di madre in mano» al Consiglio dei diritti umani dell’Onu a Ginevra, invitata dal Centro europeo per il diritto e la giustizia. Il Comitato Onu sui diritti delle persone con disabilità aveva chiesto il 4 maggio alla Francia di non interrompere idratazione e alimentazione al paziente per dare il tempo all’organismo internazionale di studiare il caso.

I medici avevano comunque interrotto il sostentamento vitale il 20 maggio, solo per essere bloccati poche ore dopo dalla Corte d’Appello di Parigi. Venerdì, però, la Cassazione ha giudicato l’intervento dei giudici ordinari «illegittimo», sentenziando in modo definitivo che Lambert può essere ucciso. Resta ai medici la decisione su quando applicare la sentenza.

«AIUTATECI, IN FRANCIA NON CI ASCOLTANO»

«Ci sono foto e video che dimostrano che Vincent non è un vegetale, che ha delle reazioni. Mi ha molto colpito quando, il giorno prima che interrompessero i trattamenti, ho fatto visita a Vincent e lui saputa la notizia si è messo a piangere. Questa è la prova che Vincent ha coscienza di quello che accade», ha aggiunto Viviane nel suo breve intervento. Ha poi concluso:

«Io stessa gli ho dato da mangiare in passato e lui deglutiva. Vincent è un essere umano, non è un oggetto, ma vogliono ucciderlo e questo è drammatico. Se ho accettato di venire qui è per chiedere aiuto, perché nessuno in Francia ci vuole ascoltare, anche se abbiamo le prove di quello che diciamo, anche se siamo i genitori. Vincent non parla, ma può esprimersi. Ecco tutto quello che volevo dire».