«Ave Marianna, piena di forza, il popolo è con te»

«Ave Marianna, piena di forza, il popolo con te». È uscito così di scena l’11 marzo, con una “Preghiera alla République”, Jean-Louis Debré, ormai ex presidente del Consiglio costituzionale francese, la più alta carica giudiziaria del paese. Figlio di Michel Debré, primo ministro e redattore della Costituzione della quinta Repubblica francese, Jean-Louis è stato magistrato, deputato e ministro fino a quando non è stato nominato da Jacques Chirac a capo dell’importante istituto nel 2007.

 

PREGHIERA REPUBBLICANA. Dopo nove anni, a conferma che la laicité della République è per la Francia una religione a tutti gli effetti, ha voluto lasciare il suo incarico recitando «come si fa in una cattedrale, visto che siamo nel tempio della Repubblica», davanti alle telecamere della televisioni una «parodia dell’Ave Maria», scritta da un anonimo nel 1848 durante la terza rivoluzione francese. Fermandosi davanti a una statua della Marianna, famosa allegoria in forma di donna della Repubblica rappresentata per la prima volta da Eugène Delacroix, Debré ha recitato la preghiera alla Marianna «come i cristiani pregano per onorare il loro Dio, perché bisogna onorare la Repubblica e avere fede in lei».

 

«AVE MARIANNA». La preghiera, tradotta, fa così: «Ave Marianna, piena di forza, il popolo è con te/ Sia benedetto il frutto del tuo seno, la Repubblica/ Santa Marianna, madre del diritto, abbi pietà di noi/ Santa Marianna, liberaci/ Santa Marianna, vergine della libertà, liberaci dai re e dai papi/ Santa Marianna, vergine dell’uguaglianza, liberaci dagli aristocratici/ Santa Marianna, vergine della fraternità, liberaci dai soldati/ Santa Marianna, vergine della giustizia, liberaci dai giudici/ E così sia».

 

 

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