Vertice Ue: Euro e Grecia verranno salvati con un nuovo piano Marshall – Rassegna stampa/2

L’Eurozona ha decretato il salvataggio della Grecia grazie alle misure decise ieri dal vertice straordinario dei 17 capi di Stato e di governo. Un piano in cinque mosse che prevede investimenti, aiuti pubblici con scadenze più lunghe e tassi di interesse più bassi, ulteriori prestiti calmierati e il via libera all’Efsf che potrà comprare titoli di Stato svalutati

L’Eurozona non abbandonerà né l’Euro né la Grecia e risponderà alla «situazione unica e grave» del paese ellenico con soluzioni «senza precedenti», come dice il comunicato finale del vertice straordinario dei 17 capi di Stato e di governo, preceduto e accompagnato da una forte ripresa dell’euro e di tutte le Borse, Milano in testa. Secondo il presidente francese Nicolas Sarkozy, la strada trovata è «un viottolo fiancheggiato da due strapiombi». Il Piano di salvataggio prevede cinque mosse.

Prima di tutto, viene tacitamente riconosciuta e accettata una situazione di default, di insolvenza parziale e temporanea della Grecia, che fino alla vigilia veniva respinta con decisione dalla Banca centrale europea: già i tassi di interesse dei prestiti futuri dell’Efsf, che saranno ridotti dal 4,5% al 3,5%, o le loro scadenze prolungate dagli attuali 7,5 anni a un minimo di 15 anni e un massimo di 30, implicano appunto un giudizio sottinteso di default. Ed è la prima volta che accade, in Europa” (Corriere, p. 2).

Secondo, le banche: “Gli investitori privati parteciperanno agli sforzi di salvataggio su base volontaria. Le principali opzioni previste sono lo swap (scambiare i Bond greci con titoli a più lunga scadenza e/o minori rendimenti) e il rollover (riacquistare i titoli greci alla scadenza) con un contributo netto complessivo di 37 miliardi” (Corriere, p. 2).

Terzo, il buy back: “Lo Stato greco, con i prestiti dell’Unione Europea, potrà riacquistare i Bond emessi e in mano ai diversi investitori, soprattutto le banche, ad un prezzo inferiore a quello originario. In questo caso il contributo netto per i conti pubblici greci sarà di 12,6 miliardi” (Corriere, p. 2).

Quarto, acquisti sul mercato: “Il fondo Efsf potrà ricapitalizzare le banche e acquistare il debito dei Paesi in difficoltà sul mercato secondario. L’obiettivo è quello di alleggerire la pressione sui tassi d’interesse dei Paesi ad alto debito, con un effetto ‘a cascata’ atteso sulle emissioni e le aste dei loro titoli pubblici” (Corriere, p. 2).

Quinto, il piano Marshall: “I fondi strutturali europei destinati alla Grecia dovranno essere sbloccati per sostenere il recupero dell’economia con nuove infrastrutture. Il nome deriva dal piano Usa per rilanciare le economie dell’Europa occidentale dopo la Seconda guerra mondiale, voluto dall’allora segretario di Stato statunitense George Marshall” (Corriere, p. 2).