Venghino siori, venghino a investire in Italia. Ingegneri in offerta a mille lire

«L’Italia offre livelli salariali competitivi (che crescono meno che nel resto dell’Ue) e una forza lavoro altamente qualificata», si legge nella brochure del governo per incentivare gli investimenti

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Why invest in Italy. Perché investire in Italia. Già, perché, porca vacca? Questo è il titolo della brochure ospitata sul sito invest-
initaly.com – portale dell’Ice con tanto di logo del ministero dello Sviluppo economico – diffusa pochi giorni fa a Milano dal giovine premier, che ha snocciolato a mitraglietta i progetti per rilanciare l’economia a un pubblico di potenziali investitori esteri, alla presentazione del piano nazionale Industria 4.0: sì, avete letto bene, quattro punto zero, e non meno zero punto quattro (per cento), che è stato di quanto è caduta congiunturalmente la produzione industriale nel secondo trimestre 2016, lo stesso in cui siamo tornati alla “crescita zero” del Pil.

Tutti, oramai, ce l’hanno con l’ex (sempre più ex) stupor mundi di Rignano. Ma, una volta tanto, bisogna dare atto a Matteo Renzi che, con questo patinato opuscolo, ha fatto finalmente la sua prima “operazione verità” su questo paese ridotto con le pezze al sedere. Sì perché, in questa Repubblica fondata sulle Demo di Powerpoint, sebbene detta in inglese, che suona sempre buona e giusta anche se te la infilano in quel posto, a pagina 32 gliene è scappata scritta una grossa. Traduco letteralmente: «L’Italia offre livelli salariali competitivi (che crescono meno che nel resto dell’Ue) e una forza lavoro altamente qualificata professionalmente» (ben evidenziato in rosso). Segue poi sotto la madre di tutte le perorazioni: «In Italia il rapporto qualità/costo dei profili professionali di elevata specializzazione è estremamente competitivo rispetto agli altri paesi europei. Un ingegnere in Italia guadagna un salario annuale di 38.500 euro, mentre negli altri paesi europei lo stesso profilo guadagna in media più di 48.500 euro all’anno».

Quindi, per farci capire ancora meglio, care famiglie italiane, fate pure tutti i sacrifici di questo mondo, spendendo un patrimonio, per dare un futuro e una solida istruzione ai vostri figli, magari presso prestigiose università pagate dalle vostre tasse. E voi cari ragazzi, impegnatevi pure nelle discipline scientifiche e tecniche più dure, rinunciando alle beatitudini terrene dei vostri coetanei che non sanno come mettere assieme l’aperitivo serale con la movida notturna. Fatevi pure un mazzo tanto. In questa Repubblica manca solo un articolo da riformare nella Costituzione: che il “merito” è punito per legge. Perché in questo Paese in mano alla più vile classe dirigente di sempre, a una borghesia suicida, sono i giovani “cazzari” del Giglio magico che regneranno sulle rovine. Venghino, siori, venghino, un ingegnere 1.000 lire.

Foto Ansa

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