Venezuela, dove «pranzare e cenare lo stesso giorno è un miracolo di Dio»

Un toccante documentario realizzato dal Wall Street Journal racconta la storia drammatica di Maria Planchart, giovane mamma di cinque figli, e di migliaia di venezuelani come lei

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Maria Planchart è giovane, ha già cinque figli, ma vive solo con tre di loro. «Gli altri due abitano nella parte orientale del paese con mia zia. Se li avessi tenuti con me sarebbero morti di fame». Mentre parla rovista nella spazzatura, alla ricerca di qualcosa da cucinare ai suoi bambini: ma quando le bancarelle abbandonano uno dei tanti mercati di Caracas, capitale del Venezuela, lasciano per terra solo verdura marcia e patate fradice.

LANDA DESOLATA. Il Venezuela era il paese più ricco dell’America Latina, prima che vent’anni di gestione socialista scellerata da parte del regime di Hugo Chavez e Nicolas Maduro lo trasformassero in una landa desolata. La situazione è così grave che la gente non può più permettersi neanche cibo e medicine. Chi riesce, e sono già quattro milioni di persone, lascia il paese. Chi non ce la fa, agisce come Maria: si ingegna e cerca di sopravvivere.

IL VENEZUELA CHE SCOMPARE. Il toccante documentario realizzato dal Wall Street Journal racconta la storia di Maria e con la sua, quella di tutti i venezuelani. «Volevo studiare legge, fare l’avvocato. Conducevo una vita confortevole. Poi abbiamo cominciato a tornare indietro e mi sono ritrovata in un incubo dal quale non riesco a svegliarmi e non so se ci riuscirò mai», racconta nel mini-film dal titolo: “Il Venezuela che scompare”.
«IL LATTE COSTA TROPPO». Mentre due dei suoi bambini restano a casa, Maria gira con il figlio più piccolo, Jean Pierre, per le strade di Caracas. Ha due anni e ancora non cammina né parla. «Piange molto spesso. Ha importanti ritardi di crescita a causa della malnutrizione. Il latte è introvabile e comunque costa troppo». Non appena la giovane mamma racimola qualche soldo, lo spende per comprare da mangiare: «L’inflazione è schizzata alle stelle. Il Bolivar è come un fantasma nelle mie tasche: appena ne ho un po’, spariscono subito».
MANGIARE È UN MIRACOLO. Quel poco che riesce a comprare non basta per garantire tre pasti al giorno a lei e ai figli. «Mangiamo perlopiù una volta al giorno. Ogni volta che devo mettere i miei bambini a letto senza avergli dato del cibo, mi prende il panico. Quando riusciamo a pranzare e cenare nello stesso giorno è solo grazie a un miracolo di Dio».

I FRATELLI SCOMPARSI. Maria aveva un fratello che l’aiutava, ma è stato assassinato nella capitale, dove la delinquenza, spesso per motivi futili, è aumentata a dismisura. L’altro fratello, Alessandro, cerca di darle una mano come può, vendendo caramelle sugli autobus e i treni. In un momento di disperazione, però, «dopo aver visto per l’ennesima volta i miei figli che mi dicevano “Mamma ho fame”», ha cercato di rubare, è stato arrestato e ora «non ho più notizie di lui».
LE INUTILI ELEZIONI. Questa giovane mamma però non si arrende, va avanti, porta tutti i giorni Jean Pierre e gli altri al fiume per lavarli e pensa a come sbarcare il lunario. «Leggere la Bibbia mi aiuta. Purtroppo in Venezuela la persona ha perso il suo valore. Io vado avanti per i miei figli: loro sono la mia famiglia, la mia forza, il mio tutto». Maria sta pensando di lasciare Caracas per trasferirsi dalla zia e «vedere se per caso Dio non abbia in serbo per me qualcosa di meglio. Vorrei una vita migliore, vorrei poter nutrire i miei bambini tutti i giorni». Domenica il dittatore Maduro ha indetto elezioni anticipate incostituzionali per farsi rieleggere. Un voto che non risolverà i problemi di Maria e dei venezuelani.

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