Usa, marijuana. Consumi e abusi raddoppiati in dieci anni: «Colpa delle leggi»

I dati sono stati diffusi da uno studio pubblicato sulla rivista mensile della più grande associazione di medici americani: il 10 per cento della popolazione (22 milioni di persone) si droga

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Negli Stati Uniti 22 milioni di persone, pari al 10 per cento della popolazione, fanno uso di marijuana e circa uno su tre, cioè 6 milioni e 850 mila persone, ne abusa o ne è dipendente. Lo rivela uno studio pubblicato su Jama Psiychiatry, rivista mensile diffusa dall’Ama, la più grande associazione di medici americani. I dati potrebbero anche essere superiori, ma lo studio riguarda solo la popolazione maggiorenne, fa notare l’Associated Press.

DUE SONDAGGI. Gli autori hanno paragonato i risultati di due importanti sondaggi sullo stesso tema, condotti a distanza di dieci anni l’uno dall’altro, e realizzati con interviste faccia a faccia. Sono state dunque messe a confronto le 43.093 interviste del National Epidemiologic Survey on Alcohol and Related Conditions fatte nel 2002-2003 e le 36.309 del National Epidemiologic Survey on Alcohol and Related Conditions fatte nel 2012-2013.

CONSUMO RADDOPPIATO. Nel giro di dieci anni, è il risultato, il consumo di marijuana è più che raddoppiato tra la popolazione americana passando dal 4,1% del 2002 al 9,5% del 2012. Inoltre, il consumo della droga è aumentato soprattutto nelle classi più povere della popolazione, in particolare tra i neri e gli ispanici. Anche l’abuso e la dipendenza sono raddoppiati passando dall’1,5% al 2,9%, a causa dell’aumento della popolazione che fa uso della droga.

LA RESPONSABILITÀ DELLE LEGGI. Per spiegare una simile crescita, lo studio fa notare come «negli Stati Uniti le leggi sull’uso della marijuana stiano cambiando. Ora 23 Stati la permettono per uso medico ed è stato registrato che negli Stati con leggi simili il consumo di marijuana è più alto che negli altri. Quattro di questi Stati hanno anche legalizzato la marijuana per uso ricreativo».

«MARIJUANA PERICOLOSA». Secondo gli autori, le nuove leggi sono alla base sia dell’aumento del consumo di marijuana sia di un cambiamento di mentalità verso la droga che di una minore percezione dei rischi: «Sempre meno americani percepiscono che la marijuana è pericolosa, nonostante diversi studi abbiano mostrato che la marijuana è legata a: degrado cognitivo, handicap psicosociali, incidenti stradali, ricoveri al pronto soccorso, sintomi psichiatrici, bassa qualità della vita, uso di altre droghe, sindrome da astinenza da cannabis e rischi di dipendenza. Inoltre, l’abuso della (o la dipendenza dalla) marijiuana sono associati a ossessioni e disabilità, e rappresentano di conseguenza un pericolo per la salute pubblica».

NO ALLA LEGALIZZAZIONE. Anche per questo lo studio specifica che «educare ai rischi dell’uso di marijuana, presentando argomenti in modo ragionevole ed equilibrato, è sempre più importante per contrastare l’idea pubblica che la marijuana non sia pericolosa». Con queste premesse, è scontata la conclusione finale: «Molte persone negli Stati Uniti pensano che sia giunta l’ora di smettere di proibire l’uso ricreativo della marijuana, ma questo studio, così come tanti altri, suggerisce cautela».

Foto Ansa


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •