L’uomo perfetto nascerà nel 2045 ma a crearlo sarà Google, non Dio

Il nuovo progetto di Google si chiama Baseline Study e vuole studiare il corpo umano fino alla più piccola particella per scoprire com’è fatto il corpo perfetto. Sarà «un grande salto in un terreno sconosciuto»

L’uomo perfetto lo creerà Google. Il colosso informatico da tempo ha deciso di investire nella ricerca scientifica, grazie alla collaborazione con lo studioso e scienziato Ray Kurzweil (foto a destra), inventore del pensiero della “singolarità” (qui l’articolo di Mattia Ferraresi per Tempi), «un periodo futuro durante il quale il ritmo del cambiamento tecnologico sarà così rapido, e il suo impatto così profondo, che la vita umana sarà trasformata in modo irreversibile».

UOMO PERFETTO NEL 2045. Per Kurzweil l’uomo perfetto nascerà sulla Terra nel 2045 e Google farà la sua parte con il “Baseline Study”, una ricerca di ampia portata che studierà tutto quello che concerne il corpo umano, dai suoi meccanismi al corredo genetico, dai processi dell’invecchiamento a come prevenire le cause di morte. L’uomo perfetto, insomma, lo creerà Google.

PAROLA CHIAVE: PROATTIVITÀ. Per il “Baseline Study” inizialmente verranno scelti 175 candidati, spiega il Wall Street Journal, che poi diventeranno migliaia, e un gruppo di ricercatori guidato dal biologo molecolare Andrew Conrad ne studierà ogni aspetto per scoprire quali caratteristiche deve avere un corpo per essere perfettamente sano. La parola chiave di questo nuovo progetto di Google è la proattività, cioè individuare in anticipo tutti i fattori di rischio, di malattia e morte per poi sconfiggerli. Ha detto lo scienziato: «Per avere un approccio realmente proattivo è indispensabile conoscere come appare il corpo umano quando è completamente sano».

GOOGLE GLASS. Gli scienziati di Google, dunque, cercheranno di capire quali sono le condizioni migliori, le caratteristiche che un corpo deve avere e i comportamenti che una persona deve assumere per non contrarre le malattie mortali più comuni del nostro tempo. Il dottor Conrad sa che si tratta di «un grande salto in un terreno sconosciuto» ma è convinto di «fare progressi» passo dopo passo. Per ottenere sempre più dati, di sicuro verranno usate delle lenti a contatto intelligenti, in grado di migliorare la vista e soprattutto di monitorare costantemente la salute del portatore, realizzate in collaborazione con Novartis. Per il momento l’interesse di Google per queste lenti a contatto riguarda il diabete: sarebbero infatti in grado di registrare tutte le variazioni di insulina del paziente in modo da avvisarlo nel caso in cui occorresse la somministrazione di una dose aggiuntiva. Un domani, però, potrebbero essere utilizzate per registrare milioni di dati utili concernenti il nostro corpo.