L’università polacca dove insegnò Giovanni Paolo II apre le porte ai detenuti

Un accordo tra il rettore dell’università cattolica di Lublino e il Servizio penitenziario polacco permetterà ai detenuti di seguire due corsi accademici: «Vogliamo sostenere il loro recupero»

Papa Giovanni Paolo II ne sarebbe stato felice. L’università cattolica di Lublino, in Polonia, dove Wojtyla insegnò etica per diversi anni prima di diventare pontefice nel 1978 e che oggi porta il suo nome, ha deciso di aiutare i detenuti a uscire dall’isolamento culturale e sociale attraverso l’istruzione.

DETENUTI E STUDENTI. Grazie a un accordo stretto tra il rettore del’università, Antoni Debinski, e il direttore distrettuale del Servizo penitenziario polacco, Wlodzimierz Gluch, dal prossimo anno accademico i detenuti dell’est Polonia potranno seguire i percorsi accademici dell’università di Lublino, allo scopo di conseguire il diploma accademico per informatici e assistenti sociali. Nel corso del primo anno accademico i carcerati potranno seguire le lezioni all’interno del penitenziario, mentre per gli anni successivi potranno recarsi in sede e seguire le lezioni assieme agli altri studenti.

RECUPERO. Per partire saranno necessarie almeno trenta iscrizioni per ciascuno corso e, in caso di successo, il progetto potrà essere esteso anche ad altre università polacche. «Si tratta di un esperimento per sostenere il recupero dei carcerati», ha precisato un rappresentate della Katolicki Uniwersytet Lubelski Jana Pawła II, che al momento ospita circa diciannovemila studenti, distribuiti su otto facoltà.