Unicef: «A Gaza uccisi 121 bambini palestinesi, tra i 5 mesi e i 17 anni»

Oggi da Ginevra il drammatico bilancio dell’operazione militare di Israele nella Striscia di Gaza. Ban Ki-Moon: «Condanno l’uso di siti civili da parte di Hamas per scopi militari, soprattutto l’uso di scuole, ospedali e moschee»

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Oggi a Ginevra l’Unicef ha comunicato il più drammatico dei bilanci delle vittime degli scontri tra Israele e Gaza, dallo scorso 8 luglio (e solo fino al 21 luglio): sono stati uccisi nel corso dei raid e delle operazioni militari 121 bambini palestinesi. Per l’Unicef si tratta di 84 ragazzi e 37 ragazze, di età comprese tra i 5 mesi e i 17 anni. Nella media che non si vorrebbe mai calcolare emerge che due bambini morti su tre hanno meno di 12 anni. L’Unicef ha stimato inoltre che più di 900 bambini sono rimasti feriti. Secondo le stime degli operatori umanitari sul campo, almeno 107 mila bambini hanno in questo momento bisogno di sostegno specializzato per affrontare il trauma della guerra che stanno vivendo.

BAN KI-MOON: «SMETTETE DI COMBATTERE». Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon ha lanciato un nuovo appello: «C’è uno sforzo comune internazionale. Smettete di combattere, cominciate a parlare e andate alla radice del conflitto. Nessuna attività militare servirà a raggiungere questo scopo». In una conferenza stampa tenuta dopo l’incontro con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Ki-Moon ha aggiunto: «Condanno l’uso di siti civili da parte di Hamas per scopi militari. L’uso di scuole, ospedali e moschee per uso militare».

NUOVA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA. Dalle 17 ora italiana a New York si è tornato a riunire il Consiglio di sicurezza dell’Onu, nuovamente per discutere della crisi a Gaza: è previsto un intervento in videoconferenza dello stesso segretario generale Ban Ki-Moon attualmente in missione nella zona. Prima del Consiglio, da Ginevra, il portavoce dell’Ufficio Onu per gli affari umanitari (Ocha) Jens Laerke ha ammonito che «A Gaza non vi è letteralmente alcun posto sicuro per i civili. Piu’ di 100mila persone risultano sfollate in 69 scuole gestite dall’ Unwra. La Striscia è densamente popolata con un numero stimato di 4.500 persone per chilometro quadrato. Non c’è letteralmente alcun posto sicuro per i civili. Circa 500 case sono state distrutte o gravemente danneggiate dai bombardamenti aerei israeliani. Globalmente, stimiamo che 1,2 milioni di persone non abbiano accesso all’acqua o solo in modo limitato. Inoltre, abbiamo notizie di inondazioni delle fognature, una minaccia per la salute pubblica».

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