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La preghiera del mattino

Orbán ha perso in Ungheria e la sinistra non ci ha capito niente

Di Leone Grotti
14 Aprile 2026
L’illusione di Schlein e Salis, il populismo di Magyar, la scomparsa della sinistra nel paese magiaro e i fantasmi di Putin e Xi. Rassegna ragionata dal web
Peter Magyar esulta a Budapest per la vittoria alle elezioni in Ungheria contro Viktor Orbán
Peter Magyar esulta a Budapest per la vittoria alle elezioni in Ungheria contro Viktor Orbán (foto Ansa)

«Fine del regime Orbán», titola Repubblica all’indomani della vittoria alle elezioni ungheresi dello sfidante Peter Magyar. Dalla prima pagina Tonia Mastrobuoni scrive:

«La tirannide sul Danubio è storia. Viktor Orbán è stato spazzato via da una valanga di voti che non si vedevano dalla fine del comunismo. Peter Magyar ha vinto con l’affluenza del 77,8 per cento».

Dopo aver evocato nelle ultime settimane il pericolo brogli, lo spettro degli hacker russi, l’ingerenza di Stati Uniti e Cina; dopo un decennio passato a dipingere Orbán come un dittatore alla stregua di Xi Jinping e l’Ungheria come un paese governato da un regime impossibile da disarcionare legalmente, si scopre che bastava presentare un candidato credibile (cioè non di sinistra) e capace di parlare in modo efficace alla gente per vincere regolarmente le elezioni. Chissà se a Repubblica verrà mai il dubbio che a Budapest, a conti fatti, non c’era alcun alcun regime. * * * Francesco Battistini scrive sul Corriere della Sera...

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