Ungheria, si vota. Tutti pronti a lanciare l’allarme “ultradestra” ma c’è un motivo se vincerà ancora Orban

Il premier uscente è in vantaggio nei sondaggi perché ha risollevato il paese economicamente. E ha promosso una riforma costituzionale decisamente pro life e pro famiglia

Domenica si vota in Ungheria e tutti danno per vincente Viktor Orban, premier uscente e leader del partito Fidesz (Unione civica ungherese). Il politico che in Italia viene definito come un “pericoloso nazionalista” a capo di una fazione di “ultradestra” è riuscito a radunare nell’ultima manifestazione prima delle elezioni nella grande piazza degli Eroi ben 150 mila persone.

L’ECONOMIA GALOPPA. A Budapest non sono tutti fascisti e se Orban è in vantaggio c’è un motivo: opponendosi alle misure di austerità dell’Ue, dopo aver ricevuto finanziamenti pari a 5,3 miliardi nel 2013, il premier ha risollevato il paese dalla crisi del 2006 causata dalla sinistra tanto che oggi l’economia gode di un trend positivo come non se ne vedevano da decenni. Nel 2013 l’Ungheria è cresciuta dell’1,2 per cento, nel 2014 si prevede un aumento fino al 2,1. Non solo, il costo di luce e gas è stato abbassato e sono state messe in campo misure per favorire il pagamento dei mutui.
Orban ha anche trovato un accordo con la Russia per la costruzione di due nuovi reattori nella centrale nucleare di Pàks: i lavori sono affidati alla russa Rosatom e da Putin arriva un prestito da 10 miliardi di euro, l’80 per cento del costo complessivo dell’ampliamento.

NUOVA COSTITUZIONE. La stabilità economica riconquistata è il motivo principale per cui secondo i sondaggi gli ungheresi rieleggeranno Orban. Ma non è l’unico. Quando la popolazione nel 2010 ha affidato al premier i due terzi del Parlamento, l’ha fatto perché venisse riformata la Costituzione.
Guidato da Orban, il Parlamento ha introdotto nella Carta la protezione della vita del feto fin dal concepimento, la promozione della famiglia, rappresentata dal matrimonio fra uomo e donna, la proibizione delle pratiche eugenetiche, limitazione costituzionale all’indebitamento dello Stato non oltre il 50 per cento del Pil, invocazione della responsabilità di fronte a Dio dei parlamentari che approvano la Costituzione, formalizzazione costituzionale dello stemma nazionale centrato sulla Santa Corona e su Santo Stefano, simboli dell’eredità storica cristiana dell’Ungheria.

ULTRADESTRA. Per questi motivi i giornali occidentali hanno definito la Costituzione “fascista”, mentre il partito Fidesz ha guadagnato voti. Le elezioni di domenica diranno chi ha ragione ed è probabile che a vincere sarà Orban visto che la sinistra, responsabile del disastro economico, è data appena al 20 per cento. Ed è quasi certo che i titoli dei quotidiani lanceranno l’allarme per il ritorno in auge dell’ultradestra. Parigi docet.