Una borsa di studio per approfondire la storia del grande Grossman

Fondazione Grossman bandisce una borsa di studio da 9.000 euro per studiare materiali del celebre autore di “Vita e destino”. Domande da inviare entro il 15 marzo

Vasilij Grossman non è solo l’autore del capolavoro Vita e destino. È stato l’unico “giornalista” presente alla Battaglia di Stalingrado del 1942-43, il solo presente sulla Riva destra del Volga, mentre i suoi colleghi e i membri del partito erano fuggiti sulla Riva sinistra, al sicuro. Il primo a raccontare in presa diretta (dalle pagine del quotidiano dell’esercito Stella Rossa) la più sanguinosa battaglia della seconda guerra mondiale. Il primo giornalista a raccontare al mondo l’Olocausto dall’interno dell’inferno del lager di Treblinka.

È stato uno dei pochi e fortunati intellettuali sopravvissuti alle purghe staliniane che dal cuore del regime comunista (Grossman era uno scrittore “autorizzato” dall’Unione degli Scrittori controllata dal Pcus) abbia iniziato a raccontare, già a partire dagli anni Trenta e Quaranta, la vita del cittadino sovietico al tempo del “socialismo reale”. Soprattutto, Grossman è stato il primo a sviscerare la dinamica sempre attuale del potere e dell’ideologia, l’atomizzazione e il conformismo degli individui che potere e ideologia introducono nella società, i meccanismi della propaganda, la paura di dissentire dai totem che lo Stato (o gli Stati) impongono come senso comune attraverso i mezzi di istruzione e di comunicazione sostenuti da un adeguato sistema coercitivo di magistratura e di polizia.

Infine Grossman ha inaugurato l’epoca del cosiddetto “disgelo” kruscioviano. Che altro non fu, come spiegano gli americani John e Carrol Garrard, autori di Le ossa di Berdicev (Marietti 1820), se non il tempo in cui «non si arrestavano e non si fucilavano più gli scrittori. Si arrestavano e si fucilavano i loro libri».

L’ETERNA CONTEMPORANEITÀ DI VITA E DESTINO

Vita e Destino venne sequestrato dal Kgb nel 1961: manoscritti, dattiloscritti e perfino i nastri della macchina da scrivere e i fogli di carta carbone. Venne pubblicato nel 1980 a Losanna in Svizzera dopo anni di clandestinità. Ma la sua vicenda umana e letteraria, che nel tempo ha saputo illuminare dinamiche storiche, sociali, politiche e filosofiche “universali”, continua a svelare la sua eterna contemporaneità. Per questo la Fondazione Grossman (che dal 2007 riunisce due cooperative scolastiche a Milano, la San Tommaso Moro e la Alexis Carrel) ha deciso di bandire una borsa di studio per approfondire la storia dello scrittore che pose l’unico reale baluardo contro l’ideologia e quindi contro il potere (qualunque esso sia) nella persona. «Per questo abbiamo intitolato a lui la Fondazione che riunisce le nostre scuole, perché le scuole sono innanzitutto un luogo di passione alla persona e al suo rapporto con la realtà». 

UNA BORSA DI STUDIO DA NOVEMILA EURO

Il bando, nato nell’ambito dei progetti della “Fondazione Vasilij Grossman” e sotto la supervisione di un tutor scientifico, prevede un soggiorno di studio all’estero, e in particolare a Mosca, per prendere visione dei materiali relativi a Grossman conservati negli archivi letterari, con l’obiettivo di approntare l’edizione critica di una o più opere grossmaniane secondo i metodi della filologia digitale. La durata della borsa decorre dal 1 aprile 2019 al 31 marzo 2021 e verrà erogata nella somma di 3.000 euro annui per 3 anni consecutivi.

L’importo totale della borsa è di 9.000 euro (al lordo delle imposte e trattenute) e possono presentare domanda candidati in possesso di un titolo di laurea magistrale in ambito umanistico e un adeguato curriculum scientifico e accademico sulla letteratura russa. È richiesta la conoscenza della lingua inglese e della lingua russa. Costituiscono ulteriori titoli per l’individuazione del vincitore inoltre aver maturato specifiche esperienze in istituzioni universitarie o culturali; aver svolto un’esperienza professionale o di ricerca all’estero; aver svolto ricerche nel campo della filologia digitale.

La borsa verrà assegnata con giudizio insindacabile di una commissione composta da tre docenti di Università italiane individuati fra gli esperti e studiosi di Grossman. La domanda di partecipazione (qui il modello), che dovrà essere corredata di curriculum e di una fotocopia di documento d’identità) va inviata via mail all’indirizzo segreteria.organizzativa@fondazionegrossman.org entro il 15 marzo 2019.