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Un nuovo governo, i 100 mila miracoli del Viagra arcobaleno, i 1000 euro per non abortire

giugno 7, 2018 Emanuele Boffi

Cosa ci piace e cosa non ci piace del nuovo esecutivo. Quante sono le famiglie arcobaleno? La cattolica piddina di Padova. Lettere a Tempi

Sembra proprio che per il bene del Bel Paese i due partiti che hanno vinto le elezioni si siano clamorosamente messi d’accordo e, sotterrando asce giustizialiste e picche giussaniane (di Alberto, non del don…) stiano lavorando assieme per il bene comune… Sembra un miracolo. È la prima volta, dalla fine della guerra, che in Italia due forze politiche così antitetiche e che in campagna elettorale se le sono date di santa ragione decidono di comune accordo che: basta! Prima vengono i problemi del paese. Rimango interdetto, ma spero in bene. Una breve considerazione: ma se l’immagina lei negli anni Sessanta e Settanta (e fino all’abbattimento del Muro) un Pci che mette assieme propri ministri (e sottolineo ministri, non appoggi esterni tipo il governo che nacque il 16 marzo di 40 anni fa) con quelli della Dc, che da loro è sempre stata dipinta come serva della Chiesa, degli amerikani e delle multinazionali voraci, affamatrici del popolo? Carissimi saluti e auguri per il nostro mensile.
Riccardo Dietrich, Milano, lettore di Tempi dal primo numero

Caro Riccardo, sarò sincero, non riesco ad entusiasmarmi per questo governo. Come ho già provato a spiegare non è questo l’esecutivo che ci auguravamo uscisse dalle urne il 4 marzo, per cui speravamo in una vittoria del centrodestra che, con tutti i suoi limiti (e sono tanti), perlomeno rivendicava nelle sue linee di fondo una posizione di primazia della persona sullo Stato.
Si sa come sono andate le cose, e va bene. Ma a noi non potranno mai piacere provvedimenti come il reddito di cittadinanza (gli 80 euro di Renzi moltiplicati per 10) o un’impostazione della giustizia che risente del peggior mood manettaro. La Stampa ha scritto che i consigliori del guardasigilli Alfonso Bonafede sono Davigo e Di Matteo, e Dio ce ne scampi. Ieri sul Gazzettino Carlo Nordio ha scritto un editoriale che condivido in pieno, mettendo bene in luce quanto sia bizzarra la figura dell’agente provocatore, una delle idee peggiori di questa banda di forcaioli. Più di un punto interrogativo ce l’abbiamo sul ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che ci pare più interessato alle piste ciclabili che alle grandi opere.
Sul resto, siamo in attesa di capire dove andranno a pescare i soldi che servono a rilanciare il paese, quali intenzioni abbiamo sulla flat tax e in politica estera, su cui sospendiamo il giudizio in attesa delle prime mosse. A preoccuparci, in buona sostanza, sono i grillini che sono tutto e il suo contrario, un partito eterodiretto da una società privata la cui classe dirigente è selezionata coi clic e un algoritmo (almeno così ce la vendono). Secondo noi, combineranno solo disastri che speriamo di non pagare troppo caro. Potrebbero anche non fare niente, come si vede a Roma e Torino, ma sarebbe una magra consolazione.
Qualcosa che ci piace c’è: il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti potrebbe rivelarsi una sorpresa, Matteo Salvini fa bene a usare il “metodo Trump” sull’immigrazione (fare la faccia feroce per negoziare la soluzione che più gli conviene), il ministro per gli Affari regionali, Erika Stefani, ha detto che vuole aiutare le Regioni a procedere sulla strada dell’autonomia (incrociamo le dita).
Per fortuna, M5s e Lega sono così distanti sui temi eticamente sensibili che difficilmente potrebbero peggiorare la situazione attuale – sarebbe già qualcosa rispetto ai disastri del Pd – ma ieri abbiamo un po’ storto il naso a leggere le dichiarazioni al Corriere del ministro ai Rapporti col parlamento, il grillino Riccardo Fraccaro, che ha proposto dei referendum su tutti quegli «argomenti divisivi su cui spesso in Parlamento si combatte». Ecco, no grazie.
PS. Ma i colleghi di Repubblica non l’hanno ancora capita? Negli ultimi giorni hanno attaccato a testa bassa Paolo Savona per un’inchiesta in via d’archiviazione e il neo ministro Lorenzo Fontana per le sue sacrosante idee sulla famiglia. Come se non bastasse hanno enfatizzato le parole di George Soros, preoccupato della vicinanza del governo alla Russia. Ecco, tra Soros e Putin, noi non abbiamo dubbi da che parte stare.

* * *

Caro direttore, ma ci sono o non ci sono le famiglie arcobaleno? Riporto un’Ansa del 6 giugno 2018: «Secondo i dati calcolati dal ministero degli Interni, aggiornati al 31 dicembre del 2017, infatti, sono state 8.506 le coppie lgbt che si sono unite in matrimonio, di cui 6073 nel solo 2017. Numeri a quali si debbono aggiungere i dati del 2018 non ancora disponibili. Ad usufruire della legge sono state soprattutto coppie di uomini che rappresentano i tre quarti sul numero totale. Per lo più si tratta di persone adulte, in molti casi anche molto avanti con gli anni, molto meno i giovani. “C’è stata una corsa – spiega Monica Cirinnà – delle coppie consolidate, quelle che vivono insieme da anni ad accedere ai doveri e ai diritti del matrimonio”. Ma a rovinare il compleanno della legge delle Unioni Civili sono state le dichiarazioni del neo ministro leghista alla famiglia Lorenzo Fontana, secondo il quale le famiglie arcobaleno “non esistono”». Al Censimento 2011 risultano in Italia 16.648.316 nuclei familiari, quindi se le famiglie sono 8.506 significa che sono lo 0,05 per cento sul totale italiano. Qua si capisce, tra l’altro e secondo me, perché il Pd ha perso le elezioni.
Gianmario Gatti, via email

E bisogna aggiungere il fatto che, come si disse solo pochi anni fa per spingere all’approvazione delle unioni civili, «in Italia ci sono 100 mila figli di coppie omosessuali». Cen-to-mi-la! Quindi oltre 11 figli a testa per coppia anziana e consolidata. Non male, no? Miracoli del Viagra arcobaleno.

* * *

Don Marco Scattolon, un parroco della provincia di Venezia, ha offerto 1000 euro alle madri che, trovandosi in procinto di abortire per motivi economici, decidono di cambiare idea. Michela Lorenzato, vice segretaria del Pd di Padova, ha scritto sulla sua bacheca Facebook una lettera aperta… a dir poco allucinante! Inizia con l’esibire le credenziali di “buona cattolica” (praticante, sposata in Chiesa, con tanto di figlio battezzato) per poi chiedere «rispetto per le scelte degli altri, rispetto per il dolore degli altri, rispetto per quelle madri che decidono di interrompere una gravidanza. Chi sono io per giudicare, chi è lei per farlo?». E poi l’affondo: «Io mi sono sentita offesa nel leggere la sua offerta, come se fossero solo i soldi il motivo che spinge una donna a questa scelta. E poi, caro Don, glielo dico da mamma, con mille euro riesco a malapena a pagare tre mesi di asilo nido».
Mi sorgono alcune domande che rivolgerei proprio alla signora Lorenzato:

1) Cosa vuol dire rispettare le scelte altrui? Rispettare significa lasciare la libertà e l’autonomia di una persona, non giudicarla, riconoscerne la dignità. Mi pare che il gesto di don Marco sia volto proprio a quelle madri che non sono libere di scegliere per via del loro status economico… o perché a nessuno interessa il loro dramma.
2) Perché è sbagliato giudicare? Se fosse stato usato il termine “condannare” avrei potuto capire (anche se in una democrazia ciascuno è libero di esprimere proprie opinioni). Ma “giudicare” significa stare di fronte al reale e indicare cosa è per il bene e cosa non lo è. In questo caso, chi è che ha giudicato? Don Marco ha offerto un aiuto economico. Se io domani offro una cena ad una coppia di amici in difficoltà sto condannando la loro situazione? Mi pare che il giudizio e la condanna qui arrivi dalla vice segretaria del Pd che dopo la tiritera sul suo stato di “buona cristiana, donna e madre”, quasi a dimostrare la sua superiorità sul vecchio e retrogrado prete di campagna, spara la sua condanna senza se e senza ma.
3) Ma quando quelli “di sinistra” si sentono offesi, la colpa è sempre degli altri? Mi chiedo se per la sinistra l’art. 21 della Costituzione che recita “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” vada cambiato in “Tutti hanno diritto di avere un proprio pensiero, basta che se lo tengano per sé”.
4) «Con mille euro riesco a malapena a pagare tre mesi di asilo nido». Ecco, signora Lorenzato, mi chiedevo appunto cosa ha fatto la politica e il Pd di concreto per le aiutare le famiglie (tradizionali e arcobaleno). Avete applicato l’Imu alle scuole paritarie e agli asili gestiti da comunità di cittadini che si riconoscono nel cristianesimo. Avete introdotto l’Iva alle rette scolastiche. Forse senza il vostro “aiuto” con quei 1000 euro ci avrebbe fatto più di tre mesi d’asilo.
Luca Pauletti, via email

Come diceva Nicolás Gómez Dávila, «l’uomo di sinistra si crede generoso perché le sue mete sono confuse».

Foto Ansa

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