Google+

Non votiamo chi fa quel che vogliamo noi, ma chi ci lascia liberi di farlo

marzo 2, 2018 Emanuele Boffi

Non tutto quello che vediamo nel centrodestra ci pare convincente, ma resta comunque uno schieramento non apertamente ostile a tutto ciò in cui crediamo

Pubblichiamo in via eccezionale l’editoriale che appare nel numero di febbraio di Tempi. Ricordiamo che i contenuti del mensile non sono pubblicati online. Vuoi scoprire come abbonarti? Clicca qui

Siamo sotto il culo dell’elefante e questo elefante che ci opprime è lo statalismo. Se c’è una cosa deprimente in questa campagna elettorale è la completa assenza nel dibattito pubblico di alcuni temi di cui si dovrebbe discutere e che, invece, sono colpevolmente ignorati dai più. Sarà un caso, sarà che siamo “nati postumi” come dice quel genio anarcoide di Gigi Amicone, ma è un fatto che di tutto quel che ci sta a cuore c’è poco o nulla nei talk show tv o sui giornali: libertà di educazione, federalismo, sussidiarietà, inverno demografico, sovraffollamento carcerario, abbattimento una volta per tutte del deleterio sistema mediatico-giudiziario che imperversa nel paese da vent’anni, lotta a una burocrazia che soffoca nella culla ogni tentativo d’impresa (ne sappiamo qualcosa anche noi, ahimè).

Siamo noi fuori sincrono o è la classe dirigente di questo paese a baloccarsi dietro a futili dibattiti sulla legalità, il sessismo, il reddito di cittadinanza (Dio ce ne scampi), altre mancette da 80 euro da elargire a pioggia? Ci promettono l’eutanasia e la cannabis libera come conquiste di civiltà solo perché ci vogliono un po’ più rimbambiti (e pure un pochino morti), mentre ci tengono buoni buoni sotto il peso dell’elefante. Stateci voi, se volete. Ma noi abbiamo scuole da difendere, associazioni da salvare, esperienze sociali e imprenditoriali da salvaguardare da una burocrazia occhiuta e da una magistratura zelante oltre ogni limite di decenza. C’è una famiglia – quella definita dalla Costituzione, non dal catechismo di Pio X – che è sotto attacco e che va preservata quale unico argine al disfacimento che ci vuole tutti neutri, asessuati e infelici.

Diciamo la verità: non ci sono in giro dei Churchill o dei Napoleone, ma il centrodestra resta ancora la scelta più sensata rispetto a una sinistra intrappolata nei suoi fantasmi nonostante le riverniciature liberal (leggete lo strepitoso articolo, scritto in esclusiva per Tempi, di Ryszard Legutko). E un “partito non partito” che se arrivasse al potere ci aprirebbe le porte di un radioso futuro nordcoreano.

Non tutto quello che vediamo muoversi nel campo del centrodestra ci convince, molte proposte ci fanno storcere il naso, ma resta comunque uno schieramento non apertamente ostile a tutte quelle istanze che crediamo importanti per la società italiana. Per noi il criterio di voto è riassumibile in questo scioglilingua: appoggiamo non chi fa ciò che vogliamo noi, ma chi non ci impedisce di fare e pensare quello che vogliamo.

Non chiedeteci altro. Non abbiamo la sfera di cristallo e non sappiamo cosa accadrà il giorno dopo le elezioni: se ci sarà una maggioranza adeguata a guidare il paese e se finalmente si riuscirà a convogliare in una visione, o almeno in un progetto, le tante energie presenti sul nostro territorio.

Quel che sappiamo, oggi, a pochi giorni dal voto del 4 marzo, è che, fatta la tara a tutte le possibili e legittime rimostranze e recriminazioni, esistono ancora delle “cose” cui teniamo, delle presenze in cui crediamo, una tradizione – quella giudaico cristiana – che riteniamo essere un patrimonio ancora attuale e vivo, e delle persone che si impegnano a salvaguardare e rilanciare idee ed esperienze generatrici di una cultura nuova, pugnace e non mainstream. L’alternativa è non votare, lamentarsi, stare fuori dalla mischia. L’alternativa è morire d’inedia e malanimo, soffocati sotto la mole del pachiderma.

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
Banco alimentare

Tempi Motori – a cura di Red Live

La SUV francese monta un nuovo turbo a benzina, capace di 300 Nm a 1.900 giri e di un consumo medio dichiarato di 5,9 l/100 km. Perfetto per i mercati di tutto il mondo

L'articolo DS 7 Crossback Puretech, 225 cv per il benzina top di gamma proviene da RED Live.

Molti avrebbero voluto vedere una Foxy con ruote da 29″, così da renderla più versatile ed esasperarne la capacità di tritare tutto ciò che le passa sotto, sia in salita sia in discesa. Detto, fatto. La Foxy Carbon 29 è arrivata, ma sbaglia che pensa che ci sia stato solo un banale cambio ruote perché […]

L'articolo Mondraker Foxy Carbon 29 m.y. 2018 proviene da RED Live.

   LIVE    Della più recente generazione di MINI Countryman abbiamo parlato con la prova della Cooper SD e della Cooper S E. Ora è il momento di guidare la MINI Countryman Cooper S, una versione indubbiamente ricca di fascino, che monta il quattro cilindri in linea di 2 litri, accreditato di 192 cv di potenza e […]

L'articolo Prova MINI Countryman Cooper S proviene da RED Live.

La gamma Renault si rinnova e si semplifica; meno allestimenti ma più ricchi e tecnologici.

L'articolo Renault Megane, arrivano tre nuovi allestimenti proviene da RED Live.

Esemplare unico, s'ispira non solo alla leggendaria F40 ma anche all'iconica 308 GTB. Ha già girato con il suo nuovo proprietario a Fiorano ma il debutto ufficiale in società è previsto a Villa d'Este

L'articolo Ferrari SP38, la one-off su base 488 GTB proviene da RED Live.