Tutti a Caorle per “Chiamare le cose con il loro nome”
Dal 12 al 14 giugno la “nostra” Caorle torna a essere il centro di una grande festa di popolo e realtà. Lo diciamo da cinque anni, e non per abitudine: in questo luogo abbiamo trovato una casa per un’esperienza che rifiuta di essere l’ennesima rassegna di opinioni. Tra i campielli e il campanile di questa Venezia in miniatura ci si incontra per guardare il mondo in faccia, senza i filtri della melassa retorica e senza quella lingua felpata che ormai ha anestetizzato il dibattito pubblico.
Siamo alla quinta edizione del festival di Tempi “Chiamare le cose con il loro nome”: tre giorni di dibattiti e incontri in piazza e nel Comune di Caorle (Ve) dedicati a Luigi Amicone. Ma chi ha conosciuto Gigi sa bene che qui non stiamo allestendo un santino o perdendo tempo in nostalgiche commemorazioni. Si tratta di continuare una storia. Si tratta di tenere viva quella posizione umana e intellettuale che lui ha incarnato con una miscela irripetibile di radicalità e allegria, di rissa e amicizia.
Tutti gli ospiti di Tempi a Caorle
Per questo sono nati il Premio giornalistico Luigi Amicone e il Premio Luigi Amicone – Premio Cultura Città di Caorle: fare giornalismo, per Luigi, significava esserci, stare dentro le cose del mondo e non limitarsi ad annotarle dal buco della serratura. Retorica? Guardate chi è passato da questo palco: dalla “pasionaria” di Madrid Isabel Díaz Ayuso al sottosegretario Alfredo Mantovano, dal ministro Giuseppe Valditara al direttore dell’Ibl Alberto Mingardi, da Giuliano Ferrara a Peter Gomez, dai fronti di guerra di Gian Micalessin e Fausto Biloslavo al realismo di monsignor Massimo Camisasca e don Maurizio Patriciello. E poi il presidente di Cl Davide Prosperi, l’ex ministro in Pakistan Paul Bhatti, Maurizio Sacconi e Mario Mauro, il direttore Tommaso Cerno, il giornalista di Domani Mattia Ferraresi e l’inviato del Corriere Massimo Gaggi, la professoressa Anna Krasnikova e il filosofo Giovanni Maddalena, lo psicanalista Claudio Risé, il penalista Luciano Eusebi, il palliativista Marco Maltoni. E persino un “eroe del Mundial” come Antonio Cabrini.
Senza dimenticare i nostri premiati delle scorse edizioni: Monica Ricci Sargentini (Corriere), Matteo Matzuzzi (il Foglio), la scrittrice Susanna Tamaro e lo scrittore dissidente Liao Yiwu, il filosofo Alain Finkielkraut e la direttrice del Centro Studi sulla libertà religiosa di Acs Marta Petrosillo, la garante dell’Infanzia Marina Terragni e l’inviato del Sole 24 ore Paolo Bricco.
E quest’anno? Il Premio Amicone ad Alessandro Sallusti e Aura Miguel
E quest’anno? Il programma è in movimento, com’è giusto che sia per ciò che è vivo. Ma la struttura è già ben piantata nel terreno. Si comincia venerdì sera in piazza con Alessandro Sallusti, insignito del Premio giornalistico Luigi Amicone 2026. Si concluderà domenica con il secondo Premio Luigi Amicone – Premio Cultura Città di Caorle alla vaticanista portoghese Aura Miguel.
Insieme a loro, ci accompagneranno l’ormai mattatore della piazza Federico Palmaroli (Osho), il governatore Alberto Stefani, il Patriarca di Venezia monsignor Francesco Moraglia, il corrispondente del Tg1 dagli Stati Uniti Marco Valerio Lo Prete, oltre ai ritorni di Mattia Ferraresi, Massimo Gaggi e Matteo Matzuzzi. E altri nomi si aggiungeranno nei prossimi giorni.
Seguiteci e salvate la data.
Organizzatevi, perché dal 12 al 14 giugno la festa di Tempi non sia solo una tradizione o Caorle un semplice luogo di passaggio, ma un’altra occasione di giudizio e di amicizia. Ci vediamo lì.
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