La quinta edizione del Premio Luigi Amicone a Caorle e la sensazione di essere a casa ogni volta
Caorle, 12 giugno 2026. Piazza Vescovado affollata per l'incontro con il direttore di Libero, Alessandro Sallusti (foto di Nicola Marchesin)
Tornare a Caorle è ormai un po’ come tornare a casa. Ad aspettarci c’è una combriccola di amici che, a partire dal sindaco Marco Sarto e dal vicesindaco Luca Antelmo, passando da Giosuè e Ruggero, ci consente da cinque anni di “chiamare le cose con il loro nome”. Un titolo che prova a dire qual è il nostro intento e impegno: rimanere attaccati alle cose, presentarle per quello che sono, senza aggiungere impalcature intellettuali a una realtà che, così com’è, sentiamo amica. Non siamo dei visionari né dei beoti ottimisti: lo sappiamo bene che il mondo è pieno di guerre, violenze, menzogne. Lo sappiamo, e lo scriviamo. Ma sappiamo anche che non può fare esercizio di realismo chi non ama la realtà. Non s’è mai visto, infatti, un cinico realista.
Essere giornalisti secondo Luigi Amicone
Lo aveva detto bene, tanti anni fa, anche il nostro caro Luigi Amicone nell’articolo che abbiamo posto ad apertura di quel libretto che abbiamo pubblicato in suo onore, L’anarcoresurrezionalista. Scri...
Contenuto riservato agli abbonati Digitale e Full
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo