Dipinti come pericolosi populisti, i leader di Usa, Italia e Argentina sono molto più simili a conservatori del passato come Reagan, Thatcher o Berlusconi di quanto raccontano i giornali. A essere diverso è il contesto storico
Le caricature di Meloni, Trump e Milei esposte durante una protesta in Spagna contro i leader della destra (foto Ansa)
Negli ultimi anni, figure diverse come Donald Trump, Giorgia Meloni e Javier Milei sono state spesso dipinte, fin dal principio dei loro governi, come esponenti di una destra radicale, populista e pericolosamente estrema. Ma questa è una tesi davvero sostenibile?
A un’analisi più approfondita, le loro politiche e il loro stile di governo non sembrano poi tanto distanti da quelli di leader conservatori del passato come Ronald Reagan, George W. Bush, Margaret Thatcher o Silvio Berlusconi.
Trump il reaganiano
La differenza, forse, risiede più nella retorica che nella pratica. Donald Trump è spesso accusato di aver estremizzato il Partito repubblicano, ma un confronto con Ronald Reagan rivela sorprendenti somiglianze, mitigate da un pragmatismo che ha smentito le previsioni più apocalittiche.
Come Reagan, Trump ha puntato su deregolamentazione economica, riduzione delle tasse per le imprese e nomine di giudici conservatori alla Corte suprema, consolidando un’agenda di destra tradizional...
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