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A cosa punta Trump con l’attacco in Venezuela

Di Rodolfo Casadei
04 Gennaio 2026
Il blitz militare a Caracas e la cattura di Maduro servono a riportare il paese ricco di petrolio nel campo filo-Usa, togliendo un alleato a Russia, Cina e Iran (e anche a qualche europeo)
Manifestanti filogovernativi protestano per la cattura di Maduro da parte di Trump davanti al palazzo presidenziale a Caracas, in Venezuela (foto Ansa)
Manifestanti filogovernativi protestano per la cattura di Maduro davanti al palazzo presidenziale a Caracas, in Venezuela (foto Ansa)

La prima regola del grande gioco delle superpotenze è di appropriarsi dell’egemonia nella propria regione geografica. Questa è la condizione di base per puntare all’egemonia globale, che è un obiettivo ideale storicamente irrealizzabile ma che fa da sfondo alla competizione per il dominio. Tale competizione realisticamente si assesta in una pace di equilibrio fondata sull’equilibrio di potenza realizzato dai vari attori creando rispettive sfere di influenza nella parte di mondo in cui si trovano. Il progetto di Trump in Sudamerica Le dichiarazioni retoriche, gli atti politici e le iniziative militari che la seconda amministrazione Trump ha dispiegato nei riguardi di Groenlandia, Canada e Venezuela nel giro di un anno hanno chiarito agli occhi più o meno scandalizzati del resto del mondo il progetto della sua amministrazione: prendere il pieno controllo delle Americhe per evitare il declino della potenza Usa, rieditare la dottrina Monroe non per vocazione isolazionista ma per rifare gr...

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