Trattativa Stato-mafia, l'”avvocato” Ingroia resta fuori dall’aula: il cliente lo ha già scaricato

Una nota dell’associazione Familiari vittime di via Georgofili conferma i sospetti dell’Ordine forense su un presunto abuso della professione: «L’ex procuratore non potrà esercitare la funzione di legale prima di un anno»

«L’ex procuratore Ingroia potrà esercitare la funzione di legale purtroppo solo fra un anno». Con queste parole, contenute in una nota dell’associazione Familiari delle vittime di via dei Georgofili, a firma della presidente Giovanna Maggiani Chelli, si chiude l’avventura del leader di Azione civile come avvocato di parte nel processo trattativa Stato-mafia. Il comunicato dell’associazione segue la notizia dei due procedimenti disciplinari istruiti dagli ordini degli avvocati di Roma e Palermo su Ingroia per esercizio abusivo della professione, fascicoli aperti dopo che l’ex magistrato il 26 settembre scorso si è presentato nell’aula del tribunale di Palermo in cui era in corso un’udienza del “suo” processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. L'”avvocato” Ingroia avrebbe però assunto l’incarico senza ancora aver prestato il giuramento necessario per diventare avvocato, come ha spiegato in un’intervista a tempi.it Valerio Spigarelli, presidente dell’Unione camere penali, aggiungendo per altro che comunque l’ex pm per almeno due anni non potrebbe esercitare la nuova professione nella circoscrizione dove ha lavorato come magistrato, cioè appunto Palermo.

FASCICOLI IN PROCURA. L’associazione Familiari delle vittime di via dei Georgofili, dalla quale Ingroia è stato scelto come sostituto processuale, aveva iniziato a conteggiare i due anni dalla fine dell’esercizio a partire dal 2012, cioè da quando la toga palermitana ha ottenuto l’aspettativa dal Csm per ragioni elettorali. Tuttavia l’ex pm ha deciso di lasciare la toga solo nel maggio di quest’anno, ed è da lì che dovrebbe partire il conteggio. Quindi Ingroia non dovrebbe poter iniziare la sua carriera da avvocato prima del 2015. Maggiani Chelli spiega che la nota dell’associazione «intende smorzare sterili polemiche» e che la scelta di Ingroia «non ha avuto altra funzione se non quella di nominare un tecnico preparato nel processo. L’avvocato dell’associazione Danilo Ammanato comunque aveva nominato l’avvocato Ingroia per le udienze successive al 10 ottobre». In quella data infatti – ha dichiarato lo stesso Ingroia – il leader di Azione civile finalmente presterà giuramento davanti al consiglio romano del suo nuovo ordine professionale. I due procedimenti disciplinari aperti dai consigli forensi di Palermo e Roma intanto sono stati inoltrati anche alle procure competenti, affinché valutino l’eventuale sussistenza del reato di esercizio abusivo della professione: chissà se l’ennesima giravolta di Ingroia non sia stata provocata da qualche preoccupazione per questo motivo.