La linea di Schlein in politica estera al traino di Conte e Fratoianni, la deriva filocinese, l’imbarazzo (inutile) dei riformisti rassegnati. Rassegna ragionata dal web
La segretaria del Pd Elly Schlein con il verde Angelo Bonelli, il leader di Avs Nicola Fratoianni e il presidente del M5s Giuseppe Conte a una marcia pro Palestinian a Rome, 7 giugno 2025 (foto Ansa)
La segretaria del Pd Elly Schlein con il verde Angelo Bonelli, il leader di Avs Nicola Fratoianni e il presidente del M5s Giuseppe Conte a una marcia pro Palestinian a Rome, 7 giugno 2025 (foto Ansa)
Su Linkiesta Francesco Cundari scrive: «Siccome però in alcuni punti la risoluzione apriva alla possibilità di indirizzare quelle risorse alla difesa, Giuseppe Conte ha subito colto l’occasione per attaccare “l’Europa militarizzata” che vuole usare per la guerra le risorse del Recovery Fund. Un modo di attaccare il governo Meloni (che peraltro ha sempre escluso categoricamente una simile opzione) colpendo in realtà anzitutto il Pd, che quella risoluzione ha votato, tanto più alla vigilia della manifestazione di sabato contro il riarmo. Motivo per cui il Pd ha sì votato la risoluzione, ma votando contro (tranne Elisabetta Gualmini e Giorgio Gori) i punti in cui compariva la parola “difesa”, ovviamente in dissenso dal Pse. Sintesi di una voce certo non pregiudizialmente ostile come quella di...
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