Torino, condannato a 4 mesi il No Tav che chiamò “pecorella” un carabiniere

Nel febbraio 2012 Marco Bruno aveva insultato gratuitamente e con arroganza un agente antisommossa in Val di Susa. Oggi il tribunale di Torino lo ha giudicato colpevole di oltraggio a pubblico ufficiale

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«Che pecorella che sei, sai che sei proprio una bella pecorella, sei carino. Sai che sei illegale? Sei proprio una bella pecorella»: così si era rivolto il no Tav Marco Bruno, il 28 febbraio 2012, da No Tav nei confronti di uno degli agenti antisommossa schierati per mantenere l’ordine in Val di Susa (qui il video). E per quella frase oggi il giudice del Tribunale di Torino Gian Luca Robaldo ha inflitto al No Tav Bruno, chiamato dai media “Pecorella”, una condanna a quattro mesi per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

IL CARABINIERE OLTRAGGIATO. Intanto Stefano Fadda, il carabiniere che era stato insultato da Bruno, e che era rimasto impassibile e non aveva reagito, ha ricevuto un economio solenne dall’Arma dei carabinieri. Il pm Nicoletta Quaglino, che rappresentava l’accusa nel processo a “Pecorella”, ha citato Fadda ricordando il fatto che «Il carabiniere quel giorno era assolutamente pacifico. Le parole pronunciate dall’imputato dicono tutto. Credo che qualsiasi persona, se appellata Pecorella, si risentirebbe. Sono offese assolutamente gratuite. Sono cresciuta leggendo Pasolini. Ed è come cittadina, non come pm, che adesso dico che sto con le forze dell’ordine». Molti nel fronte No Tav hanno invece sempre difeso strenuamente “Pecorella”, come il leader dei manifestanti Alberto Perino in quest’intervista a tempi.it.

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