La teologia grillina della differenziata porta dritti all’inferno. Cioè a Parma

Qui il verbo M5S è applicato con lo stesso zelo con cui gli anabattisti di Münster misero in atto la riforma luterana

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Riperdonatemi ma sono di Parma. Ieri vado in libreria, butto l’occhio su uno scaffale e… no, non ci posso credere. Federico Pizzarotti, Una rivoluzione normale, Mondadori. Lo spaesamento nel vedere il sindaco in copertina viene acuito dalla posa improbabile, sicuramente imposta da qualche guru dell’immagine della casa editrice, che suggerendogli di portare le per nulla affusolate dita da perito elettronico a nasconder la bocca e a reggere il mento, come un Guy de Rothschild in Buon viso alla fortuna, ha fatto perdere al nostro la cosa più sincera e popolare: il magnifico sorriso asinino.

Il titolo in fondo c’ha ragione: una rivoluzione normale. No, “il Pizza” non ha fatto niente di male, perché in questi anni non ha fatto una beneamata minchia, al punto che, in mancanza di qualsiasi vera iniziativa di spesa, ha quasi dimezzato il debito del Comune ereditato dalla giunta Vignali.

In realtà, l’unico vero villain, il cattivo shakespeariano della giunta M5S alla parmigiana, è l’assessore al “rudo” (noi chiamiamo così la spazzatura): Folli Gabriele. Simile in volto, loquela, statura, postura e andatura alla “creatura” in Frankenstein Junior, è Folli l’ideatore, il teologo oserei dire, della raccolta differenziata modello Parma. Come infatti i lettori di Tempi ormai sapranno, oggi è dottrina che se non separi la plastica dalla carta e l’umido dalle pile vai all’inferno, secco come un chiodo. È purtroppo altrettanto vero che la raccolta differenziata, a Parma, è un inferno, perché l’assessore l’ha imposta eliminando totalmente i cassonetti. In centro storico non c’è giorno dove i marciapiedi non siano occupati dai sacchi gialli in bella vista, a tal punto che un fotografo venuto per fare un reportage di promozione turistica sulla città ducale, in una settimana non è riuscito a trovare mai la scena libera dai sacchi del rudo: ha rinunciato e ha scritto una lettera alla Gazzetta di Parma. Pardon, alla Gazzetta di “Rudezia”.

Eh sì, da noi dilagano le pantegane che fanno molto Ratatouille. Ma la colpa non è neppure di Folli. Il fatto è che i grillini di Parma hanno applicato il verbo grillino con lo stesso zelo eroico con cui gli anabattisti di Münster misero in pratica lo spirito della riforma luterana. Mal incolse entrambi: come Lutero lasciò ben sterminare gli anabattisti, così Grillo pose fine alla primavera pizzarottiana. Entrambi per pararsi il culo. Se non credete a me, leggete Q di Luther Blisset, gli stessi cattivoni di Wu Ming che hanno scritto: «C’è uno spazio vuoto che il M5S occupa per mantenerlo vuoto».

Sarò un eretico, un marxista ratzingeriano, ma per me la raccolta differenziata è l’oppio dei popoli.

Foto Ansa

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