Addio 2025, bentornato “Te Deum”. Che cosa c’è nel numero di dicembre di Tempi

Di Redazione
01 Dicembre 2025
I ringraziamenti per l’anno che si chiude, la (mala) educazione sessuo-affettiva, le interviste a Bagnasco, Maggioni, Daniel’. Guida ai contenuti del mensile. E un’offerta conveniente per i regali di Natale
La copertina del numero di dicembre 2025 di Tempi, dedicata al tradizionale Te Deum di fine anno

Si chiude il 2025 e Tempi, come da tradizione, sfida il piagnisteo e il disfattismo che regnano nei media proponendo a dicembre l’attesissimo numero “Te Deum”, uno speciale dedicato a fatti, episodi e scoperte che in qualche modo (magari misterioso o drammatico) hanno reso positivo l’anno che volge al termine. A raccontare i loro motivi di gratitudine sono stavolta Päivi Räsänen, parlamentare ed ex ministro finlandese sotto processo dal 2019 per avere condiviso sui social alcuni versetti della Bibbia; Sebastien Lai, figlio di Jimmy Lai, l’editore più importante di Hong Kong incarcerato da cinque anni per il suo dissenso verso il regime cinese; Bashar Fawadleh, parroco dell’ultimo villaggio cristiano della Cisgiordania; “il Molokano” Renato Farina; Sara Ghidoli, mamma di una ragazza speciale; don Patricio “Pato” Hacin, che dalla scomparsa un anno fa di padre Aldo Trento guida la sua parrocchia-reducción ad Asunción; l’ex calciatore Vincenzo Sommese, appena tornato in campo come allenatore dopo una brutta vicenda di scommesse.

Il numero di dicembre 2025 di Tempi è già disponibile per tutti gli abbonati nello sfogliatore digitale e arriverà presto in carta e ossa nelle case degli abbonati che hanno scelto la formula full. A proposito, lo sapete che a Natale si può regalare l’abbonamento a Tempi a un prezzo speciale? Si chiama OFFERTA NATALE 2025: se regali un abbonamento a un amico non attualmente abbonato, risparmi 10 euro sia sulla formula full (cartaceo + digitale) che sulla formula digitale. Vale fino al 31 gennaio 2026. Qui tutti i dettagli.

Sesso a scuola, Bagnasco, Mamdani

Non è finita, ovviamente. Oltre al “Te Deum” infatti nel nuovo numero di Tempi c’è un piccolo dossier sull’educazione (o alienazione?) sessuo-affettiva con un affondo di Giancarlo Cesana e le inquietanti testimonianze raccolte da Caterina Giojelli di genitori di ragazzine trasformate in “trofei” trans. Il cardinale Angelo Bagnasco invece dice a Rodolfo Casadei di vedere in atto «una primavera della fede» in Italia e in Europa, mentre nel suo editoriale Emanuele Boffi spiega perché converrà votare “sì” al referendum sulla giustizia della prossima primavera. Continua poi la serie “Voci e visioni sul futuro di Milano”: Lorenzo Margiotta ha intervistato questa volta uno dei massimi rappresentanti delle cooperative edilizie, l’urbanista Alessandro Maggioni.

Ampio spazio, come sempre, all’attualità internazionale nel numero di Tempi di dicembre. I lettori troveranno nella rivista una impressionante testimonianza di un sacerdote arrestato, torturato ed esiliato dal regime sandinista del Nicaragua; il ritratto di Mattia Ferraresi dell’aspirante “Trump democratico” Zohran Mamdani, neoeletto sindaco di New York; la grande intervista di Leone Grotti ad Aleksandr Danièl’, storico del dissenso antisovietico e cofondatore di Memorial, che dice: «La guerra con l’Ucraina porterà alla morte della Russia».

I nostri 30 anni, il viaggio dei magi

Con la fine del 2025 si concludono anche i nostri festeggiamenti per i 30 anni di Tempi: un onore che abbiamo affidato a Caterina Giojelli e Piero Vietti. È invece affidata a Matteo Brogi la rubrica “L’Italia del buon lavoro”, dove Stefano Davitti ripercorre la storia del Gruppo E, specializzato in information technology. E Matteo Rigamonti fa raccontare a Luca Lantero, direttore di Cimea, in cosa consiste «l’arte» di ricostruire il valore dei titoli di studio conseguiti all’estero.

Ancora. Marco Bona Castellotti confessa il proprio stupore per la quantità di bellezza scoperta nella mostra “Restituzioni” di Banca Intesa, Annalisa Teggi presenta il nuovo romanzo di Emmanuel Exitu sul viaggio dei re magi, Emanuele Boffi recensisce l’originale antologia di perle letterarie selezionate e chiosate da quel “lettore compulsivo” che è il nostro Lodovico Festa.

Le rubriche e il mensile da sfogliare

Senza dimenticare ovviamente le rubriche delle nostre firme: Lorenzo Malagola sulla tristezza di una società che esalta il suicidio delle gemelle Kessler, Marina Corradi sulla casa di famiglia che si svuota, la vignetta natalizia di Guido Clericetti, Pier Paolo Bellini sulla parola “soddisfazione”, Simone Fortunato su Her, capolavoro di Spike Jonze, il diabolico Berlicche sull’uso e abuso di Falcone e Borsellino.

Tutto questo e altro ancora nel numero di Tempi di dicembre. In attesa che la rivista arrivi nelle loro case, gli abbonati possono già sfogliarla in formato digitale nell’area riservata del sito. I non abbonati, invece, farebbero bene ad abbonarsi subito. O magari a farsi regalare l’abbonamento a Tempi approfittando dell’OFFERTA NATALE 2025. E voi, insegnanti, ricordatevi che potete abbonarvi anche con la Carta del docente.

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